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martedì 20 ottobre 2015

CHART // I nostri 7 imperdibili del Primavera Club 2015




Eccoci nella settimana che ci conduce alla tre giorni del Primavera Club versione 2015, fratello minore del nostro amato festival ma che ne riflette (sebbene in maniera più intima) completamente lo spirito e ci invita a scoprire i nuovi talenti emergenti europei, alcuni noti, altri non proprio sconosciuti ed, ebbene sì, una discreta manciata di cui ignoravamo l'esistenza. Quindi stimolati dalla nuova sfida attiviamo i nostri recettori e tra i 39 nomi che calcheranno i palchi delle 2 location (entrambe doppie, per un totale di 4 palchi) ecco qui i nostri 7 suggerimenti (avrebbero potuto essere almeno una decina) che potrete godere senza rischiare incroci pericolosi...
E chissà che qualcuno non lo possiate apprezzare in una calda e ventilata serata primaverile...

(clicca qui per orari e playlist)


Empress Of - Me (Terrible Records, 2015)

Certamente tra gli immaginari head-liners non potrebbe mancare la californiana di origine hondureña Lorely Rodriguez, ormai nota quasi esclusivamente come Empress Of, salita agli onori della cronaca grazie al pop-elettronico atemporale del debut album Me che la rende un ibrido Bjork-grimesiano o forse, ancor meglio, il perfetto punto di incontro tra il synth-pop euforico dei Chvrches e quello un po' snob di FKA Twigs... Il termine "imperdibile" è superfluo...






Roosevelt - Hold On / Night Moves (Greco-Roman, 2015)

Innamoratomene totalmente dall'uscita del'EP Elliot, ormai datato 2013, avrei certamente immaginato per il produttore/dj Marius Lauber aka Roosevelt un'ascesa ben più rapida e fortunata. Il tempo però ripaga l'attesa (mia e sua) concedendo uno scenario che sa di rampa di lancio per il giovane tedesco che si ripresenta con il doppio singolo Hold On / Night Moves che scomodando paragoni eccellenti lo pone come discepolo della scuola di Caribou ed Hot Chip, anche se per larghi tratti rievoca l'alter ego carico di serotonina di Washed Out...






U.S. Girls - Half Free (4AD, 2015)

A chiudere il trittico di headliners, giustamente uno al giorno, ecco una delle poche realtà che in saccoccia può vantare più di un album di cui l'ultimo, Half Free targato niente meno che 4AD, il che già rappresenta una garanzia. Trattasi d U.S. Girls, anche qui, come per i precedenti, con un unico membro a tessere le fila ed a snocciolare perle. Meghan Remy dopo una decina di anni di carriera alle spalle ci consegna una ricetta che ha del magico nella sua perfetta fusione tra glam rock, pop degli anni che furono e quel tocco elettronico mai sgradito...






Shura - White Light (Polydor, 2015)

Una manciata di singoli e già una certezza del pop britannico, Aleksandra Denton, russa di origini ma cresciuta a Manchester ed ormai londinese di adozione, raggiunge la notorietà con l'ammaliante brano Touch che le vale l'accesso nella lista del BBC Sound of 2015 che premia le rivelazioni dell'anno. Nulla di che stupirsi se ci si è lasciati cullare dal suo ipnotico, suadente e malinconico R&B che a tratti sfocia nel synth-pop e che le ha aperto le porte dell'etichetta Polydor pronta a pubblicarne l'atteso debutto.






Ninos du Brasil - Novos Misterios (Hospital Productions, 2015)

Qualcuno penserà che il fatto di avere finalmente degli italiani da poter raccomandare orgogliosamente abbia avuto un suo peso in questa chart. E ci potete scommettere! Ma Nicolò Fortuni e Nico Vascellari sono anche quel segno di rottura nella tradizione italiana che negli altri generi continua tristemente a mancare. Techno, punk e batucada si fondono in un vortice di colori e trovano nella perla Sombra Da Lua il loro manifesto. Attesa quindi per le prove generali nella speranza di una chiamata anche per questa primavera.






Moiré - Shelter (Ninja Tune, 2014)

Con l'avvento delle tenebre e già in parte rinfrancati dalla prima ondata di concerti avrete certo bisogno di abbandonare la vostra anima ed il vostro corpo alla pista da ballo. Se non siete particolarmente snob e vi sentite pronti ad addentrarvi in cunicoli tenebrosi ed industriali ma a loro modo brillanti, con il britannico Moirè sarete certamente in buone mani. E se vi servono ulteriori garanzie vi basterà sapere che Darren Cunningham (aka Actress) non ha esitato due secondi a contrattarlo per la sua scuderia...






Chastity Belt - Time To Go Home (Hardly Art, 2015)

E chiudiamo con un altro gruppo "veterano", con ben due album già in saccoccia. Sono il quartetto di Washington Chastity Belt entrati nel circuito che conta con l'album No Regerts ed ora pronti a bissare il successo con il recente Time To Go Home. Nuove paladine del movimento Riot Grrrl, si discostano dal sentiero aperto dalle Sleater-Kinney per una connotazione maggiormente enigmatica e melanconica cui fa da contrasto comunque uno spiccato lato umoristico sempre presente.






mercoledì 26 agosto 2015

PS15 // I nostri 10 momenti più rappresentativi del Primavera Sound 2015




A distanza di tre mesi ed in maniera del tutto soggettiva facciamo un salto indietro nel tempo per, a bocce ormai ampiamente ferme, rivivere nella mente e selezionare quei momenti, ancora più unici di altri, che rimarranno indelebili nella nostra memoria e che, per certo hanno rappresentato il nostro festival...


OMD - Enola Gay

Banale, scontata, forse neanche tipicamente "primaverile" in un contesto, quello del mercoledì, aperto a tutti, ma pur sempre il brano simbolo di un'epoca presente nei ricordi di tutti, anche dei giovanissimi cui certo in qualche modo ha comunque avuto modo di trovare posto attraverso il racconto di terzi o l'influenza dei media. Ecco quindi Enola Gay, brano con cui gli OMD aprivano le danze...






Panda Bear - Alsatian Darn

Forte della freschezza del giovedì scommettevo su un Panda Bear che nella versione Animal Collective, dal vivo, mi aveva sempre lasciato un certo amaro in bocca. Le previsioni sono fatte per essere smentite e quello che ci regala Noah è un viaggio che definire psichedelico sarebbe riduttivo al limite dell'oltraggioso. Ma la ciliegina sulla torta è stata l'amata Alsatian Darn quasi in chiusura...






