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venerdì 22 agosto 2014

BEST VIDEOS // I migliori 5 video della settimana (W34)





fIVE // Arcade Fire - You Already Know

Gli Arcade Fire donano alla loro ultima creatura Reflektor un nuovo video, e questa volta la scelta ricade sulla vivace You Already Know. Il clip si svolge in una spaziosa camera dove la band, quasi al completo, si esibisce accompagnata da dipinti che per magia prendono vita. Assente giustificato il leader Win Butler per una volta relegato a vestire i panni di cine-operatore...






fOUR // Twin Peaks - I Found a New Way

I ragazzi di Chicago dalle sonorità retrò ma allo stesso tempo fresche Twin Peaks si sono ripresentati al proprio pubblico con l'album Wild Onion. A suggellare il lieto evento ecco il video per il singolo I Found a New Way diretto da Ryan Ohm e, secondo quanto riferito, omaggio alla pellicola del 1993 The Sandlot (nota in Italia come I Ragazzi Vincenti). Anche senza aver visto il capolavoro in oggetto possiamo certamente coglierne il senso...






tHREE // M83 - Lower Your Eyelids To Die With The Sun

La prossima settimana la riedizione dei primi tre album della band francese M83 ci darà la possibilità di apprezzare opere che ai tempi riscossero un successo relativamente blando. Ad accompagnare l'evento anche una raccolta di rarità e remix nonchè, da oggi, un nuovo video per la traccia Lower Your Eyelids To Die With The Sun, traccia conclusiva estratta da Before The Dawn Heals Us, di una bellezza austera, cupa ma allo stesso maestosa così come il clip che l'accompagna...






tWO // The War on Drugs - Under the Pressure

Anche Under the Pressure, certamente una tra le migliori tracce presenti nell'ottimo Lost in the Dream dei The War on Drugs ha infine il suo video dedicato. Diretto dallo studio Houmam il clip alterna riprese dei singoli componenti della band di Philadelphia con immagini dei sobborghi della città attraverso un'ottica caleidoscopica che rievoca tanto l'art-cover quanto il mood stesso dell'intero album...






oNE // HAIM - My Song 5 (feat. A$AP Ferg)

Dopo aver rilasciato poche settimane fa' la riedizione del brano My Song 5 con la partecipazione del rapper A$AP Ferg (dall'originale presente nell'ottimo Days Are Gone), le HAIM lanciano ora lo spettacolare video dedicato, quantomeno per l'incredibile quantità di cameo che vanta. E così a calcare il talk-show america stile anni '90 diretto dalla star Vanessa Bayer ecco in sequenza Ezra Koenig dei Vampire Weekend, Grimes, Ke$ha e lo stesso A$AP Ferg. Non manca all'appello la famiglia Haim che si presenta con tanto di genitori al seguito...




(Week 32)              (Week 35)          

