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venerdì 9 settembre 2016

NEWS // Torna il Primavera Club! Ecco line-up e novitá della versione 2016





Per i nostalgici il Primavera Club rievoca lo spirito ed il concept che per anni ha accompagnato la crescita del festival da noi piú amato e che forse nelle sue piú recenti stagioni, e nell´ultima nello specifico, ha perso un po' del suo touch magico nell'accezione indie piú purista, almeno per quanto concerne il pubblico presente, non totalmente allineato al mood originale. Per coloro che volessero rievocare tale spirito ed aggiornare il proprio knowledge circa l'offerta piú fresca e rimarchevole dell´ultima annata il Primavera Club annuncia il cartellone versione 2016 così come le date dell´evento che terrà luogo dal 21 al 23 ottobre, ovviamente a Barcelona, ed altrettanto ovviamente principalmente nelle sala Apolo e ne La [2 ] de Apolo. A stimolare la nostra curiosità ed i nostri appetiti 37 band provenienti dalle latitudini piú disparate, capitanate dal super-group Minor Victories formato da Rachel Goswell (Slowdive), Stuart Braithwaite (Mogwai) e Justin Lockey (Editors). A seguire formazioni più o meno conosciute ma in diversa maniera già rese celebri dalla critica specializzata; parliamo del pop elettronico dei Porches, del folk contemporaneo dei Whitney o del rock danzereccio degli Operators. Per gli amanti di trame piú elettroniche rimarchevoli anche gli ultimi lavori di Ash Koosha, Tessela e Dj Samo che animeranno le notti dell'Apolo...
Tra le novità di quest'anno una nuova location con il Centre Cultural Albareda, a pochi metri dall'Apolo, che offrirà quattro concerti gratuiti in orario tardo-pomerdiano.
Invariato invece il prezzo dell'abbonamento per la tre giorni che saranno i classici irrisori 25€ cosí come il biglietto giornaliero fermo ai 15€ della passata annata.
Noi ovviamente anche quest'anno saremo presenti e accompagneremo l´evento con playlist e qualche dettaglio sulle band piú attese.



PROGRAMMA GIORNALIERO

Venerdí 21 ottobre
Boys Forever, Dj Coco, Extrarradio, Dj Fra, Graham, Kelly Lee Owens, Lucy Dacus, Museless, Operators, Public Access T.V., Samo DJ, Seth Bogart, Tversky, Yumi Zouma

Sabato 22 ottobre
Alex Cameron, Ash Koosha, Aucell Cantaire, C Duncan, Dj Coco, El Lado Oscuro de la Broca, Kosmos, Lu Rois, Maria Usbeck, Mëther & Zacker Djs, Minor Victories, PAUW, Retirada!, River Tiber, Søren Juul, Tessela

Domenica 23 ottobre
Anna B Savage, Gúdar, Hoops, Mild High Club, PAVVLA, Porches, Whitney, Yumi Yumi Hip Hop






martedì 20 ottobre 2015

CHART // I nostri 7 imperdibili del Primavera Club 2015




Eccoci nella settimana che ci conduce alla tre giorni del Primavera Club versione 2015, fratello minore del nostro amato festival ma che ne riflette (sebbene in maniera più intima) completamente lo spirito e ci invita a scoprire i nuovi talenti emergenti europei, alcuni noti, altri non proprio sconosciuti ed, ebbene sì, una discreta manciata di cui ignoravamo l'esistenza. Quindi stimolati dalla nuova sfida attiviamo i nostri recettori e tra i 39 nomi che calcheranno i palchi delle 2 location (entrambe doppie, per un totale di 4 palchi) ecco qui i nostri 7 suggerimenti (avrebbero potuto essere almeno una decina) che potrete godere senza rischiare incroci pericolosi...
E chissà che qualcuno non lo possiate apprezzare in una calda e ventilata serata primaverile...

(clicca qui per orari e playlist)


Empress Of - Me (Terrible Records, 2015)

Certamente tra gli immaginari head-liners non potrebbe mancare la californiana di origine hondureña Lorely Rodriguez, ormai nota quasi esclusivamente come Empress Of, salita agli onori della cronaca grazie al pop-elettronico atemporale del debut album Me che la rende un ibrido Bjork-grimesiano o forse, ancor meglio, il perfetto punto di incontro tra il synth-pop euforico dei Chvrches e quello un po' snob di FKA Twigs... Il termine "imperdibile" è superfluo...