Chet Faker - Gold

Traccia simbolo per un concerto tutto d'"oro"... L'antagonista dei ben più quotati The Black Keys (dalle recensioni alterne) si conferma elegante e sinuoso animale da palcoscenico che sa muoversi con destrezza e soprattutto "fa'" muovere il numeroso pubblico dal palato fino. Live a tutto tondo che non scontenta neanche i grandi fan del primo "Chet Faker"...






Sylvan Esso - Coffee

L'artista presente doveva essere Jon Hopkins autore, nonostante un impianto inadeguato, di un live "monstre". La scelta ricade su un altro protagonista del venerdì. Chi ha deciso di rinunciare a José Gonzalez per un inizio giornata più soft non poteva scegliere meglio. Birra in mano, sole in faccia ed un Coffee che anche dal vivo si rivela una tra le tracce più belle degli ultimi 12 mesi...






Perfume Genius - Learning

In quanto non propriamente una classifica eviterò di dire come Mike Adreas, aka Perfume Genius, avrebbe guadagnato il podio come miglior concerto a mani bassissime... Certo il dolore per l'incastro mancato con Belle & Sebastian lenisce alle prime note e svanisce totalmente quando le note di Learning, suonata a quattro mani, saturano ogni centimetro del palcoscenico del Pitchfork, e per certo anche diversi cuori...






Tori Amos - Bliss

Quella che doveva essere una tappa interlocutoria, perfetta per ricaricare le batterie in vista di un sabato infuocato si trasforma in uno dei momenti più toccanti dell'intero evento. La classe non si compra al supermercato e la sempre bellissima cantautrice statunitense ce lo dimostra fin dal primo brano. La nostra bocca spalancata si chiuderà solo a concerto terminato...






The Strokes - Reptilia

Tutti in attesa del grande flop, ed il ritardo iniziale lasciava "ben sperare". Invece Julian & C. offrono, pur senza dilungarsi troppo in chiacchiere (ma alla fine chi le voleva??), un live degnissimo impreziosito ad ogni istante dalle numerose perle che arricchiscono la discografia della band newyorkese. Ci sarebbe solo l'imbarazzo della scelta per ritrasmettere il mood che si respirava quel sabato notte. Opterò per la mia amata da sempre...
PS: sempre bello riconoscersi nei video altrui...






Underworld - Born Slippy

Non c'ero, lo ammetto, ma come leggerete in seguito non avrò di che pentirmi. C'era però il nostro Sigu che ci racconta di un momento di delirio puro descritto come "apogeo" nel momento in cui il duo gallese si congedava premiando la folla con il loro brano più celebre, più amato, anche questo ormai con merito mattone stabile ed indistruttibile della musica dance e non solo...






HEALTH - DIE SLOW

L'ho detto e lo ripeto ora a scanso di equivoci: questa non è né vuole essere una classifica ma non posso negare che se c'è il "momento" che rappresenta il mio Primavera Sound 2015 è proprio quello che riporto qui di seguito. Abbandonare la parte più nutrita della ciurma e rinunciare ad un evento comodo comodo e certo molto rappresentativo (Underworld) per raggiungere l'estremo opposto del recinto poteva essere la scelta peggiore. Non lo è stata e DIE SLOW era il pezzo che bramavo da tempo....





Caribou - Can't Do Without You

L'effetto sorpresa ce lo eravamo già giocati durante il nostro Club To Club 2014 e certo l'agglomerato umano che si riversava da ogni lato non permetteva una fruibilità ideale ma quanto al signor Dan Snaith e compagnia bella... giù il "sombrero". Live meraviglioso (soprattuto la seconda metà) anche se meno intimo rispetto a quello del lontano 2011. Forse non la traccia più rappresentativa ma certo quella che meglio identifica il Tour di Our Love...






sabato 8 agosto 2015

CHART // Top 50 Songs 2015. Metà stagione (20-01)





E qui di seguito le prime venti posizioni della nostra assolutamente personale Top 50 Songs di questa molto proficua prima parte di stagione musicale.

Al termine  troverete le relative playlist create su YouTube e Spotify.


20 # Hudson Mohawke - Ryderz (Lantern)

19 # Holly Herndon - Interference (Platform)

18 # Sheer Mag - Button Up (EP II)

17 # Courtney Barnett - Pedestrian At Best (Sometimes I Sit and Think, and Sometimes I Just Sit)

16 # Sufjan Stevens - Fourth Of July (Carrie & Lowell)

15 # Death - Viet Cong (Viet Cong)

14 # Drake - Know Yourself (If You'Re Reading This Its Too Late)

13 # Tame Impala - Let It Happen (Currents)

12 # Bicep - Just (Just EP)

11 # London O'Connor - Guts (O∆)

10 # Hot Chip - Need You Now (Why Make Sense?)





9 # Waxahatchee - Air (Ivy Tripp)

8 # Blanck Mass - Dead Format (Dumb Flesh)

7 # Father John Misty - True Affection (I Love You, Honeybear)

6 # Dan Deacon - Feel The Lightning (Gliss Riffer)

5 # HEALTH - Stonefist (Death Magic)

4 # Sharon Van Etten - I Don’t Want To Let You Down (Single)

3 # Nicolas Jaar - Swim (Nymphs III)

2 # Jamie XX - Loud Places (In Colour)

1 # Sufjan Stevens - Should Have Known Better (Carrie & Lowell)





Le nostre Playlist!




su Spotify risultano assenti Sheer Mag e London O'Connor



lunedì 3 agosto 2015

CHART // Top 50 Songs 2015. Metà stagione (50-21)




Dopo un 2014 di alterne fortune e soddisfazioni, il 2015 sembra aver inserito la quarta regalandoci grandi attesi ritorni accompagnati da brani degni dei propri creatori. Ciononostante le nuove leve continuano a sorgere ritagliandosi una fetta importante delle principali classifiche specializzate. Anche "grazie" al caldo opprimente che ci ha relegato in casa abbiamo potuto dedicare diverso spazio ai nuovi ascolti e questa, dopo una lunga e cogitata riflessione, è il frutto della nostra abnegazione che a fine settimana sarà accompagnata dalle playlist create su Spotify e YouTube...


Abbiamo considerato i brani presenti negli album pubblicati nel 2015 anche se usciti come singoli l'anno passato (ma non prima di ottobre)

clicca sul brano per vedere il relativo video


50 # Hot Chip - Huarache Lights (Why Make Sense?)

