giovedì 17 ottobre 2013

BEST NEW // The Field - Cupid's Head


Genere: Elettronica, Minimal, Shoegaze
Etichetta: Kompakt
Pubblicazione: 30 settembre 2013
Voto: 8


Ecco uno che ha capito tutto della vita. Axel Willner con un prodotto apparentemente semplice alla lo potevo fare anch'io, dal 2007 riempie la nostra labile esistenza con certezze solide alle quali senza farci troppo caso risultiamo ora essere tanto schivi quanto schiavi. Un album ogni due anni, preciso come un'orologio, stessa etichetta con la sontuosa Kompakt e stessa art-cover, ovviamente minimal, che vede come unica variabile il colore volto a suggerirci cosa ci attenderà una volta infilato il cd nel nostro impianto. E poi titoli evocativi (a parte Yesterday and Today) di un mondo onirico ed un prodotto che non fa della rivoluzione il leit-motiv ma che non ha fatto sconti quanto ad influenze. The Field con lo splendido From Here We Go Sublime ha dato vita ad una schiera di devoti fans in continua crescita e rinfocolati dopo Yesterday and Today del 2009 (ad oggi certamente l'album meno esplosivo) ed il fragoroso Looping State of Mind del 2011, ma nessun discepolo chiaramente identificabile sebbene Jon Hopkins un regalo per Natale probabilmente quest'anno glielo dovrà fare. Quindi ecco che le nostre orecchie non faranno difficoltà ad adeguarsi agli usuali algidi loop estesi, lunghi e profondi come piacciono a noi con solo minime variazioni perchè risvegliarci dalla stato di ipnosi non sarebbe consigliabile prima dei 54 minuti dell'opera. Come già detto il cambiamento più significativo risiede nella art-cover, più scura, grigio antracite per l'esattezza, evidente riflesso di un cambio di umore o prospettiva presente in Cupid's Head e riscontrabile fin dai primi tenebrosi loop di They Won't See Me che risulta comunque o forse proprio per questo, pregevole nella sua stratificazione tipicamente fieldiana. Black Sea a dispetto del titolo ci regala gli unici raggi di sole che risultano però ingannevoli quando a metà traccia basso e samples orgasmici riprendono possesso della parte più oscura della nostra mente. Con la title-track per la prima volta si ha l'impressione che Willner abbia dato una svolta al marketing facendo di Cupid Head's, più compatta e più gloriosa, il singolo celebrativo di un'opera intera. Nella seconda parte del disco A Guided Tour ci offre la nostra dose di kosmische accompagnandoci nella zona più plumbea e tenebrosa dell'album che, non abbiamo timore nel rivelarlo, è anche la più esaltante dell'intero album. No. No... al di là delle intenzioni ne è il vero epicentro sensoriale fatto di ritmi ossessivi, atmosfere minacciose ed echi lugubri che richiamano conflitti epici. Come epico è anche l'epilogo con 20 Seconds of Affection che pare quasi una rivisitazione della Lisbon Maru dei Fuck Buttons, forse per questo ancora più immensa a cui non resta che abbandonarci nella speranza ci trascini con se fino all'eternità...





Nessun commento:

Posta un commento

Translate