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domenica 15 giugno 2014

TOP TRACKS // Le migliori 5 tracce della settimana (W24)




fIVE // GEMS - Scars

Il dream-wave/synth-pop duo from Washington DC ormai noto come GEMS si candida a raccogliere l'eredità e a portare avanti la nuova ondata aperta da Purity Ring e Phantogram. Così dopo l'EP di debutto Medusa rilasciato il passato autunno ci giunge ora con Scars un nuovo boccone che mantiene viva la vena oscura, le cadenze compassate e le liriche meditabonde a cavallo tra odio e amore elevate ancor di più dalla splendida voce di Lindsay Pitts...






fOUR // Death Grips - Billy Not Really

Nati per sorprendere i Death Grips ne hanno combinata un'altra delle loro presentando con Niggas On The Moon, la prima parte di un nuovo lavoro che sarà completato entro fine anno. A sorprendere ancora di più l'annuncio della collaborazione con Bjork lungo tutte le tracce dell'opera. La realtà ci svela la partecipazione della star islandese solo a fette tagliati sottili sotto forma di sample e ciononostante, come nel caso della seconda traccia Billy Not Really, con un risultato ugualmente intrigante...






tHREE // Sólstafir - Ótta

Saranno le temperature rigide o la noia che avvolge la vita degli isolani del nord, fatto sta che siamo di nuovo qua a parlare di una realtà islandese pronta a marchiare il nuovo anno. Il quartetto Sólstafir che negli anni è riuscito ad incantare un pubblico di nicchia oggi fa un nuovo passo avanti e con Ótta, title-track di un nuovo album in uscita a fine agosto, aggiungono quelle atmosfere che tanta fortuna hanno portato a Jón Þor Birgisson e soci...






tWO // The New Pornographers - Brill Bruisers

Lontani già quattro anni dall'ultima fatica Together, i The New Pornographers rendono ora noti i dettagli dettagli per il venturo Brill Bruisers la cui title-track conferma non solo il mood ma anche l'intera formazione canadese. Per quanto riguarda il primo antipasto, Brill Bruisers offre esattamente ciò vorresti ascoltare dalla band di Neko Case e soci: pop energetico ed il solito carico di serotonina...






oNE // Hundred Waters - Murmurs

Una settimana in cui il quartetto statunitense si accaparra tutte le nostre statuette con il miglior video, la palma di miglior album del mese di marzo ed ora il più incantevole singolo della settimana. Murmurs, ovviamente estratto da The Moon Rang Like a Bell si erge con i suoi giochi vocali pirotecnici, i suoi cori esplosivi ed il raffinato contributo sintetico, come una tra le più intime, suadente ed incantate tracce di questo 2014...




(Week 23)             (Week 25)          

lunedì 9 giugno 2014

STREAM // A sorpresa riecco i Death Grips con Niggas on the Moon feat. Bjork, prima parte di un doppio LP




Quando si parla di Death Grips nulla può sorprenderci tanto più se si parla di quella che ormai è una consuetudine per il progetto hip hop sperimentale di Sacramento ossia l'abitudine di "regalare" ai fans le proprie creazioni. Oggi tocca alla prima parte del doppio LP Niggas on the Moon che vede la partecipazione di Björk in tutte e 8 le tracce. La seconda parte della pubblicazione si intitolerà Jenny Death mentre l'opera completa, disponibile attraverso Harvest/Third Worlds Records entro fine anno si chiamerà The Power That B. A seguire troverete la track-list e lo streaming integrale della Part One.


niggas on the moon
the power that b
Harvest/Third Worlds Records

01 Up My Sleeves
02 Billy Not Really
03 Black Quarterback
04 Say Hey Kid
05 Have a Sad Cum
06 Fuck Me Out
07 Viola
08 Big Dipper