giovedì 5 giugno 2014

PS14 // Report del Venerdì al Parc del Forum




Oggi Gabi e tutta la brava gente dell'organizzazione ce l'ha combinata davvero sporca piazzando due nomi fortemente attesi nelle primissime ore del pomeriggio. Ci fosse stata solo la bella Julia Holter ce ne saremmo fatti una ragione come la passata stagione con Pantha Du Prince and the Bell Laboratory puntando alla pennica lunga per tagliare il traguardo delle 6 del mattino, ma con l'ottimo Mas Ysa a portata di mano, pronto a dare cassa (con raffinatezza) già dal primo pomeriggio la tentazione ha infine prevalso. Eccoci quindi, spaccando il minuto delle 16.00, rilassare i nostri glutei nello splendido scenario dell'Auditori (Rockdelux) per godere dello spettacolo dell'artista losangelina che nel 2012 ci esaltò con Ekstasis e a distanza di solo un anno si conferma (o quasi) con Loud City Song. Teatrale lei, decisamente teatrale la location e anche lo spettacolo offerto avrebbe meritato il classico libretto, almeno per seguire i vaneggiamenti fuori onda di Julia comunque davvero impeccabile nella scelta dei brani e nell'esecuzioni. Si esce soddisfatti e, sole in faccia ci si burla delle previsioni meteo come al solito così pessimiste e disfattiste... Lo spostamento dei John Wizards all'Auditori un po' ci tenta ma alla fine il richiamo di Mas Ysa vince e tempo una sosta birra ci troviamo dinnanzi alla scoperta di Pitchfork che gli regala il debutto sul proprio palco. Bastano pochi istanti affinchè il producer decida di caricare Look Up (non presente nell'EP Worth) facendo illuminare il volto dei 50 presenti nonostante l'affacciarsi delle prime nubi. La voce tremula accompagna tutto il set e noi, presentatasi l'occasione, ci regaliamo un bel selfie con il paffutello statunitense nel retro dello stage. Il percorso che conduce dal Pitchfork all'Heineken stage, teatro del live di John Grant, è sufficientemente lungo per capire che la tragedia era imminente e forse, in prospettiva, il cantautore del Colorado era sacrificabile alla causa... Si rientra in Auditori giusto in tempo per evitare il bis dell'umidissima serata del mercoledì e qualche minuto prima dell'ottima, asciutta e rilassante esibizione di Mick Harvey performing Serge Gainsbourg, invero poco preparata ma non per questo di minor impatto. All'uscita, col sole a picco e un "arco iris" a tagliare in due il litorale catalano, insieme alle maledizioni dei nostri compari giungono anche le ottime recensioni dell'evento Grant, anche se poi è sufficiente un'occhiata alle loro fradice braghe per far implodere ogni rimpianto: next time...
Uno tra gli appuntamenti riempitivi si rivela invece essere di grande effetto con le sorelline HAIM che sparano cartucce inattese e ci regalano un live senza punti deboli, con una vena rock che non avremmo immaginato e tutte le hits dell'esordio Days Are Gone scaricate come se il mondo dovesse fermarsi a minuti, tanto che per un istante avevo quasi dimenticato il motivo per cui il venerdì era uno dei giorni cerchiati più volte in rosso sul calendario... Con tutto il grandissimo rispetto per le numerose star della giornata, l'unico evento davvero storico era rappresentato dal ritorno, a distanza di un ventennio, dello shoegaze trasognante ed eterno degli Slowdive. Tutto sembra essersi fermato ed il tempo pare aver riservato un sortilegio alla band di Reading che si ripresenta con lo stesso tocco ed il timbro della voce immutato. La venerazione è palpabile ed il concerto viaggia nel silenzio più rigoroso e rispettoso, come mai successo prima, annebbiato solo dalle lacrime (ok, faccio outing) che scorrono durante Machine Gun...





Senza la mitica Kim Deal, con l'immagine del concerto inattaccabile del 2010 e con un ultimo album dei Pixies, diciamo, ehm... discutibile, la scelta per il proseguio della serata ricade sui The War on Drugs di Adam Granduciel, con una passeggiata che mi regala per intero la coda del concerto di Sharon Van Etten che suppongo, vista l'ora, abbia chiuso con Every Time The Sun Comes Up. Ad attendermi un bella notizia con il concerto dei TWOD fermo ai box per problemi tecnici. La brutta notizia sarà che ai box ci rimarremo ancora una ventina di minuti, anche se, a ripagarci sarà uno tra i live più diretti e dalla miglior resa dell'intero programma. Tra le scelte fatte a priori non figura nella nostra lista il concerto dei The National nonostante un apprezzato ultimo album ma con nella mente il live del PS11 davvero non indimenticabile (e a quanto pare questo non ci è andato troppo distante). Si decide di girovagare tra The Growlers, Deafheaven e Slint in attesa di quello che potrebbe essere il live del festival così come la più fragorosa delle delusioni. Sapranno i Darkside autori dell'ottimo Psychic adattarsi allo stage Ray-Ban e regalarci un concerto dance psichedelico o finiranno per ammorbarci specchiandosi nella loro classe? Se dico che Nico (Jaar) e Dave (Harrington) mi hanno regalato il concerto più sorprendente del PS dovrei darvi un indizio... Bello alla vista, compassato ad ogni inizio brano per poi esplodere in coda ad ogni traccia per l'occasione rivista e corretta per esaltare i gusti anche dei palati più fini ed esigenti.





