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mercoledì 4 giugno 2014

C2C14 // Primi nomi per il Club To Club 2014: a novembre arriva Caribou, SBTRKT e Apparat




Terminata la nostra avventura al Primavera Sound con giugno si apre la seconda parte della stagione dedicata al festival internazionale di musica e arti contemporanee ormai noto in tutta Europa come Club To Club che prende vita con l'annucio della prima serie di nomi della line-up. Tra coloro che avranno il compito di incendiare la kermesse torinese che avrà luogo in differenti sedi della città dal 5 al 9 novembre spicca senza dubbio il nome di Caribou che proprio questa settimana ha annunciato l'uscita del nuovo album, Our Love. Torna anche SBTRKT, questa volta presumibilmente in versione live-set, che potrà così rifarsi dopo la pessima esibizione (anche per cause tecniche) al recente Primavera Sound. Tra i graditi ritorni Apparat, Marcel Dettmann e Evian Christ mentre le liste rose si avvarranno della presenza di Jessy Lanza e del progetto Kelela nella speranza che il meglio debba ancora arrivare...





mercoledì 1 maggio 2013

COMING SOON // Quest'estate si ritorna a ballare con Moderat


Una tra le migliori collaborazioni in ambito elettronico torna a far parlare di se con l'annuncio dell'imminente uscita di un nuovo album. Si tratta del progetto con sede Berlino che prende il nome di Moderat, crasi ad effetto tra due delle migliori realtà tedesche ovvero i Modeselektor della coppia Gernot Bronsert e Sebastian Szary e l'eclettico Sasha Ring, noto ai più come Apparat, attualmente in giro per l'Europa (il 23 maggio sarà a Milano, il 24 a Torino ed il 25 al Primavera Sound) per presentare il suo ultimo lavoro, Krieg und Frieden. Come essi stessi ci comunicano "il nuovo album che si chiamerà semplicemente Moderat II è frutto di 6 mesi di intenso lavoro ma che sono valsi la pena visto il risultato ed ora non vediamo l'ora di tornare a presentarlo live attraverso il tuor che inizierà ad agosto". Dell'album che verrà distribuito da Mute e Monkeytown a partire da fine luglio sono note a questo momento tracklist e art-cover che trovate qui di seguito. Se vi foste dimenticati di uno dei loro capolavori ecco che vi riproponiamo A New Error...



Tracklist:

01 The Mark (Interlude)
02 Bad Kingdom
03 Versions
04 Let in the Light
05 Milk
06 Therapy
07 Gita
08 Clouded (Interlude)
09 Ilona
10 Damage Done
11 This Time