49 # Twerps - I Don't Mind (Range Anxiety)

48 # Fort Romeau - All I Want (Insides)

47 # Tobias Jesso Jr. - How Could You Babe

46 # Death Cab For Cutie - Black Sun

45 # Modest Mouse - Lampshades On Fire

44 # Godspeed You! Black Emperor- Peasantry or 'Light! Inside of Light! (asunder sweet and other distress)

43 # Shamir - Call It Off (Ratchet)

42 # Unknown Mortal Orchestra - Multi-Love (Multi-Love)





41 # Braids - Taste (Deep In The Iris)

40 # The Soft Moon - Black (Deeper)

39 # Disclosure - Holding On (Official Audio) ft. Gregory Porter (Caracal)

38 # Purity Ring - Begin Again (Another Eternity)

37 # µ-Ziq - XT (XTLP)

36 # The Chemical Brothers - Sometimes I Feel So Deserted (Born In The Echoes)

35 # TORRES - Strange Hellos (Sprinter)

34 # John Tejada - Two 0 One (Signs Under Test)

33 # Chromatics - I Can Never Be Myself When You'Re Around (Dear Tommy)

32 # Madeon - Home (Adventure)

31 # Florence + The Machine - What Kind Of Man (How Big How Blue How Beautiful)





30 # Speedy Ortiz - Raising the Skate (Foil Deer)

29 # Ghost Culture - Mouth (Ghost Culture)

28 # The Weeknd - Can't Feel My Face (Beauty Behind The Madness)

27 # FFS - Johnny Delusional (FFS)

26 # Beach House - Sparks (Depression Cherry)

25 # Hop Along - The Knock (Painted Shut)

24 # Jenny Hval - That Battle is Over (Apocalypse, girl)

23 # Natalie Prass - My Baby Don't Understand Me (Natalie Prass)

22 # Lower Dens - To Die in L.A. (Escape From Evil)

21 # Grimes - REALiTi (TBA)







domenica 4 gennaio 2015

CHART // Top 100 Songs 2014 (50-1)




50 # Emma Ruth Rundle - Arms I Know So Well (Some Heavy Ocean)

49 # The War On Drugs - In Reverse (Lost In The Dream)

48 # Jamie XX - Girls (Girl / Sleep Sound)

47 # Kewin Drew - Good Sex (Darlings)

46 # S. Carey - Crown The Pines (Range of Light)

45 # Hundred Waters - Xtalk (The Moon Rang Like a Bell)

44 # St. Vincent - Digital Witness (St. Vincent)

43 # Panda Bear - Mr Noah (Panda Bear Meets the Grim Reaper)

42 # TV On The Radio - Happy Idiot (Seeds)

41 # Cloud Nothings - I'm Not Part of Me (Here And Nowhere Else)





40 # Foxes In Fiction - Ontario Gothic (Ontario Gothic)

39 # EMA - 3Jane (The Future's Void)

38 # Black Keys - Fever (Turn Blue)

37 # Angel Olsen - White Fire (Burn Your Fire For No Witness)

36 # Chromeo - Jealous (I Ain't With It) (White Women)

35 # Viet Cong - Continental Shelf (Continental Shelf)

34 # Sharon Van Etten - Taking Chances (Are We There)

33 # Alt-J - Hunger of the Pine ('This Is All Yours)

32 # The Notwist - Kong (Close To The Glass)

31# FKA twigs - Two Weeks (LP1) 





30 # Strand Of Oaks - Goshen '97 (HEAL)

29 # La Sera - Running Wild (Hour of the Down)

28 # East India Youth - Dripping Down (Total Strife Forever)

27 # Aphex Twin - minipops 67 [120.2][source field mix] (Syro)

26 # Todd Terje - Johnny and Mary (featuring Bryan Ferry) (It's Album Time)

25 # Parquet Courts - Instant Disassembly (Sunbathing Animal)

24 # Sharon Van Etten - Every Time The Sun Comes Up (Are We There)

23 # Mitski - First Love / Late Spring (Bury Me At Makeout Creek)

22 # Jessie Ware - Want Your Feeling (Tough Love)

21 # The Raveonettes - Sisters (Pe'ahi)

20 # Phantogram - Bill Murray (Voices)

19 # Liars - Mess On A Mission (Mess)





18 # Clark - The Grit In The Pearl (Clark)

17 # Fear of Men - Green Sea (Loom)

16 # Jungle - Time (Jungle)

15 # Ought - Habit (More Than Any Other Day)

14 # Angel Olsen - Unfucktheworld (Burn Your Fire For No Witness)

13 # Movement - Ivory (Movement)

12 # Alvvays - Archie, Marry Me (Alvvays)

11 # Hundred Waters - Murmurs (The Moon Rang Like a Bell)

10 # Wild Beasts - Wanderlust (Present Tense)





09 # Perfume Genius - Queen (Too Bright)

08 # Jamie XX - Sleep Sound (Girl/Sleep Sound)

07 # Baths - Ocean Death (Ocean Death EP)

06 # The War On Drugs - Red Eyes (Lost In The Dream)

05 # Bombay Bicycle Club - Carry Me (So Long, See You Tomorrow) 

04 # Spoon - Do You (They Want My Soul)

3 # Caribou - Can't Do Without You (Our Love)





2 # Avey Tare's Slasher Flicks - Little Fung (Enter The Slasher House)





1 # White Lung - Face Down (Deep Fantasy)




(Posizioni 100-51)      


Segui la playlist su YouTube




Oppure su Spotify


Succedeva nel 2013   <<<


sabato 3 gennaio 2015

CHART // Top 100 Songs 2014 (100-51)




Giunti a fine anno e valicato il confine che ci ha introdotti nel 2015 possiamo tranquillamente confermare, senza neanche troppo rammarico, che il 2014 nella seconda parte dell'anno non ha cambiato marcia regalandoci diverse gioie ma nessun botto inatteso dopo un 2013 da fuochi artificiali. Non è stato comunque difficile trovare e raccogliere almeno 100 tracce da inserire nella usuale classifica di fine anno che trovate a disposizione anche attraverso i nostri canali YouTube e Spotify. Bando alle ciance ed ecco a voi la nostra classifica...


clicca sul brano per vedere il relativo video


100 # Beck - Morning (Morning Phase)

99 # Twin Shadow - To The Top (Single)

98 # Azealia Banks - Ice Princess (Broke With Expensive Taste) 

97 # Mogwai - No Medicine for Regret (Rave Tapes)

96 # Royksopp - Sordid Affair (The Inevitable End)

95 # The Coathangers - Follow Me (Suck My Shirt)