Ne usciamo risollevati nell'animo e pronti a cogliere tutto ciò che SBTRKT può offrire ai nostri sensi esaltati ed ancora ribollenti... Il producer britannico però, per una personalissima legge del contrappasso ci regala il live più penoso della storia del Primavera Sound (ed i miei incominciano ed essere abbastanza). Se è vero che i problemi tecnici certamente toglievano un po' di ritmo all'esibizione è ancor più vero che Aaron Jerome nulla faceva per svoltarne le sorti... Per lui si prospettano le porte dell'anonimato. Per fortuna il nostro carico di aspettative è già fremente in attesa dei trio dance psichedelico australiano Jagwar Ma a cui è bastato solo l'album d'esordio per meritarsi la vetrina del Ray-Ban versione 3.00 a.m... Tutto quello che era mancato l'ora precedente ci frana addosso ora con 60 minuti (scarsi) di energia ipnotica e vorticosa e diverse tracce da cantare a squarciagola (Come Save Me, The Throw) o ballare senza sosta (What Love, Four). Se avevamo ancora delle forze tagliato il traguardo delle 12 ore il trio di Sydney ce le estirpa e noi non facciamo davvero nulla per ostacolarli. A chiudere ci sarebbe l'apprezzato Pional al Pitchfork ma ci accontentiamo di una mezz'ora con il veterano Laurent Garnier che ci conferma con educati colpi di cassa che per oggi siamo davvero arrivati...