Bonus Track for Deluxe Edition
12 Last Time










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lunedì 11 marzo 2013

REVIEW // Febbraio 2013


Con febbraio arrivano anche i primi scossoni decisi in ambito discografico dove ad emergere con più decisione ci sono l'atteso ed ormai quasi insperato ritorno di Kevin Shields ed i suoi My Bloody Valentine con m b v ed il recente e brillante lavoro di Autre Ne Veut che con Anxiety, chicca r&b, scalza da buon outsider dischi ben più attesi. Dietro sono comunque numerose le opere rimarchevoli ed è di loro che qui ci occupiamo partendo dal compatto lavoro dei già apprezzati Local Natives che con Hummingbird (voto 7), giunto a cavallo tra gennaio e febbraio, confermano quanto di buono già mostrato all'esordio con Gorilla Manor. Soffermarsi sui due singoli Heavy Feet e Breakers sarebbe banale perchè, anche grazie alla mano di Aaron Dessner (The National), il lavoro risulta davvero lineare e tracce come You & I, Ceiling e Black Baloons, allo stesso tempo melodiche e ritmate, forniscono al tutto una fisionomia ben chiara anche se non ancora il salto di qualità. Discorso praticamente analogo lo si potrebbe fare per Holy Fire (7,5) dei Foals nella quale emerge però una vena un po' più innovatrice seguendo, a detta del leader Yannis Philippakis, "l'idea di purificazione con un intensità che brucia...". Il prodotto è un disco meno ballabile, o meglio, diversamente ballabile, insomma, qualche beat in meno e qualche accenno sperimentale/psichedelico in più con una prima parte di album da stropicciarsi le orecchie dove risaltano soprattutto Inhaler, My Number, Bad Habit e Late Night ma che va successivamente spegnendosi un po'. Ad attrarre gran parte dell'attenzione però sono stati due gruppi dal grande impatto mediatico, anche se in maniera totalmente differente. Da una parte Nick Cave & The Bad Seeds in gran spolvero con Push The Sky Away (7,5) che, nonostante orfano di Mick Harvey, ci presenta un lavoro rinnovato ad accessibile fin dal primo ascolto e che non rifugge l'utilizzo di loop e sintetizzatori a rinnovare e calcare un album cupo e profondo in cui certo emergono We No Who U R e Jubilee Street, ad alternarsi con Water's Edge e Mermaids che meglio rispecchiano il retaggio della band. Altro discorso per Atom For Peace, il super-gruppo formato da Thom Yorke, Nigel Godrich, Flea, Joey Waronker e Mauro Refosco che appare invero un progetto del leader dei Radiohead con l'aggiunta di una serie di figuranti di lusso. Il risultato, AMOK (7) è comunque di grande interesse come può essere la sapiente elaborazione di sonorità ambient, kraut-rock, post dubstep, IDM, post-rock ad opera di Yorke in quello che parrebbe il successore di Kid A e The Eraser ed in cui un paio di tracce brillano più di altre, Ingenue e Dropped. Altro? Molto. Innanzitutto il ritorno dei Veronica Falls a poco più di un anno di distanza dall'album d'esordio. Stesso pop melodico e travolgente ma la tematica di Waiting for Something to Happen (7) risulta più luminosa. Ad eccezione della Buried Alive old-style l'album si muove tra dolci propositi (Teenage, Waiting For To Happen) e ritornelli incendiari (Broken Toy). Peccato cali alla distanza. E che dire del ritorno di Apparat? A Sasha Ring non manca di certo l'eclettismo e con Krieg Und Frieden (Music For Theatre) (7), rielaborazione della colonna sonora dell'omonimo spettacolo teatrale, ce ne da ulteriore conferma. Di The Devil's Walk resta A Violent Sky mentre pezzi come 44 e K&F Theme - Pizzicato fanno venire in mente Micheal Nyman, il chè è tutto dire. Dal giorno alla notte, per coloro che amano sentire il sangue ribollire nelle vene, imperdibile l'appuntamento con il punk dei giovani danesi Iceage, altro gruppo capace di confermarsi anche se probabilmente non con lo stesso esito dell'esordio. In You'Re Nothing (7) stesso registro con mezz'ora di grande energia incominciando dal singolo Ecstasy ma senza i picchi di un tempo. Esito diverso per il ritorno di altri scandinavi: gli Shout Out Loud, con Optica (6), ci regalano un prodotto anonimo che raggiunge la sufficienza per la spensieratezza delle sue melodie ed una Walking In Your Footsteps, tormentone quasi radiofonico. Chiudendo il cerchio scandinavo merita menzione il progetto finlandese K-X-P, passato un po' sottotraccia ma che con il secondo album II (7) torna a deliziarci. Nel trio Melody, Staring At The Moon e Magnetic tutto il repertorio tra Synth-Pop e sonorità disco anni '80 cadenzato da un beat molto diretto. E da qui alla  scena elettronica il passo è breve con un Four Tet che ci fa gradita sorpresa regalandoci con 0181 (7) una raccolta di pezzi inediti dal 1999 in avanti; una sorta di biografia di Kieran Hebden in cui assaporare l'evoluzione di uno stile a noi caro. Debutti non roboanti ma apprezzabili per Doldrums e Guards, entrambi preceduti da promettenti EP. Il primo, amico e collaboratore di Grimes ci aveva ingolosito con un singolo notevole, Anomaly, ma in Lesser Devil (6,5) il suo gioco di campionature, melodie destrutturate e voci sovrapposte decolla a fasi alterne. I secondi, con In Guards We Trust (6,5), si cimentano in un pop che affonda le sue origini un po' in tutte le decadi regalandoci melodie gradevoli, anche se non proprio originali, ma anche piccole gioie con Ready To Go e Coming True. Come sempre immancabile qualche nota dolente. La delusione più forte giunge da Darkstar. Dov'è finito il trio autore del pregevole album North? Il progetto cambia etichetta, da Hyperdub a Warp e pure faccia trovando riscontri altalenanti con News From Nowhere (6-). Il dub della meravigliosa Aidy’s Girl Is A Computer è archiviato per far posto ad filone più sperimentale molto vicino agli Animal Collective e che ci lascia un po' indifferenti. Ancora più deludente l'album Jamie Lidell (5,5) dell'omonimo artista. What A Shame ci aveva illuso ma il suo tentativo di fondere R&B a sonorità dance risulta per la maggior parte del disco forzato e quasi anacronistico.



