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lunedì 11 marzo 2013

REVIEW // Febbraio 2013


Con febbraio arrivano anche i primi scossoni decisi in ambito discografico dove ad emergere con più decisione ci sono l'atteso ed ormai quasi insperato ritorno di Kevin Shields ed i suoi My Bloody Valentine con m b v ed il recente e brillante lavoro di Autre Ne Veut che con Anxiety, chicca r&b, scalza da buon outsider dischi ben più attesi. Dietro sono comunque numerose le opere rimarchevoli ed è di loro che qui ci occupiamo partendo dal compatto lavoro dei già apprezzati Local Natives che con Hummingbird (voto 7), giunto a cavallo tra gennaio e febbraio, confermano quanto di buono già mostrato all'esordio con Gorilla Manor. Soffermarsi sui due singoli Heavy Feet e Breakers sarebbe banale perchè, anche grazie alla mano di Aaron Dessner (The National), il lavoro risulta davvero lineare e tracce come You & I, Ceiling e Black Baloons, allo stesso tempo melodiche e ritmate, forniscono al tutto una fisionomia ben chiara anche se non ancora il salto di qualità. Discorso praticamente analogo lo si potrebbe fare per Holy Fire (7,5) dei Foals nella quale emerge però una vena un po' più innovatrice seguendo, a detta del leader Yannis Philippakis, "l'idea di purificazione con un intensità che brucia...". Il prodotto è un disco meno ballabile, o meglio, diversamente ballabile, insomma, qualche beat in meno e qualche accenno sperimentale/psichedelico in più con una prima parte di album da stropicciarsi le orecchie dove risaltano soprattutto Inhaler, My Number, Bad Habit e Late Night ma che va successivamente spegnendosi un po'. Ad attrarre gran parte dell'attenzione però sono stati due gruppi dal grande impatto mediatico, anche se in maniera totalmente differente. Da una parte Nick Cave & The Bad Seeds in gran spolvero con Push The Sky Away (7,5) che, nonostante orfano di Mick Harvey, ci presenta un lavoro rinnovato ad accessibile fin dal primo ascolto e che non rifugge l'utilizzo di loop e sintetizzatori a rinnovare e calcare un album cupo e profondo in cui certo emergono We No Who U R e Jubilee Street, ad alternarsi con Water's Edge e Mermaids che meglio rispecchiano il retaggio della band. Altro discorso per Atom For Peace, il super-gruppo formato da Thom Yorke, Nigel Godrich, Flea, Joey Waronker e Mauro Refosco che appare invero un progetto del leader dei Radiohead con l'aggiunta di una serie di figuranti di lusso. Il risultato, AMOK (7) è comunque di grande interesse come può essere la sapiente elaborazione di sonorità ambient, kraut-rock, post dubstep, IDM, post-rock ad opera di Yorke in quello che parrebbe il successore di Kid A e The Eraser ed in cui un paio di tracce brillano più di altre, Ingenue e Dropped. Altro? Molto. Innanzitutto il ritorno dei Veronica Falls a poco più di un anno di distanza dall'album d'esordio. Stesso pop melodico e travolgente ma la tematica di Waiting for Something to Happen (7) risulta più luminosa. Ad eccezione della Buried Alive old-style l'album si muove tra dolci propositi (Teenage, Waiting For To Happen) e ritornelli incendiari (Broken Toy). Peccato cali alla distanza. E che dire del ritorno di Apparat? A Sasha Ring non manca di certo l'eclettismo e con Krieg Und Frieden (Music For Theatre) (7), rielaborazione della colonna sonora dell'omonimo spettacolo teatrale, ce ne da ulteriore conferma. Di The Devil's Walk resta A Violent Sky mentre pezzi come 44 e K&F Theme - Pizzicato fanno venire in mente Micheal Nyman, il chè è tutto dire. Dal giorno alla notte, per coloro che amano sentire il sangue ribollire nelle vene, imperdibile l'appuntamento con il punk dei giovani danesi Iceage, altro gruppo capace di confermarsi anche se probabilmente non con lo stesso esito dell'esordio. In You'Re Nothing (7) stesso registro con mezz'ora di grande energia incominciando dal singolo Ecstasy ma senza i picchi di un tempo. Esito diverso per il ritorno di altri scandinavi: gli Shout Out Loud, con Optica (6), ci regalano un prodotto anonimo che raggiunge la sufficienza per la spensieratezza delle sue melodie ed una Walking In Your Footsteps, tormentone quasi radiofonico. Chiudendo il cerchio scandinavo merita menzione il progetto finlandese K-X-P, passato un po' sottotraccia ma che con il secondo album II (7) torna a deliziarci. Nel trio Melody, Staring At The Moon e Magnetic tutto il repertorio tra Synth-Pop e sonorità disco anni '80 cadenzato da un beat molto diretto. E da qui alla  scena elettronica il passo è breve con un Four Tet che ci fa gradita sorpresa regalandoci con 0181 (7) una raccolta di pezzi inediti dal 1999 in avanti; una sorta di biografia di Kieran Hebden in cui assaporare l'evoluzione di uno stile a noi caro. Debutti non roboanti ma apprezzabili per Doldrums e Guards, entrambi preceduti da promettenti EP. Il primo, amico e collaboratore di Grimes ci aveva ingolosito con un singolo notevole, Anomaly, ma in Lesser Devil (6,5) il suo gioco di campionature, melodie destrutturate e voci sovrapposte decolla a fasi alterne. I secondi, con In Guards We Trust (6,5), si cimentano in un pop che affonda le sue origini un po' in tutte le decadi regalandoci melodie gradevoli, anche se non proprio originali, ma anche piccole gioie con Ready To Go e Coming True. Come sempre immancabile qualche nota dolente. La delusione più forte giunge da Darkstar. Dov'è finito il trio autore del pregevole album North? Il progetto cambia etichetta, da Hyperdub a Warp e pure faccia trovando riscontri altalenanti con News From Nowhere (6-). Il dub della meravigliosa Aidy’s Girl Is A Computer è archiviato per far posto ad filone più sperimentale molto vicino agli Animal Collective e che ci lascia un po' indifferenti. Ancora più deludente l'album Jamie Lidell (5,5) dell'omonimo artista. What A Shame ci aveva illuso ma il suo tentativo di fondere R&B a sonorità dance risulta per la maggior parte del disco forzato e quasi anacronistico.