Giovedì                     Sabato                  

lunedì 14 aprile 2014

REVIEW // Marzo 2014


Il mese che ci ha trascinato verso la primavera non poteva certo essere avido di uscite discografiche in grado di stuzzicare uno tra i sensi a noi più cari, e così eccoci inondati da piacevoli conferme, deliziose sorprese e qualche delusione tra cui la più roboante certamente rappresentata dallo sterile ritorno dei Metronomy con un Love Letters (5,5) su cui, nonostante l'amore per la band di Joe Mount, non siamo riusciti a celare il nostro disappunto. Tra le conferme invece a meritare il gradino alto del podio la più primaverile delle uscite con Atlas (8) dei prolifici ed ancora ispiratissimi Real Estate. Tra le pubblicazioni recensite percorso parallelo per Future Islands e Trust che sebbene probabilmente abbassino il livello qualitativo cui ci avevano abituati propongono con Singles (7) e Joyland (7) un'ottima rilettura dei propri lavori conquistando l'attenzione della critica in passato ingiustamente fugace. Quindi a chi regalare i restanti gradini del podio? Dal basso della nostra analisi ecco i tre lavori che si spartiranno le rimanenti piazze avvalendoci, nell'incapacità di decidere la più pregevole, del mero ordine di pubblicazione. Karen Marie Ørsted dietro il moniker di disperde l'incognita dell'hype che si porta dietro da un paio di anni trasformandosi in scommessa vincente ed una delle realtà più fresche del pop sintetico contemporaneo. No Mythologies To Follow (7,5) contiene una quantità sorprendente di motivetti accattivanti e contagiosi a partire dal già noto singolo XXX88, nato in collaborazione con Diplo, proseguendo con i più recenti Never Wanna Know e Don't Wanna Dance e questo solo per citarne un paio... Da un debutto ad un altro che parrebbe tale se non fosse per i sette album già alle spalle. Pochi gruppi sono riusciti dopo tanti dischi a ricrearsi un'immagine così vincente come il trio newyorkese dei Liars. Mess (7,5) sorge sulle ceneri di WIXIW, fatto in polvere dalla quantità di ascolti dedicati... A Mess On A Mission il compito di sostituire con profitto la bomba che fu No1. Agaist The Rush, per il resto, scoperta la formula segreta per aumentare gli adepti ecco elettronica a fiumi e batteria utilizzata a mo' di arma contundente, talvolta al risparmio (Vox Tuned D.E.D.) tal'altre a tutta (Mask Maker). Tutto un altro ritmo per il ritorno di Adam Granduciel leader dei The War on Drugs. Lost in the Dream (7,5) torna a rivendicare lo scettro del regno delle chitarre di una Philadelphia ormai contesa e divisa con l'ex compagno d'avventura Kurt Vile. Impossibile non ritenere la seppur pregevole opera un po' contaminata da questa perdurante bagarre stilistica sebbene non risulti difficile trovare perle in grado di aumentarne personalità e prestigio (Red Eyes, In Reverse su tutte) insieme ad un utilizzo più peculiare di cassa e sintetizzatori (vedi Under The Pressure o Disappearing o ancora l'ottima Burning). Da alcuni progetti ci si attende sempre il massimo ma poi pur ammettendone alcuni limiti impariamo ad amarli per come ci sono giunti e non per come ce li eravamo immaginati. Tycho suscita ormai sempre gli stessi sentimenti ed Awake (7) ci conferma innamorati del talento californiano, forse per le melodie oniriche o forse perchè ci appare come la trasfigurazione pseudo-dance dei BoC... Consueta elettronica strumentale che cavalca in versione live (con tanto di batteria e chitarra) shoegaze e post-rock. Il tridente iniziale Awake, Montana e L da solo ripagherà anche i più diffidenti della fiducia regalata... Mezza delusione rappresenta il ritorno dei prolificissimi The Men che abbandonano ormai del tutto l'irruenza degli esordi a favore di un Tomorrow's Hits (6,5) formalmente irreprensibile ma distante dai canoni ruvidi che avevano attirato la nostra attenzione. Per la rubrica "usato sicuro" riecco invece la rock band from Atlanta dei Black Lips che giunta al settimo album con Underneath The Rainbow (6,5) cerca quantomeno di confermare il numero di fans storici mescolando il classico garage-rock marchio di fabbrica con un formato più easy-listening. Il risultato è un album che non scalerà le classifiche ma che grazie a qualche traccia catchy come Boys In The Wood e Funny non renderà infelice nessuno.
Tra le band più irriverenti, graffianti e rumorose del momento di certo ci sono i Perfect Pussy premiati unilateralmente dalla critica per il punk contagioso di Say Yes To Love (7) in cui la leader Meredith Graves si mette a nudo spiattellando in modo diretto e coinvolgente la fine di una sua relazione (Interferences Fits) o "semplici" turbe più o meno vicine al mondo al femminile (Work, Driver). Per chi attendeva notizie dal collettivo Broken Social Scene ecco Kevin Drew giustificare il perdurante silenzio con la sua nuova opera solista, Darlings (7). Album più eterogeneo e delicato, con una produzione più complessa ed elaborata ed una cura dei dettagli in grado di fare la differenza. Nessun orecchio potrà rimanere impassibile alla perla Good Sex o alle sonorità sensualissime di It's Cool. Sorprende positivamente il ritorno degli Eternal Summers giunti con The Drop Beneath (7) alla terza e probabilmente più riuscita-uscita. Giunti ormai a piena maturazione la rock band della Virginia ci regala tutte le sfumature della loro produzione che varia dal post-punk di Gouge, all'alt pop di A Burial fino al pop quasi surf di Never Enough. Ad aprire il mese ci aveva pensato il più artistico dei dischi in concorso con Electric Balloon (7) opera seconda della formazione di Brooklyn Ava Luna le cui sonorità vi faranno impazzire e vi disorienteranno lasciandovi in balia del moderno R&B di PRPL o dell'art punk di Sears Roebuck M&Ms, senza dimenticare la intro Daydream chiaro omaggio all'estro di David Byrne. Pochi giorni dopo debuttava invece con ben altri ritmi la compagine inglese di Leeds Eagulls (album omonimo, 7) che all'arte preferiva la ferocia e le invettive senza peli sulla lingua. Per capire di cosa stiamo parlando vi basterà premere play ed imbattervi in Nerve Endings. Post-punk e hardcore che vanno  braccetto in Hollow Visions e Yellow Eyes in cui gli appassionati potranno scovare plurimi riferimenti storici del panorama britannico: The Clash, PIL ma anche The Cure e Joy Division. Per finire se avete un quarto d'ora di tempo (o poco più) ed una giornata storta da sistemare tenetevi buono l'esordio ufficiale (dopo diversi album casarecci) della diciannovenne Greta Kline aka Frankie Cosmos. Diversi i temi mordi e fuggi presenti in Zentropy (6,5) che vi ruberanno un sorriso ma Birthday Song rimane certo il più emblematico.