martedì 10 dicembre 2013

REVIEW // Novembre 2013


Giunto l'autunno anche le uscite discografiche si adeguano al freddo e alle prime intemperie con ritmi più blandi quasi impoltroniti. E se comunque non si possa parlare di letargo certamente finiti i pochi compiti, che diventano gaudio dinnanzi ad opere di livello (anche se ahimè la mediocrità è sempre dietro l'angolo), possiamo finalmente rispolverare i migliori prodotti di questo 2013 e gustarne quei particolari non ancora assimilati appieno. Detto questo torniano alla rubrica ed incominciamo a tessere le lodi per il nostro artista del mese: a primeggiare è il producer francese e collaboratore di Yeezy Gesaffelstein ampiamente trattato nella nostra recensione ed autore con Aleph (8) di un album battente ma dal tocco elegante e raffinato. In un mese caratterizzato da un profilo insolitamente modesto a risaltare troviamo tre opere con matrici ritmiche decisamente differenti. Se recentemente abbiamo potuto dire la nostra relativamente all'esordio del progetto Ejecta di Leanne Macomber (che ogni volta mi fa venire in mente Hemingway, chissà come mai...) e Joel Ford con Dominae (voto 7,5), di successo analogo ma con intensità contrapposte appaiono le nuove opere di Death Grips e Blood Orange. I primi, personaggi controversi e decisamente bizzarri non fanno nulla per essere amati ma almeno musicalmente il loro posticino se lo sono ritagliato con merito ed estrema personalità. Governament Plates (7,5) uscito a sorpresa quasi in polemica con, ammettiamolo, i noiosissimi giochetti che hanno anticipato i ritorni di Daft Punk, The Knife, Arcade Fire ecc, ecc..., porta avanti il discorso di No Love Deep Web spingendo l'Hip Hop oltre ogni confine dello sperimentale passando dall'inascoltabile all'entusiasmante una volta registrati i livelli ed entrati nel mood. Se è roba per voi lo capirete già dal primo brano dal titolo infinito (che incomincia con You might think...) ma il consiglio è di spingervi almeno fino alla perla Birds. Dall'altro emisfero troviamo l'eclettico e mai scontato r&b multisfaccettato, talvolta colorato di soul talvolta più popolare, di Cupid Deluxe (7,5) che conferma l'ottima resa dei singoli scritti per Solange e Sky Ferreira. Si passa dall'impeccabile formula classica di Chamakay o dal duetto dell'ottima You're Not Good Enough alla ritmica cupa e tribale di Uncle Ace, allo smooth-jazz di Chosen o all'hip-hop nudo e crudo di High Street senza quasi accorgerci dei differenti cambi di rotta che appaiono di volta in volta del tutto naturali. Soddisfacente il ritorno di M.I.A. da chi venerato e da chi bistrattato. Il probabile vero valore di Matangi (7) lo incontriamo nel mezzo (come sempre) con un lavoro che svolta rispetto al più commerciale Kala od il più oscuro Maya donandoci un lavoro allegro, fatto di ballo e sana rabbia senza complessi, ricco di gemme come le estroverse Y.A.L.A. e Matangi, la più posata Come Walk To Me e una aTENTion rielaborazione etnica del lavoro di Grimes...; per larghi tratti più che piacevole ma alla lunga davvero molto uguale a se stesso. Forse non all'altezza del predecessore Give You the Ghost il nuovo Smulamith (7) conferma comunque i Polica tra i talenti da tenere sottocchio anche per la capacità di rinnovarsi già al secondo album. Più elettronica ed un'inizio roboante con Chian My Name illudono oltre misura per un album in calando progressivo ma comunque impreziosito da numerosi orecchiabili spunti come Vegas e Very Cruel... Ma il cambiamento non è l'unica formula vincente, lo sa bene il canadese David Ptsuka aka Egyptrixx che sfrutta un mese abbastanza avido di novità dance per ritagliarsi un po' di meritata luce con il suo secondo album A/B Til Infinity (7), invero un po' oscuro ma perfetta evoluzione conservativa del sottovalutato esordio con Bible Eyes. Il primo singolo Water racchiude in se l'essenza dell'opera fatta di Dubstep, Uk Garage e IDM. 
Da ciò che resta era presumibile attendersi di più a partire dal ritorno dei Cut Copy che con Free Your Mind (6,5) sfornano un disco capace di partire in quarta con un paio di pezzi di livello come la title-track e We Are Explorers per poi perdersi nella mono/tono/cromia. Più omogeneo il ritorno dell'affascinante Anna Calvi con il suo One Breath (6,5) ed anche musicalmente variegato tra brani melodici (Suddenly, Sing To Me) ed aggressività latente (Eliza, Cry). In questo caso è la qualità a non cambiare marcia pur considerandolo un prodotto piacevole da non abbandonare al primo ascolto. Ma soprattutto come non attendersi di più dal ritorno di Mike Milosh dopo lo splendido esordio del side-project (ormai main di diritto) Rhye? Jetleg (6) ricorda tutti quei momenti di empasse e suspance che accompagnano Woman senza le mirabili suggestioni che ne hanno esaltato l'opera. E così le pur piacevoli armonie sospese e delicate dei singoli Slow Down e This Time rimangono isolate ed abbandonate all'inevitabile destino di un album asettico. Dedicare altro spazio ai fiaschi di Connan Mockasin o Sebastian Tellier sarebbe privarvi della possibilità di utilizzare il vostro prezioso tempo per rigustare una delle meraviglie che il fortunato 2013 ci ha regalato...