94 # Kode9 & The Spaceape - The Devil Is A Liar (The Killing Season EP)

93 # Savages - Fuckers (Fuckers/Dream Baby Dream 12")

92 # Eternal Summers - Never Enough (The Drop Beneath)

91 # Kele - Doubt (Trick)

90 # Damon Albarn - Lonely Press Play (Everyday Robots)





89 # Shabazz Palaces - Ishmael (Lese Majesty)

88 # Slow Magic - Girls (How To Run Away)

87 # Owen Pallett - Song For Five & Six (In Conflict)

86 # Klaxons - New Reality (Love Frequency)

85 # Lydia Ainsworth - Hologram (Right From Real)

84 # Fear of Men - Waterfall (Loom)

83 # Fyfe - For You (For You single)

82 # Run The Jewels - Close Your Eyes (And Count to Fuck) [ft. Zack De La Rocha] (2)

81 # Marianne Faithfull - Late Victorian Holocaust (Give My Love To London) 

80 # Arca - Thievery (Xen) 





79 # The Pains Of Being Pure At Heart - Eurydice (Days of Abandon)

78 # Ryan Hemsworth - Walk Me Home (Alone For The First Time) 

77 # Glass Animals - Gooey (ZABA)

76 # Jessie Ware - Say You Love Me (Tough Love)

75 # Beverly - Honey Do (Careers)

74 # Temples - The Golden Throne (Sun Structures)

73 # Sea Oleena - If I'm (Shallow)

72 # Lykke Li - Love Me Like I'm Not Made Of Stone (I Never Learn)





71 # Ben Frost - Venter (A U R O R A)

70 # Clark - Unfurla (Clark)

69 # Solstafir - Ótta (Ótta)

68 # I LOVE MAKONNEN - Tuesday (feat. Drake)

67 # Sophie - Lemonade (Lemonade/Hard single)

66 # Rustie - Attack (ft. Danny Brown) (Green Language)

65 # Kiasmos - Looped (Kiasmos)

64 # Perfect Pussy - Interference Fits (Say Yes To Love)

63# Charli XCX - Break the Rules (Sucker)

62 # Real Estate - Talking Backwards (Atlas)

61 # Eagulls - Never Endings (Eagulls)

60 # Angus & Julia Stone - A Heartbreak (Angus & Julia Stone) 




59 # Interpol - All The Rage Back Home (El Pintor)

58 # - Don't Wanna Dance (No Mythologies to Follow)

57 # Mr Twin Sister - In The House Of Yes (Mr Twin Sister)

56 # Sevendeaths - All Night Graves (Concreté Misery)

55 # Lust For Youth - Epoetin Alfa (International)

54 # Marissa Nadler - Drive (Fade Into) (July)

53 # How To Dress Well - Words I Don't Remember (What Is This Heart?)

52 # Röyksopp & Robyn - Do It Again (Do It Again)

51 # Perfume Genius - Grid (Too Bright) 





(Posizioni 50-01)         


giovedì 10 luglio 2014

CHART // Top 50 Songs 2014. Metà stagione (50-21)




Ed anche quest'anno siamo arrivati al momento di tirare le prime somme della stagione e, se forse riconosciamo un calo d'altronde prevedibile rispetto ad un 2013 monstre, non possiamo comunque che gongolarci dinnanzi alle perle che l'anno dei mondiali brasiliani ha fino a questo momento estratto fuori dal cilindro. Se per la classifica degli album attendiamo fine stagione ci permettiamo ora di rendere omaggio ad i primi sei mesi di questo 2014 con la nostra Top 50 Songs. Ecco la prima parte delle nostre migliori 50 canzoni dell'anno in corso che potete gustare sia attraverso Spotify sia attraverso il canale Youtube.
Abbiamo considerato i brani presenti negli album pubblicati nel 2014 anche se usciti come singoli l'anno passato (ma non prima di ottobre)

clicca sul brano per vedere il relativo video



50 # Beck - Morning (Morning Phase)

49 # Mogwai - No Medicine for Regret (Rave Tapes)

48 # Damon Albarn - Lonely Press Play (Everyday Robots)

47 # Eternal Summers - Never Enough (The Drop Beneath)

46 # Temples - The Golden Throne (Sun Structures)

45 # The Pains of Being Pure at Heart - Eurydice (Days Of Abandon)

44 # Lykke Li - Love Me Like I'm Not Made Of Stone (I Never Learn)

43 # Ben Frost - Venter (A U R O R A)

42 # Perfect Pussy - Interference Fits (Say Yes To Love)

41 # Real Estate - Talking Backwards (Atlas)





40 # Eagulls - Never Endings (Eagulls)

39 # - Don't Wanna Dance (No Mythologies to Follow)

38 # Sevendeaths - All Night Graves (Concreté Misery)

37 # Lust For Youth - Epoetin Alfa (International)

36 # Marissa Nadler - Drive (Fade Into) (July)

35 # How To Dress Well - Words I Don't Remember (What Is This Heart?)

34 # Röyksopp & Robyn - Do It Again (Do It Again)

33 # Emma Ruth Rundle - Arms I Know So Well (Some Heavy Ocean)

32 # Jamie XX - Girls (Girl / Sleep Sound)

31 # Kewin Drew - Good Sex (Darlings)

30 # S. Carey - Crown The Pines (Range of Light)






29 # Hundred Waters - Xtalk (The Moon Rang Like a Bell)

28 # Slow Magic - Girls (Girls single)

27 # St. Vincent - Digital Witness (St. Vincent)

26 # Cloud Nothings - I'm Not Part of Me (Here And Nowhere Else)

25 # EMA - 3Jane (The Future's Void)

24 # Angel Olsen - White Fire (Burn Your Fire For No Witness)

23 # Chromeo - Jealous (I Ain't With It) (White Women)

22 # Sharon Van Etten - Taking Chances (Are We There)

21 # Black Keys - Fever (Turn Blue)





(Posizioni 20-01)      

2013   <<<

giovedì 2 gennaio 2014

CHART // Top 20 Albums 2013





20 # Foxygen - We Are The 21st Century Ambassadors of Peace & Magic

Più che un album si direbbe un documentario sulla storia della musica dagli anni '60 agli anni '70. Stiamo parlando di We Are The 21st Century Ambassadors Of Peace and Magic, dei freschissimi californiani Foxygen dal titolo che, sebbene rievochi un po' i chilometrici sproloqui di Fiona Apple, rende più probabilmente omaggio ad una delle tante fonti di ispirazione del duo, ossia The Kinks e quel We Are the Village Green Preservation Society certamente ascoltato allo sfinimento. Dietro a Foxygen si nasconde, ancora per poco, la voce e l'innata attitudine da cantastorie di Sam France e la chitarra/tastiera di Jonathan Rado... (leggi tutto)