(Febbraio)          

lunedì 10 marzo 2014

STREAM // Ascolta in anteprima Lost in the Dream dei The War on Drugs




Dopo il fortunato Slave Ambient del 2011 ed il primo ottimo singolo Red Eyes, dalla settimana scorsa corredato da video, da oggi abbiamo la possibilità di tastare con mano la nuova opera di Adam Granduciel e compagni e verificare se le premesse troveranno riscontro. Lost in The Dream che dal 17 marzo segnerà (via Secretly Canadian) il ritorno della band di Philadelphia The War on Drugs è infatti da oggi disponibile attraverso NPR. Enjoy...






venerdì 7 marzo 2014

BEST VIDEOS // I migliori 5 video della settimana (W10)





fIVE // Arctic Monkeys - Arabella

Il gusto artistico degli Arctic Monkeys almeno per quanto concerne l'aspetto visuale continua all'insegna del classicismo e così ecco ancora un altro clip rigorosamente in bianco e nero dopo l'apprezzato. La traccia estratta da AM in questo caso è Arabella che ci mostra un'esibizione davvero vintage di Alex Turner e qualche giovane donna in deshabillè per gradire. A dirigere il regista Jake Nava...






fOUR // Holograms - Lay Us Down

Basterebbe la citazione dal nostro Salvatore Quasimodo per gettare gli Holograms all'interno della nostra classifica ma il video per la traccia Lay Us Down estratta dall'album Forever offre di più. Mattias Johansson dirige un clip in slow motion e bianco/nero che alterna all'abile utilizzo della fotografia per immortalare la vita metropolitana, banale e allo stesso tempo suggestiva, riprese dell'esibizione live della band...






tHREE // The War on Drugs - Red Eyes

The War on Drugs hanno condiviso il video per la loro notevole Red Eyes, primo singolo estratto da Lost in the Dream, album in uscita il 18 marzo via Secretly Canadian. Nel clip prodotto da Woodshop Films i membri della band sono i giudici in un talent contest in cui i partecipanti sono davvero improbabili. Alla fine a vincere guadagnandosi il reclutamento nel gruppo sarà un giovanissimo fenomeno della chitarra...






tWO // Dum Dum Girls - Are You Okay

Le Dum Dum Girls stanno ancora raccogliendo i frutti del positivo Too True ma non paghe rilanciano con il video per la traccia Are You Okay, e non lo fanno certo con un video qualunque. A sceneggiare il clip è infatti niente meno che lo scrittore Bret Easton Ellis che regala alla band californiana un psicodramma da 11 minuti in cui è la stessa Dee Dee insieme alla sua bionda alter ego a ricoprire il ruolo della protagonista in ambientazioni artisticamente suggestive.






oNE // Avey Tare's Slasher Flicks - Little Fang

Come anticipato David Michael Portner degli Animal Collective noto come Avey Tare è partito con il suo progetto che vede tra i membri anche Angel Deradoorian (ex Dirty Projectors) e Jeremy Hyman (ex Ponytail). Se avete apprezzato come noi il primo singolo Little Fang estratto dall'album Enter the Slasher (7 aprile, Domino) il video non vi lascerà indifferenti. Diretto dalla sorella di Avey, Abby Portner, il clip vede protagonista un pupazzo intrappolato in un bizzarro quanto coinvolgente Horror Movie...