Local Natives - Heavy Feet

 



Foals - Inhaler

 



Nick Cave & Bad Seeds -  We No Who U R




Atoms For Peace - Ingenue

 



K-X-P - Melody




Doldrums - Anomaly




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lunedì 14 gennaio 2013

COMING SOON // Apparat pronto a lanciare il suo settimo album


Definirlo l'uomo dai due volti sarebbe limitativo perchè se ne ometterebbe almeno uno. Sascha Ring, meglio noto come Apparat, può essere esaltante one man show da Dj Set  così come recentemente apprezzato al Club To Club 2012, oppure una faccia del progetto Moderat in condivisione con un altro nome di spicco Made in Berlin, i Modeselektor, pronti a sfornare il secondo LP. E poi c'è Apparat Band, giusto per non farsi mancare nulla, ossia il progetto meno beat che ha visto in The Devil's Walk, datato 2011, l'ultimo apprezzato lavoro. Ultimo ma ancora per poco poichè proprio da qui si riparte con il produttore tedesco pronto a lanciare il suo settimo album, Krieg und Frieden, ovvero un'opera basata proprio sul Guerra e Pace tolstojano di cui lo stesso Sascha Ring è stato chiamato a fornire la colonna sonora per l'omonimo spettacolo diretto da Sebastian Hartmann e commissionato dal Festival artistico Ruhrfestspiele di Recklinghausen. A giochi fatti, senza premeditazione, la rielaborazione della colonna sonora con l'ausilio di altri due membri della band, Philipp Timm e Christoph Hartmann per un'opera a detta dello stesso Ring molto introspettiva, lavorata, cogitata e rielaborata in ogni luogo egli si trovasse, a casa, in hotel, in aereo, per trasformarlo in un reale e finito prodotto musicale. Laconico il commento su facebook dove il lavoro viene descritto come pieno di imperfezioni in quanto frutto dell'uomo e dove la caratteristica preminente è la priorità di sonorità drone a dispetto dei beat. Non molto se non fosse per l'anteprima gratuita, Violent Sky, fornitaci dalla celebre etichetta Mute che ne curerà la pubblicazione prevista per il 15 febbraio, di cui ci godiamo l'ascolto...







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mercoledì 17 ottobre 2012

CHART // #C2C12 - Top 10 Club to Club (2°part)

# fIVE #

Rustie // Sabato 10 Novembre -  Lingotto Fiere - Padiglione 1

Glass Swords ti trascina in un mondo virtuale dove farsi avvolgere da colori, suoni, ritmi derivanti dai più svariati contesti: un labirinto di sonorità in cui gli spunti più rilevanti derivano dal mondo dei videogame e dal prog-rock giapponese ma senza precludersi alcuna via, il tutto compresso e centrifugato nel tipico hip hop elettronico che ha lanciato Russell White in vetta alla classifica dei Top Albums dell'anno. Curiosità...





# fOUR #

Apparat // Sabato 10 Novembre -  Lingotto Fiere - Padiglione 1

Sebbene non sia ben chiaro cosa attendersi da Sasha Ring al cospetto del Padiglione 1, il camaleontico cuore pulsante di Apparat non intacca le nostre certezze a riguardo dell'evento imperdibile. Non esiste formato che possa deludere le nostre attese...






# tRHEE #

Flying Lotus // Domenica 11 Novembre -  Hiroshima Mon Amour

Probabilmente l'evento più atteso. Dopo il forfait del World Sounds Better del 2010 da queste parti lo si attende con una certa avidità soprattutto dopo la recentissima pubblicazione del suo nuovo album "Until the Quiet Comes" degno successore dell'acclamato "Cosmogramma". A chi meglio di FlyLo poteva toccare il compito di chiudere degnamente il #C2C12?






# tWO #

John Talabot // Sabato 10 Novembre -  Lingotto Fiere - Padiglione 1

Il dj e produttore catalano ha raggiunto fama internazionale grazie al capolavoro "fIN" capace di guadagnarsi le ambite 5 stelle dal The Guardian. Certamente uno tra gli album di punta di questo 2012 segna un punto di svolta nella carriera di Talabot che abbandona pezzi tipicamente dancefloor come "Sunshine" a favore di sonorità più oscure ed elaborate ma a loro modo melodiche in cui Destiny è sicuramente la gemma più lucente. Imperdibile.





# oNE #

Kuedo // Sabato 10 Novembre -  Lingotto Fiere - Padiglione 1

L'iperrealista della musica elettronica che per sua stessa ammissione ha in "Blade Runner" l'ispiratore della sua ricerca ha trovato con l'incredibile "Severant" la chiave di volta della sua carriera e probabilmente la sua vera vocazione... Splendido, melanconico ed esaltante allo stesso tempo, lo attendo con ansia...




First Part (posizioni 6-10)



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