19 # Phosphorescent - Muchacho

Raggiungere il limite e sentire il desiderio di scappare. Da tutti. Da tutto. E da se stessi, perchè alla fine anche gli altri sono un nostro prodotto, frutto delle nostre scelte e dei percorsi intrapresi. E poi c'è il punto di rottura che giace in un punto indefinito della nostra mente e una volta raggiunto è un click che spegne la luce, ci toglie benzina, ci ruba la bussola e ci nasconde quel sole che immaginavamo essere un punto di riferimento fermo, inamovibile, anche se lentamente in movimento. Arrendersi? Troppo facile. La ricerca di un nuovo punto di partenza non può partire che dall'inconscio e allora abbandonarsi ad esso, svuotarsi e scavare alla ricerca di quell'immagine che rappresenta l'inizio di tutto, il nuovo inizio, per poi, scacciati i demoni, poter invocare di nuovo l'alba di un nuovo giorno. Sun, Arise! Qualcuno ha preso la via dei boschi alla ricerca del midollo della vita e così, non troppo dissimilmente ha fatto anche Matthew Houck... (leggi tutto)



18 # The Range - Nonfiction

Taluni ottengono meriti quasi esclusivamente sulla fiducia e su doti ancora da acquisire ed altri devono pazientare seguendo a piccoli passi e senza saltare una sola fermata la strada che li porterà verso una meritocratica affermazione prima e chissà, consacrazione poi. Il secondo sembra proprio il caso di The Range moniker dietro al quale si cela James Hinton produttore del Rhode Island con all'attivo già un paio di EP e giunto ora a convogliare tutta la sua creatività nell'album di debutto Nonfiction certamente agevolato da un etichetta, la Donky Pitch, capace di mettere il giovane producer nelle migliori condizioni per esprimersi senza fretta nè eccessivi condizionamenti. Il frutto è un esordio fuori dagli schemi che ondeggia e cavalca con naturalezza tra hip-hop, elettronica, drum & bass, footwork creando un genere a se stante più che apparire una combinazione degli stessi... (leggi tutto)



17 # Autre Ne Veut - Anxiety

Scomparsa la copia de "L'urlo di Munch", emblema del disagio esistenziale, dalla cover dell'album, rimane immutato il senso di angoscia che accompagna la vita di Autre Ne Veut, all'interno delle mura domestiche semplicemente Arthur Ashin, che sconfinati i 30 risulta tema così radicato, elaborato e vissuto da poterne diventare con la più grande naturalezza possibile, cuore di un'opera intera, la seconda che l'artista newyorkese ci offre dopo l'esordio omonimo del 2010. E così, il senso di ansia presente fin dall'infanzia proprio perchè così elaborato negli anni non deve stupirci per la sua incostanza attraverso i 40 minuti scarsi di Anxiety che ad essere onesti regala anche scorci se non luminosi quantomeno brillanti là dove l'artista si libera dalle sue paranoie e dalla gelosia che lo spinge ad attaccarsi ed aggrapparsi così fortemente a ciò che più ama o pensa di amare... (leggi tutto)



16 # Gesaffelstein - Aleph

Per coloro che associano l'estetica ad un unico senso in grado di palesarsi solo attraverso linee e colori, rapide pennellate o decisi colpi di scalpello ecco un pamphlet fatto di note e minuti (cinquantasette) piuttosto che di pagine ricolme di intenti e figure. Noto all'anagrafe di Lyon come Mike Lévy, Gesaffelstein è un ragazzo dallo spiccato senso artistico che sforna con Aleph un debutto rifinito, patinato ed un po' snob ma anche altrettanto potente ed autoritario. Arricchendolo di giorno in giorno fin dal 2011 tra EP e remix di prestigio (Tiga, The Hacker, Miss Kittin), Monsieur Lévy oltre a tradire un'orgogliosa origine ebraica ci consegna un ulteriore prodotto della école EDM francese la quale, a questo punto, non può certo dirsi preoccupata in tema di ricircolo... (leggi tutto)



15 # Still Corners - Strange Pleasures

Un abito nuovo e tirato a lucido può essere un segno sufficiente ad indicare un cambio di rotta ma spesso sono particolari meno evidenti che manifestano una reale rivoluzione negli intenti e negli atteggiamenti. E così mentre alcuni tendono dalle loro mani sudate un bel biglietto da visita curato da terzi nella speranza risulti sufficientemente ingannevole, coloro che non vivono nel dubbio ma sono convinti delle scelte fatte scaricano le loro certezze in una tenace quanto empatica stretta di mano. Questo calore e questa sicurezza è la stessa che ci accoglie con la splendida The Trip, traccia d'esordio per il secondo album degli Still Corners e verosimilmente manifesto di un cambiamento che trascina il duo di stanza a Londra fuori dalla mandria dream-pop verso sonorità tanto più trendy quanto più vicine alla vera essenza della coppia anglo-americana... (leggi tutto)



14 # My Bloody Valentine - m b v

My Bloody Valentine 21 anni  e 3 mesi dopo. Cosa aspettarsi da una simile gestazione? Ma soprattutto con quali occhi ed orecchie avvicinarsi a m b v senza che il nostro spirito critico possa essere fuorviato da un'intera generazione a separare una delle leggende a cavallo tra anni '80 e '90, creatori di un genere che ha fatto scuola, piuttosto che a dei "semplici" emuli di se stessi? Il dilemma è proprio questo, perchè solo da un approccio razionale si può ricavare il vero valore dell'opera. Molti giurano di aver cambiato il proprio approccio alla musica proprio a partire da Loveless, altri incuranti delle continue anticipazioni che da un decennio si rincorrono si erano ormai rassegnati al fatto che il terzo album non avrebbe mai visto la luce. Questo per cercare quantomeno di comprendere la portata dell'evento... (leggi tutto)






13 # The Field - Cupid's Head

Ecco uno che ha capito tutto della vita. Axel Willner con un prodotto apparentemente semplice alla lo potevo fare anch'io, dal 2007 riempie la nostra labile esistenza con certezze solide alle quali senza farci troppo caso risultiamo ora essere tanto schivi quanto schiavi. Un album ogni due anni, preciso come un'orologio, stessa etichetta con la sontuosa Kompakt e stessa art-cover, ovviamente minimal, che vede come unica variabile il colore volto a suggerirci cosa ci attenderà una volta infilato il cd nel nostro impianto. E poi titoli evocativi (a parte Yesterday and Today) di un mondo onirico ed un prodotto che non fa della rivoluzione il leit-motiv ma che non ha fatto sconti quanto ad influenze... (leggi tutto)