(Week 9)                      (Week  11)              

venerdì 6 dicembre 2013

TOP TRACKS // Le migliori 5 tracce della settimana (W49)




fIVE // Doldrums - Dive Deep Pt. 1

Non più schiavo della collaborazione con Grimes per la traccia Vision, Airick Woodhead, parte integrente del progetto Doldrums, ritagliatosi una merita fetta di scena grazie al felice debutto con Lesser Evil, continua ad oleare il meccanismo. Questa settimana ci consegna con Dive Deep Pt. 1 una nuova traccia decisamente a ritmo ridotto andando a ripescare le sonorità della prima era pur mantenendo viva la suggestione tipica della sua produzione.






fOUR // Nina Kravitz - Desire

Questa settimana l'etichetta Rekids rilasciava una raccolta di nuovo materiale opera della producer siberiana Nina Kravitz sotto forma dell'EP Mr. Jones. L'EP è un mix di rielaborazioni di tracce appartenti ad una produzione datata della stessa Kravitz, un po' di aria fresca ed una collaborazione con il produttore di Detroit Luke Hess. Ad aprire l'ipnoticamente ridondante Desire che ci trascinerà in un vortice profondo oltre i 12 minuti...






tHREE // Mode Moderne - Strangle the Shadow

Nel primo album della band di Vancouver Mode Moderne datato 2009, Ghosts Emerging, il frontman Philip Intile sembrava incarnare voce ed umore di Ian Curtis. L'evoluzione portava ad un approccio più shoegaze fino a toccare punte dreampop. Oggi l'affascinante Strangle the Shadow, estratta del venturo Occult Delight, con la sua vena dolce e malinconica sembra far emergere l'antico spirito degli Smiths mantenendo intatto e trasparente il tocco della band canadese.






tWO // Warpaint - Biggy

Pochi giorni fa apprezzavamo Love Is To Die, primo singolo targato Warpaint del prossimo omonimo album, contraddistinto da robuste e prolungate percussioni. Oggi tocca invece ai lievi cimbali ed agli accennati tocchi di batteria caratterizzare nel verso opposto Biggy, traccia irrequieta e squisito secondo boccone dell'album Warpaint in uscita il 21 gennaio prossimo attraverso l'etichetta Rough Trade.






oNE // The War On Drugs - Red Eyes

E' tornato Adam Granduciel a mettere in dubbio l'egemonia del suo ex compagno Kurt Vile sulla Philadelphia attuale. Il cuore pulsante, mano e mente, nonchè voce de The War on Drugs sforna con Red Eyes un piccola gemma rock-folk a metà tra la persistente ombra del Boss e l'onda delle nuova generazione americana avvolta da una melanconia figlia dell'incertezza. Allo stesso modo chitarre acustiche senza tempo si fondono con synth capaci di donare freschezza ad un prodotto apparentemente stagionato.




(Week 48)                (Week 50)          

giovedì 5 dicembre 2013

COMING SOON // Nuovo album per The War on Drugs. Ascolta Red Eyes


La indie rock band con base Philadelphia The War on Drugs annuncia il seguito dell'ottimo Slave Ambient del 2011 con Lost in the Dream in uscita il prossimo 18 marzo con la fedele etichetta Secretly Canadian. L'album scritto e registrato dallo stesso frontman Adam Granduciel negli ultimi due anni tra Philadelphia, New York, North Carolina e New Jersey vanta già al suo attivo l'ottimo singolo Red Eyes che proponiamo qui di seguito dopo tracklist ed art-cover dell'album



Lost in the Dream
(Secretly Canadian)

01 Under the Pressure
02 Red Eyes
03 Suffering
04 An Ocean in Between the Waves
05 Disappearing
06 Eyes to the Wind
07 The Haunting Idle
08 Burning
09 Lost in the Dream
10 In Reverse







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