Roosevelt - Hold On / Night Moves (Greco-Roman, 2015)

Innamoratomene totalmente dall'uscita del'EP Elliot, ormai datato 2013, avrei certamente immaginato per il produttore/dj Marius Lauber aka Roosevelt un'ascesa ben più rapida e fortunata. Il tempo però ripaga l'attesa (mia e sua) concedendo uno scenario che sa di rampa di lancio per il giovane tedesco che si ripresenta con il doppio singolo Hold On / Night Moves che scomodando paragoni eccellenti lo pone come discepolo della scuola di Caribou ed Hot Chip, anche se per larghi tratti rievoca l'alter ego carico di serotonina di Washed Out...






U.S. Girls - Half Free (4AD, 2015)

A chiudere il trittico di headliners, giustamente uno al giorno, ecco una delle poche realtà che in saccoccia può vantare più di un album di cui l'ultimo, Half Free targato niente meno che 4AD, il che già rappresenta una garanzia. Trattasi d U.S. Girls, anche qui, come per i precedenti, con un unico membro a tessere le fila ed a snocciolare perle. Meghan Remy dopo una decina di anni di carriera alle spalle ci consegna una ricetta che ha del magico nella sua perfetta fusione tra glam rock, pop degli anni che furono e quel tocco elettronico mai sgradito...






Shura - White Light (Polydor, 2015)

Una manciata di singoli e già una certezza del pop britannico, Aleksandra Denton, russa di origini ma cresciuta a Manchester ed ormai londinese di adozione, raggiunge la notorietà con l'ammaliante brano Touch che le vale l'accesso nella lista del BBC Sound of 2015 che premia le rivelazioni dell'anno. Nulla di che stupirsi se ci si è lasciati cullare dal suo ipnotico, suadente e malinconico R&B che a tratti sfocia nel synth-pop e che le ha aperto le porte dell'etichetta Polydor pronta a pubblicarne l'atteso debutto.






Ninos du Brasil - Novos Misterios (Hospital Productions, 2015)

Qualcuno penserà che il fatto di avere finalmente degli italiani da poter raccomandare orgogliosamente abbia avuto un suo peso in questa chart. E ci potete scommettere! Ma Nicolò Fortuni e Nico Vascellari sono anche quel segno di rottura nella tradizione italiana che negli altri generi continua tristemente a mancare. Techno, punk e batucada si fondono in un vortice di colori e trovano nella perla Sombra Da Lua il loro manifesto. Attesa quindi per le prove generali nella speranza di una chiamata anche per questa primavera.






Moiré - Shelter (Ninja Tune, 2014)

Con l'avvento delle tenebre e già in parte rinfrancati dalla prima ondata di concerti avrete certo bisogno di abbandonare la vostra anima ed il vostro corpo alla pista da ballo. Se non siete particolarmente snob e vi sentite pronti ad addentrarvi in cunicoli tenebrosi ed industriali ma a loro modo brillanti, con il britannico Moirè sarete certamente in buone mani. E se vi servono ulteriori garanzie vi basterà sapere che Darren Cunningham (aka Actress) non ha esitato due secondi a contrattarlo per la sua scuderia...






Chastity Belt - Time To Go Home (Hardly Art, 2015)

E chiudiamo con un altro gruppo "veterano", con ben due album già in saccoccia. Sono il quartetto di Washington Chastity Belt entrati nel circuito che conta con l'album No Regerts ed ora pronti a bissare il successo con il recente Time To Go Home. Nuove paladine del movimento Riot Grrrl, si discostano dal sentiero aperto dalle Sleater-Kinney per una connotazione maggiormente enigmatica e melanconica cui fa da contrasto comunque uno spiccato lato umoristico sempre presente.






lunedì 12 ottobre 2015

NEWS // Orari ufficiali e playlist del Primavera Club 2015





A due settimane dal lieto evento, con l'annuncio degli orari abbiamo adesso tutti i mezzi necessari per lanciare lo sprint e sciogliere le ultime riserve circa chi andremo ad ascoltare e cosa ancora ci manca per completare il ripassino finale. Dopo l'ottima line-up della stagione passata quest'anno l'organizzazione colma l'unica lacuna andando ad integrare il cartellone del Primavera Club con l'amato evento del fine settimana notturno noto ai più come Nitsa che solo per citarne alcuni, il mese trascorso ha visto passare Todd Terje, Simian Mobile Disco, Mano Le Tough, Rustie, Ellen Alien, Hot Chip dj-set... giusto così...
I biglietti sono in vendita all'accessibilissimo costo di 25€ per l'evento intero ed a 15€ per la singolo giornata. Ecco qui di seguito una gustosa playlist dalla quale potrete evincere con una sola occhiata quali siano le proposte musicali da noi più attese...