12 # James Holden - The Inheritors

Geniale quanto incostante. Scostante talvolta. Arrogante nella consapevolezza delle proprie doti. Narciso dietro i piatti ma acuto e paziente. James Holden non deve aver passato un solo istante di questi ultimi 7 anni lontano, almeno nella mente, ad il lavoro che lo avrebbe innalzato alla gloria e lo avrebbe descritto e raccontato come mai prima era riuscito a fare. Almeno nelle intenzioni. Nel 2006 già non proprio un dilettante lanciava attraverso la sua etichetta Border Community quello che era già diventato un atteso debutto, The Idiots Are Winning, il cui sapore si avvicinava di più a quello di un EP allargato che ad un esordio con tutti i crismi, ma sufficiente per consacrarlo nell'Olimpo dei producer. Da allora non c'è stato festival che non ne abbia richiesto le prestazioni nè pubblico che non ne abbia tessuto ampiamente le lodi... (leggi tutto)






11 # Deerhunter - Monomania

Difficile conformare i Deerhunter a qualsiasi altra band, sia per la peculiarità che la contraddistingue sia per la particolare percezione che genera nei followers e negli amanti della musica più in generale. Al di là della rotta intrapresa o delle rivoluzioni che accompagnano la struttura della band, il consenso del pubblico è garantito, forse anche in considerazione del fatto che non vi è stagione dell'anno in cui il progetto di Atlanta ci lasci soli, o direttamente nella sua forma più nota ed apprezzata o parallelamente con gli alter-ego che le due menti geniali hanno creato per convogliare la loro monomania nei confronti della musica. E così nonostante dall'opera geniale, Halcyon Digest sia trascorso il più lungo lasso di tempo tra un album e l'altro, Bradford Cox e Lockett Pundt hanno continuato a far pulsare il cuore dei Deerhunter sotto le mentite spoglie di Atlas Sound e Lotus Plaza, veri e propri satelliti... (leggi tutto)



10 # Boards of Canada - Tomorrow's Harvest

Non è stato facile riuscire ad far combaciare o almeno ad omologare lo scarso amore dei fratelli Sandison per le luci della ribalta, quasi al limite dello scostante, con la nuova moda del 2013 in fatto di marketing discografico che prevede, come nel caso ancora più eclatante di Random Access Memories, un bombardamente mediatico, talvolta sottile talvolte massivo. Il risultato, almeno in questo caso ha davvero soddisfatto tutti. I Boards of Canada mantengono avvolta nell'ombra la loro immagine mentre la Warp Records si frega le mani per essere riuscita a calamitare le bramose attenzioni degli innumerevoli fans degli Scottish bros (sono sempre stati così tanti?), che con l'uscita di Tomorrow's Harvest si riscoprono nell'Olimpo dei progetti elettronici di culto senza probabilmente averlo mai desiderato. Detto questo Tomorrow's Harvest è un album di sensazioni o meglio, "l'album delle sensazioni"... (leggi tutto)



9 # Fuck Buttons - Slow Focus

Per Andrew Hung e Benjamin John Power from Bristol ho perso gli ultimi dieci minuti dei Phoenix in quel di Barcelona pensando che fosse il caso di rendere omaggio alla coppia che mi aveva fatto conoscere una dimensione musicale il cui accesso, fino ad allora, mi era sempre stato celato. Un applauso ed un ultimo saluto a coloro che dal lontano 2009, anno del grandioso Tarot Sport, ad eccezione della parentesi olimpica, con tanto di gloria offerta e ricevuta, non avevano dato notizia di se. E poi, del tutto inattesa entra Lei, affascinante ed atipica, aria fresca tutt'intorno ed un grattacielo di sensazioni che ti prevarica trascinandoti ad un livello superiore; il mezzo per annunciarti "l'avvento" e l'inizio di un nuovo tragitto. Solo una settimana più tardi venne rivelata ufficialmente The Red Wing, la traccia che mi aveva travolto e per cui sarei impazzito... (leggi tutto)



8 # Chvrches - The Bones Of What You Believe

E' indubbio che la prolungata assenza dei fratelli Dreijer aka The Knife abbia suscitato un improvviso senso di vuoto e smosso diverse realtà nell'intento di colmarlo. Giungevano così in rapida successione centinaia di pretendenti con esiti tanto differenti quante possono essere le varianti di un genere in continua espansione; risulta quindi evidente che ergersi a nuova icona synth-pop raccogliendo l'eredità del duo svedese assorbito dalla sua nuova traiettoria alternative teatrale al limite del provocatorio, non poteva considerarsi impresa facile: tante le componenti, gli ingredienti e le variabili da diluire e mischiare per ottenere la ricetta giusta per sbaragliare la concorrenza. In questa direzione The Bones Of What You Believe offerto dai Chvrches è esattamente il tipo di portata che quest'anno andrà a saziare orecchie educate e meno... (leggi tutto)



7 # Arcade Fire - Reflektor

Accettato con lucidità e serena rassegnazione il fatto che Funeral con tutta probabilità non avrà mai un erede all'altezza, il chè varrebbe per gli Arcade Fire l'ingresso ufficiale nella storia dei miti della musica, possiamo sforzarci di sgrossare tutti gli elementi fuorvianti che hanno accompagnato il lancio di Reflektor e le innegabili gigantesche aspettative che l'evento ha trascinato con sè e provare a dare il giusto valore alla quarta opera della numerosa ed eclettica band canadese. A parte l'album d'esordio la critica non è mai stata particolarmente concorde sulla valutazione degli eredi incluso l'ultimo, The Suburbs, opera di livello ma non certo un capolavoro e vincitore del Grammy come Best Album 2011 con la medesima logica che ha portato quest'anno James Blake a trionfare ai Mercury Prize con un sophomore molto positivo ma comunque inferiore all'album d'esordio. (leggi tutto)