venerdì 15 novembre 2013

TOP TRACKS // Le migliori 5 tracce della settimana (W46)




fIVE // David Lynch - Bad the John Boy

Dopo aver recentemente rilasciato il suo secondo album David Lynch ci fa ora dono di un 12" a tiratura limitata che comprende l'intrigante ed un po' inquietante traccia inedita che andiamo a proporvi, Bad the John Boy ed il remix della title-track The Big Dream opera del produttore elettronico canadese Venetian Snares. La nuova mini-opera è disponibile dal 12 novembre via Sacred Bones...






fOUR // Angel Olsen - Forgiven/Forgotten

Cantante e cantautrice, Angel Olsen si è fatta conoscere l'anno passato con Half Way Home, album folk sommesso ed essenziale. Ora giunge notizia che il prossimo anno aggiungerà una nuova mattonella alla sua discografia con l'album denominato Burn Your Fire For No Witness prodotto dal rocker John Congleton. A riscaldare l'attesa la breve Forgiven/Forgotten, brano punk rock molto più potente ed incisivo di qualunque altra canzone del repertorio della Olsen. La strada sembra quella giusta...






tHREE // Xeno & Oaklander - Par Avion

Già nel 2011 Xeno & Oaklander, duo from Brooklyn, ci lasciò con Sets and Light chiara testimonianza di una certa dimestichezza con sonorità minimal-synth che lasciavano presagire un cammino in discesa. Invece, quasi scomparsi dalla scena X&O si ripresentano ora attraverso l'etichetta Ghostly con Par Avion, traccia fluttuante, ipnotica e quasi adescatrice, conferma di un talento che potremo valutare con più chiarezza a LP sfornato, previsto per il 2014.





tWO // Doc Daneeka - Walk On In

In perfetto equilibrio tra grazia composta e ritmi battenti quasi feroci Walk On In è il nuovo singolo dalla connotazione fortemente house opera del produttore berlinese Doc Daneeka. Ad aggiungere il palpabile tocco vintage la mano del giovane gallese Ratcatcher a suon di synth patinati e quel leggero fondo disturbato tipico dei vinili datati.






oNE // Death Grips - Whatever I Want (Fuck Who's Watching)

Da sempre abituati a convivere nel caos, anche stilisticamente, i Death Grips a sorpresa ci offrono la loro nuova opera, Government Plates, da ieri disponibile on-line. Giunti all'ultima delle tracce incrociamo Whatever I Want (Fuck Who's Watching), ulteriore emblema di uno stile convulso, variegato all'estremo e apparentemente sconnesso, in cui ogni singolo istante sembra studiato a tavolino per giocare con l'emotività dell'ascoltatore. Sette minuti di viaggio nel centro del mondo.





STREAM // Death Grips sempre controcorrente. In anteprima Government Plates.


Dopo le frizioni con il pubblico, concerti annullati e l'uscita dalla Epic Records, torna l'hip hop sperimentale dei californiani di Sacramento Death Grips. E lo fanno riutilizzando la politica contro le case discografiche: fornire il download del loro nuovo album a chiunque lo desideri. Azione promossa su Facebook e messa in pratica utilizzando SoundCloud, ecco così che il loro terzo full-lenght Government Plates è fruibile agilmente da tutti coloro ne siano interessati. E come se non bastasse, ci sono già tutta una serie di video legati al nuovo lavoro. Ovviamente la notizia non ha lasciato indifferenti gli addetti ai lavori che hanno dato parecchio risalto all'episodio. Incluso nell'album c'è Birds, la traccia più pacata del "mazzo" che era, tra l'altro, stata pubblicata ad inizio 2013, mentre avremo prova tangibile del formato CD e LP il prossimo 19 novembre su Thirdworlds, la propria neo etichetta discografica annunciata nel mese di luglio.
by Sigu      




lunedì 9 settembre 2013

BEST NEW TRACK // Death Grips - Birds


Che il progetto hip-hop sperimentale Death Grips non fosse una di quelle band dalla condotto propriamente lineare lo si era già intuito, prima dall'inatteso e repentino cambio di etichetta verso l'affiliata Thirdworlds e poi dalla farsa dell'after show previsto in occasione del festival Lollapalooza (in cui la band non si presentò volutamente lasciando solamente una registrazione ai numerosi fans accorsi per l'occasione, che giustamente la presero con poco fair-play...). Ora senza prevviso, a diversi mesi dal lancio del prossimo album, previsto non prima del 2014, condividono attraverso il social più noto la nuova traccia Birds che verosimilmente farà parte del futuro lavoro in corso d'opera. Se questo, della loro incoerenza ne è il frutto, per quanto antimelodico, caotico e brutale, alloro un occchio lo possiamo ancora chiudere...






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