mercoledì 9 settembre 2015

NEWS // Ritorna il Primavera Club versione 2015. Il cartellone completo con un tocco d'Italia





Dopo il successo della stagione passata contraddistinto dal lancio di band come Jungle, Alvvays, Movement, East India Youth, Ought e quasi veterani come Strand of Oaks e White Lung (qui il nostro report) riecco l'atteso Primavera Club che, dopo il black-out del 2013 dove per contrasti con il comune di Barcelona emigrò all'estero, torna ad essere la preziosa vetrina per band in rampa di lancio nonchè per i più "meritevoli" anche un anteprima del più prestigioso palco del Primavera Sound. 
Confermate le splendide location dell'Apolo (entrambe le sale), Teatre Principal e Teatre Latino (queste ultime due all'interno dello stesso complesso) saranno ben 39 i gruppi che si esibiranno dal 23 al 25 ottobre ad offrire una visione globale sulle nuove tendenze in tutte le loro sfaccettature e generi musicali che approfondiremo di qui all'evento. 
A risaltare nella line-up gli astri nascenti Empress Of, recentemente risaltati da Pitchfork, il progetto di Deradoorian, membro dei Dirty Projectors, il produttore e dj tedesco Roosevelt, gli statunitensi Algiers, autori di un altro brillante debutto, Jessica Pratt e, giusto per concludere in bellezza, i nostri Ninos du Brasil (Nicolò Fortuni e Nico Vascellari) le cui ritmiche carnelavesche sono ormai un punto di riferimento dei recenti Club To Club.
Per chi voglia approfittarne o si trovi in città sono già in vendita gli abbonamenti all'abbordabilissimo prezzo di 25€ con le entrate singole in vendita a 15€. I canali sono i soliti ovvero la Botiga del Primavera Sound (senza spese di commissione), Portale del Primavera Sound e Ticketmaster.