6 # Youth Lagoon - Wondrouse Bughouse

Si è fatto annunciare da due singoli da togliere il fiato, ma noi, memori dell'esaltante esordio con The Year of Hibernation gli avremmo dato comunque cieca fiducia; fiducia che possiamo fieramente dire non sarebbe stata riposta invano dal momento che Trevor Powers, ossia il one-man band dietro Youth Lagoon, ci regala il classico pezzo da novanta dopo un inizio di 2013 generoso di buone cose ma ancora avido di perle. Il cambiamento come pilasto immutabile anche nella crescita artistica del giovane americano che mantenendo quelle peculiarità  innate, prima tra tutte una voce fanciullesca che si direbbe gorgheggiante per natura, sviluppa ora le tematiche così introspettive e profonde dell'esordio, dense di timore, solitudine, amori passati, sogni e speranze, facendole passare in un caleidoscopio che ne altera l'ottica tanto da poter ora affrontare la morte di petto, conscio della sua ineluttabilità e della necessità di apprezzare la vita proprio per il suo carattere temporaneo... (leggi tutto)



5 # Kurt Vile - Walkin on a Pretty Daze

Nel mese in cui l'attenzione veniva catalizzata da ritorni mediaticamente ben più attesi e roboanti ecco l'opera che al netto di promozione, teaser, manifesti e premiere ci conquista maggiormente con l'unico strumento che conta davvero: la musica. Sia chiaro, i ritorni di The Knife e James Blake ci hanno ispirato sensazioni di ogni sorta ma non certo delusione; opere buone e molto buone ma alla fine, scomodando il buon Alexandre Dumas, rimane innegabile che sia la semplicità a smuovere i cuori profondi (e le alte intelligenze) ed aggiungo io, a scaldare gli animi più puri. Il rock di Kurt Vile affonda le radici nella storia della musica americana ribaltando l'immaginario del bello e dannato che da sempre ci accompagna creando così un punto di rottura con gli stereotipi del passato... (leggi tutto)



4 # Forest Swords - Engravings

"Ho conosciuto molta gente che ha colto la sua occasione quando questa era ancora calda ed ha finito per bruciarsi". Con questa frase estratta da una delle rare interviste rilasciate, per giunta per una rivista locale della sua Liverpool, possiamo riassumere l'essenza schiva ed allo stesso tempo intrigante di Matthew Barnes, giunto agli onori della cronaca con colpevole ritardo, dopo la riedizione del suo primo capolavoro, Dagger Paths, eletto, tanto per sottolinearne la portata, miglior disco del 2010 dalla rivista FACT, non che le altre non le abbiano donato il giusto risalto... Certo, il fato ci ha messo il suo per rendere ancora più dannata l'immagine di colui che come Burial perfettamente rappresenta la caratteristica bruma che invade le fredde mattine autunnali britanniche. E' infatti un a tratti insopportabile fastidio all'udito a spingerlo lontano dalla passione per la musica ed dall'atteso seguito dell'accoppiata Dagger Paths/Fjree Feather, verso l'altra metà artistica di Barnes che lo vedeva appagato grafico pubblicitario... (leggi tutto)






3 # Kanye West - Yeezus


Il genio musicale di Kanye West è tornato in auge. È stato pubblicato il 18 giugno il suo sesto album in studio, Yeezus, un progetto che contiene 10 tracce sul cupo-dark andante meglio classificato come techno hip-hop alimentato da synth / rock con sentori di Dancehall giamaicano (anche se l'ispirazione giamaicana di Kanye s'intravvede già dai primi anni del 2000), ed una manciata di campioni soul. Nel 2012 con la sua mega-hit Mercy fece ballare tutto il mondo, non resta ora di capire se sarà in grado di replicare lo stesso strabordante successo, ma se Pitchfork gli ha affibiato un bel 9.5, con tutti i pregi ed i difetti della rivista americana, abbiamo ragione di credere che sarà così. Lo studio di registrazione è stato quello dello Shangri-La Studios a Malibu in California. A far compagnia a Kanye Rick Rubin, che è stato chiamato proprio per aiutarlo nella produzione. Quando si parla di Kanye West il confine tra superego e provocazione diventa immediatamente labile... (leggi tutto)



2 # Daft Punk - Random Access Memories

C'è molto da sgrossare per avere una visuale nitida e priva di condizionamenti del nuovo album dei Daft Punk. Random Access Memories è stato senza dubbio inquinato e sovraesposto ad una campagna pubblicitaria al limite dell'abuso che ha maldisposto critica ed orecchie indipendenti ad oltranza a vantaggio della facile traviabilità della massa. Inoltre dopo anni di attesa e a quasi 6 da quella live-session che detiene in maniera ormai inattaccabile il primato di best-personal-concert-ever (2007), splendidamente trasposto nell'album Alive, ci si poteva chiaramente attendere innovazioni anche al limite dello sperimentale ma a patto che il registro mantenesse vivo l'eco dei predecessori. Invece il primo ascolto disorienta, stordisce, quasi infastidisce... (leggi tutto)



1 # Vampire Weekend - Modern Vampires of the City

Mentre in Italia le riviste specializzate si prodigano per smorzare gli entusiasmi esterofili cercando di convincerci che il divario musicale non sia così imbarazzante come la realtà dei fatti, sempre più di frequente, ci sbandiera in faccia, ecco un'altra band che si accinge a salire sull'altare dei grandi e con tutti i meriti acquisiti sul palco, perchè non c'è scorciatoia che regga, solo la musica e le sensazioni che trasmetti ti concederanno nel tempo la gloria e la riconoscenza dei discofili. Ed oggi questo onore lo concediamo, o meglio, se lo conquistano i Vampire Weekend autori con Modern Vampires Of The City (dopo l'omonimo album di debutto ed il sophomore Contra) di un'altra gemma frutto di un percorso in continua crescita. Ma la traiettoria del quartetto è tanto professionale quanto umana e così dopo i ritornelli della beata spensieratezza universitaria ed le prime divagazioni introspettive ecco il prodotto della maturità e della piena coscienza... (leggi tutto)


venerdì 27 dicembre 2013

CHART // Top 20 Music Videos 2013




La nostra classifica di fine anno ci dimostra come differenti continuino ad essere i canali utilizzati per trasmettere un messaggio per immagini. La trama certamente ma anche, come nel caso del nostro vincitore, il gusto per l'estetica che sfocia nell'artistico senza dimenticare la classe dell'artista ad offrire un ulteriore valore aggiunto. Oneohtrix Point Never, solo la settimana scorsa ci ha infine dimostrato che anche un prodotto super low cost se altrettanto super originale può raggiungere in pieno il suo scopo...