giovedì 6 novembre 2014

REPORT // La nostra 3 giorni al Primavera Club 2014




Non perderò tempo e non lo farò perdere a voi raccontando tutto ciò che ha caratterizzato un ultimo mese e mezzo personalmente rivoluzionario, con tutta la connotazione negativa che porta con se nelle fasi del suo sviluppo e tutti i benefici di cui si spera godere una volta completata; fatto sta che se esisteva un premio che ero certo di meritare questo si chiamava Primavera Club, anticamera ancor più indipendente del nostro Primavera Sound. Tornato a sorpresa dopo i dissapori col comune catalano della stagione 2012 il PC si presentava con un cartello (proporzionalmente) sorprendente e con almeno 8 nomi per cui stropicciarsi gli occhi anche se  a smorzare parzialmente gli entusiasmi e a creare qualche dissapore  ci pensava una fascia oraria molto ristretta e diverse scelte dolorose da adoperare...
Altro ostacolo da aggirare, questo estraneo all'organizzazione, la festa aziendale di Halloween cui era "consigliato" partecipare e che ha mutilato il programma del mio giorno inaugurale. Ma ad ogni problema esiste una soluzione e ad ogni festa un'uscita di sicurezza da cui scappare. Col una scelta dei tempi da veterano giungo al meraviglioso Teatre Principal giusto in tempo per infilarmi nella saletta laterale denominata Teatro Latino (e non mi soffermerò a descrivere le due meravigliose sale citate) per vedere salire sul palcoscenico il giovane britannico William Doyle noto come East India Youth. Abito grigio, cravatta scura e fermacravatta di metallo sono già un biglietto da visita di tutto rispetto ma i venti minuti che il mio programma concedeva superano le aspettative con un'elettronica che in versione live non perde in purezza e classe a partire dalla scontata intro Glitter Recession fino alla più attesa Dripping Down, perla di Total Strife Forever con la quale, ottenuto il minimo sindacale mi dirigo verso uno tra gli obiettivi principali della tre giorni ovvero i Fear of Men. Davanti ad un pubblico che avrei immaginavo più folto il quartetto di Brighton non delude ma neanche esalta eseguendo alla perfezione l'ottimo nonchè sottovalutato Loom con la dolcissima frontwoman Jessica Weiss che mi ipnotizzava con le sue movenze in loop e chi ha visto il "live on KEXP" sa a cosa mi riferisco. Giorno inaugurale racchiuso in poco più di un'ora ma in ogni caso decisamente appagante con l'unico rammarico di non aver assaporato anche solo uno stralcio dell'esibizione del funk, tra elettronico e psichedelico del finlandese Jaakko Eino Kalevi.
Nessun ostacolo invece per il sabato del festival che inizia nella sala Apolo con il duo madrileño elettronico sperimentale Der Panther conosciuti attraverso il recente concerto dei CHVRCHES di cui erano gruppo spalla. Nascosti dentro un cubo in controluce al fine di mantenere l'anonomito e, pare, non rubare spazio alla musica, l'accoppiata della capitale regala un live che come si legge un po' ovunque rievoca i ritmi onirici di Caribou e la folle psichedelia degli Animal Collective anche se più di tutti fa tornare alla mente il recente concerto dei Darkside soprattutto nei cambi di ritmo che caratterizzavano le seconde parti di ciascuna lunga traccia. Con tutte le dovute proporzioni del caso pollice in su. Percorsa Carrer Nou della Rambla in otto minuti contati ci ritroviamo al Teatre Latino a dar sfogo alla curiosità che accompagnava il concerto delle The Coathangers dal momento che sul forum del Primavera se ne decantavano le lodi. Se il debutto omonimo delle compaesane e compagne di merende dei Black Lips (Atlanta) ci sorprendeva piacevolmente per un'attitudine al punk mai banale ed un paio di "pezzoni" il live ergeva il trio al femminile a vera sorpresa del festival. Taglienti, aggressive, totali. La batteria contundente, maneggiata con destrezza da ogni componente scandiva inesorabile 40 minuti di esibizione letteralmente divorati. Non programmato ma perfetto se devi riempire 20 minuti di buco ci sorbiamo la teatralità un po' goffa dei Woman's Hour. Il quartetto londinese pop elettronico risulta certo non sgradevole ma troppo compassato e posato per calamitare la nostra attenzione che è già rivolta ad un altro quartetto ben più incisivo. Il piano è chiaro: godere 20 minuti dei White Lung contando sulla brevità delle tracce e poi catapultarsi da Strand of Oaks. Come ogni piano ovviamente il fallimento giunge inesorabile, o quasi. Problemi tecnici ritardano di 10 minuti l'evento ed io devo accontentarmi di tre tracce con la voce di Mish Way che risulta eccessivamente risucchiata dalla foga strumentale. Nel male quantomeno ho la fortuna di apprezzare due delle tre perle del recente album Deep Fantasy con Down It Goes e Drown With the Monster. Il piano di rientro alla base Apolo invece fila liscio ed il mio ingresso nell'affascinante sala centrale coincide con l'inizio del live di Timothy Showalter aka Strand of Oaks che grazie all'eccelso Heal si è guadagnato una visibilità fino ad ora sconosciuta nonostante altri 3 album all'attivo. Sarà l'inusuale componente elettronica od il fisico non proprio statuario ma a tratti in Timothy rivedo l'alter ego rock di John Grant. L'esibizione ruota quasi esclusivamente attorno alla recente opera e con una resa straordinaria ma ciò che la rende davvero memorabile è la carica indomabile del cantautore di Philadelphia, pubblicamente redento dagli eccessi del passato, mai banale nei suoi interventi e capace di travolgere un pubblico adorante in ogni frangente. Diretto anche quando giunge il momento di abbandonare il palco non utilizza molti giri di parole per confermare la sua presenza al nostro amato festival primaverile. Ed il nostro bis è già in agenda.
Se il nostro resoconto fino ad ora vi sembra trasudare entusiasmo sappiate che il meglio giungerà proprio con il programma domenicale. Spinto dalla curiosità, dall'assenza di alternative convincenti e, ahimè, anche dall'ottima recensione della rivista P4k decido di concedere una chance agli australiani Movement sebbene il poco materiale rilasciato non mi abbia mai convinto appieno. I 35 minuti di live ribaltano ogni giudizio ipnotizzando totalmente il qui scrivente e tutto il numeroso pubblico presente al Teatre Principal. Se la presenza scenica (nonchè l'abbigliamento) ricorda un po' The XX, tutto il resto risulta squisitamente unico: soul elettronico spoglio ma allo stesso tempo vibrante ed incisivo nella sua cadenza ritmica con la voce di Lewis Wade capace di penetrare in ogni fessura presente saturando l'ambiente di un'intimità inattesa ed insperata. Giusto il tempo di fiutare la meritata standing ovation finale e sono già in strada direzione Apolo. L'imminente Club To Club rende sopportabile il forfait per la performance dei Jungle che sarebbe avvenuto in ogni caso dal momento che nella mia personale scala di gradimento l'accoppiata Alvvays/Ought  risulta inarrivabile. I primi, come già successo per i Fear of Men, non hanno che da trasferire in versione live le incantatrici melodie (anche qui un po' sottovalutate dalla critica) del loro ottimo debut album. La voce di Molly Rankin impiega un paio di brani per incontrare il giusto registro dopo di chè snocciolate le diverse perle dell'album il quartetto canadese ci regala un assaggio del nuovo materiale che con un'unica eccezione sembra mancare dell'usuale mordente. Ci pensa in ogni caso il degno epilogo con Archie, Marry Me a rimettere le cose a posto. Mi godo l'ultima portata del Primavera Club como farei con un dessert al termine di una cena abbondante ed impeccabile, ovvero come una sorta di premio. Iniziato con un inusuale ritardo di 10 i canadesi Ought ci ripagano con gli interessi snocciolando in maniera quasi teatrale le diverse perle post-rock di quel signor debut album che è More Than Any Other Day. A sorprendere oltremodo il front-men Tim Beeler: personalità da star, chitarra impeccabile e voce davvero unica nel panorama. Ancora applausi a scena aperta, prolungati oltre modo, quasi a volervi includere tutti coloro che hanno reso possibile la festa che le nostre orecchie hanno ospitato in questi tre giorni davvero troppo rapidi...