20 # Youth Lagoon - Raspberry Cane (regista Daniel Askill)





19 # The Belle Game - River (regista Kheaven Lewandowski)





18 # Mount Kimbie - Home Recording (regista A. Dickenson)





17 # The Love Language - Calm Down (regista Jonny Gillette)





16 # Jon Hopkins - Open Eye Signal (regista Aoife McArdle)




15 # Tame Impala - Mind Mischief (regista David Wilson)





14 # Solange - Lovers in the Parking Lot (regista Emily Kai Bock)





13 # Beach House - Wishes (regista Eric Wareheim)





12 # Haim - The Wire (regista Jonathan Lia)





11 # AlunaGeorge - Attracting Flies (regista Emil Nava)





10 # The Knife - Full of Fire (regista Marit Östberg)





9 # Majical Cloudz - Childhood (regista Emily Kai Bock)





8 # Arctic Monkeys - Why'd You Only Call Me When You're High? (regista NABIL)





7 # Foals - Late Night (regista NABIL)





6 # Arcade Fire - Afterlife (regista Spike Jonze)





5 # Passion Pit - Carried Away (registi Ben Brewer & Alex Brewer)





4 # Gesaffelstein - Pursuit (registi Fleur & Manu)





3 # Vitalic - Fade Away (regista Romain Chassaing)





2 # Yeah Yeah Yeah's - Sacrilege (regista Megaforce)





1 # These New Puritans - Fragment Two (regista Daniel Askill)




lunedì 21 ottobre 2013

CHART // In attesa di Reflektor, i nostri 10 migliori brani degli Arcade Fire




In attesa che gli Arcade Fire rilascino la prossima settimana il loro quarto Lp ed allo scopo soprattutto di controbattere alla cascata di teaser ed una campagna promozionale che non ha convinto tutti ed innervosito alcuni, noi volgiamo lo sguardo a ritroso con l'intento di ricordare una volta di più perchè gli Arcade Fire sono gli Arcade Fire attraverso le dieci perle da noi più amate tra le numerose che la band canadese ci ha regalato da quel settembre del 2004. Al fine di ridurre il novero delle scelte sofferte non è stato preso in considerazione il seppur notevole primo singolo dell'imminente Reflektor che sbarcherà, lo ricordiamo una volta di più, il 29 ottobre...



tEN // Ready To Start

La traccia più ambiziosa estratta da The Suburbs rappresenta la svolta simbolica della band rispetto ad i precedenti lavori caratterizzati in gran parte da inni melanconici e canti dimessi. Anche per questo il singolo è stato scelto sia come brano d'apertura per il tour del 2011/12 sia come secondo brano della performance in occasione della premiazione per la conquista del Grammy Award 2011.




nINE // Suburban War

Altra canzone dedicata ai sobborghi cittadini con lo sfondo di un amore impossibile. Dubbi ed incertezze sugli amici di vecchia data si fanno largo mentre il batterista  Jeremy Gara ci regala uno tra i più emozionanti crescendo di tutto l'album accentuando il senso di inquietudine cui il brano è pervaso.




eIGHT // Headlights Look Like Diamonds

Mentre No Cars Go veniva poi riadattata per il secondo album della band, Neon Bible, la splendida Headlights Look Like Diamonds appariva più vicina al disco d'esordio per struttura e suggestioni. Ed è la voce più che mai bjorkiana di Regine Chassagne a dare lustro a l'EP omonimo (noto anche come Us Kids Know) registrato dalla band nel 2003 e succesivamente ripubblicato per la Merge nel 2005.




sEVEN // Crown Of Love

Sono gli archi i protagonisti principali di questa ballata struggente che trasuda tormento e dolore dalla lamentosa voce di un rassegnato Win Butler. Ma il brano sul punto di spegnersi mestamente esplode invece intorno all'ultimo minuto in un esuberante incedere al limite del dance stravolgendo la prospettiva dell'intero brano.




sIX // No Cars Go

Sebbene presente già da tempo nel repertorio della band con una versione leggermente differente pubblicata nel suddetto EP quattro anni prima, No Cars Go verrà lanciata solo come quarto singolo dell'album Neon Bible. Il brano, molto amato dai fan nella sua versione live tratta il tema della fuga con una lirica molto snella ed incisiva e con una versione strumentalmente decisamente più aggressiva rispetto alla versione antecedente. 




fIVE // Neighborhood #3 (Power Out)

Il brano trae ispirazione dalla bufera nota come Great Ice Storm che colpì larghe porzioni del Canada nel 1998. In un'analoga situazione, nel buio più totale, la band si trovò a lavorare durante la registrazione di Power Out. Win Butler riuscì però a trasformare l'iniziale frustrazione scatenata dall'impotenza in un inno incessante che evolve in una selvaggia cavalcata di chitarre e batteria.




fOUR // Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)

Ancora gloria per la consorte di Win Butler, forse inattesa dal momento che nulla lascia pensare che Sprawl II fosse annoverata inizialmente tra i cavalli di battaglia di The Suburbs. Traccia dal retrogusto dance cadenzata da insoliti synth scintillanti perfettamente in linea con quelle luci della città che attraggono Regine Chassagne distraendola da giorni vuoti in cui la vita le appare senza scopo...




tHREE // Neighborhood #2 (Laika)

Rock ed alienazione in quello che è stato il secondo singolo dall'album Funeral. Così Alexander come la cagna Laika, famosa per esser stato il primo animale inviato nello spazio, vedrà la sua sorte segnata da un non meglio specificato bene superiore. Ad infiammare ulteriormente il brano la performance alle percusioni reiterata negli anni in formato live dalla coppia Will Butler e Richard Parry.




tWO // Rebellion (Lies)

Con tutta probabilità traccia simbolo della band canadese, Rebellion è il quarto singolo estratto da Funeral che solo nell'ultimo tour ha ceduto lo scettro di brano conclusivo pur rimanendo legata a Power Out con la quale nei live ha continuato a venire mixata. Inno apparentemente legato alla tematica infantile sulle regole arbitrali inflitte nasconde per stessa ammissione di Win Butler, come gran parte dell'album, il tema legato alla caducità della vita ed al suo stato transitorio.




oNE // Neighborhood #1 (Tunnels)

Nominato da Pitchfork 10° miglior singolo della decade trascorsa Neighborhood #1, sontuosa apertura di quello che rimane probabilmente il miglior album del nuovo millennio, possiede tutti gli elementi distintivi della band. Ritmo stratificato e scoppiettante, un testo che richiama ad un passato criptico e tragico, la perfetta fusione di tutti gli strumenti chiamati in causa ed un finale catartico ed esplosivo.



La playlist completa è disponibile attraverso Spotify cliccando qui.


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