giovedì 4 settembre 2014

NEWS // Il Primavera Club torna a Barcelona! La line-up e tutte le informazioni





E dopo appena un anno di esilio forzato il Primavera Club torna dove è nato e cresciuto ed è giusto stia, e lo fa con la classe a cui ormai ci possiamo dire abituati. 44 gruppi riempiono il cartellone che dal 31 ottobre al 2 novembre appagherà un pubblico esigente ed attento alle tendenze del momento. Tra i tanti citiamo perchè personalmente e, quasi universalmente acclamati, Alvvays, Fear of Men, Ought, Jungle, Strand of Oaks, White Lung o Perfect Pussy che già da soli varrebbero l'esiguo prezzo dell'abbonamento. 25 € per l'abbonamento 3 giorni oppure 15, per gli ingressi giornalieri sono un costo che invoglia a gettarsi nella mischia e a marcare presenza nelle abituali location  tanto care all'organizzazione: Apolo, La [2] de Apolo, Teatre Principal, El Teatro Latino ed infine Sidecar.
Qui trovate già il sito dell'evento che non fa mancare nulla, compresa la programmazione per giorni, la vendita ingressi ed un playlist già pronta per accelerare il ripasso pre-evento...






giovedì 27 settembre 2012

NEWS // Primavera Sound Festival 2013


Nonostante nessun nome compaia ancora nella line-up il conto alla rovescia per il Primavera Sound 2013 è già iniziato con le prime migliaia di prevendite a prezzo ridotto bruciate in una manciata di ore. Il prezzo rimane ancora allettante visto che con 145€ (più spese di distribuzione) vi portate a casa 5 giorni di musica ed un'esperienza che difficilmente riuscirete a cancellare dalle vostre menti ed orecchie... Già note le date degli eventi che invaderanno "Barcelona" dal 22 al 26 di maggio e che vedono confermata la collaudatissima sede nel Parc del Forum ad ospitare il clou del Festival più indipendente d'Europa.
Come ogni anno è il Primavera Club (6-8 dicembre) a fornire un primo assaggio con il miglior cartellone degli ultimi anni. Cat Power a presentare il loro ultimo prodotto "Sun" così come Ariel Pink ed annessi Haunted Graffiti, l'imperdibile "live" di Mark Lanegan Band, la suadente elettronica-minimal dello svedese The Field già gustata in estate e soprattutto i Britannici The Vaccines, che presentano il loro secondo album "Come of Age", nella speranza vengano confermati anche per l'evento primaverile dopo la cocente delusione dovuta alla rinucia al Primavera Sound Festival 2011 dove scelsero (giustamente) un'estate da gruppo spalla per gli Arctic Monkeys.



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