Local Natives - Heavy Feet

 



Foals - Inhaler

 



Nick Cave & Bad Seeds -  We No Who U R




Atoms For Peace - Ingenue

 



K-X-P - Melody




Doldrums - Anomaly




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sabato 12 gennaio 2013

Saturday Indie Pills // Week 02.13


COMING SOON // David Bowie - The Next Day

The thin white duke is back, insomma, David Bowie è tornato e quale regalo migliore poteva farci per i suoi 66 anni appena compiuti se non regalarci un insperato nuovo album che mancava da ormai 10 lunghi anni? L'album che si intitolerà The Next Day uscirà a marzo e  vanta già un singolo, Where Are We Now?, con tanto di video diretto da Tony Ourler... Piccolo giallo relativamente alla voce che vuole il cantante londinese lontano dai palchi, soprattutto dal momento che la line-up di Coachella appena pubblicata lo vede nome principale della prima giornata. Altro fake? Indagheremo...







NEW TRACK // Shout Out Louds - Walking In Your Footsteps

La band indie rock che viene dal freddo sembra aver fatto bene i suoi calcoli e dopo il particolare (e non solo per le sonorità) primo singolo, Blue Ice, lancia in questi giorni una Walking In Your Footsteps che suona quasi da tormentone, da fischiettare con le mani in tasca in giro per la città. Gli Shout Out Louds, che come già detto lanceranno il loro prossimo album, Optica, a fino febbraio, sono riusciti quindi nell'intento di stuzzicare il nostro vorace appetito...








NEW TRACK // Atom For Peace - Judge Jury and Executioner

In uscita il 25 febbraio (26 febbraio in America) con Amok, il super gruppo di Thom Yorke e Flea lancia un ulteriore brano ad accompagnarne l'attesa. Si tratta di Judge Jury and Executioner, singolo presentato in anteprima alla BBC Radio 1 il cui download su iTunes sarà gratuito per coloro che pre-ordinano l'album. Al momento, a detta del leader dei Radiohead, non è previsto in agenda alcun concerto anche se la band sta considerando un tour europeo e a Glastonbury li danno già per certi...









NEW SONG // Four Tet - Skin (Grimes)

Alcuni connubi sembrano davvero nati per lavorare insieme. Si amalgamo e si fondono e le caratteristiche dell'uno fanno subito risaltare ed illuminare quelle dell'altro, anche le meno appariscenti. Numerosi sarebbero gli esempi ma ora stiamo parlando delle mani di Kieran Hebden aka Four Tet alle prese con la voce di Grimes e nello specifico della traccia Skin tratta dall'album Vision, rimessa a nuovo in maniera così convincente da farci fantasticare su una possibile futura collaborazione...







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giovedì 10 gennaio 2013

IN DIE HISTORY // Shout Out Louds


By SIGU

Parliamo di indie rock svedese, giusto per fare un po' i fighi; cosa cambia ad esempio da quello americano?  Nel caso degli Shout Out Louds assolutamente nulla, visto che ci lasciano con la sensazione di leggere le storie di Stieg Larsson come se fossero ambientate nel Massachusetts.
"Howl Howl Gaff Gaff" esce in Svezia nel 2003 dove ottiene un buon riscontro e nel 2005, dopo la firma con la Capitol Records, viene ristampato per il mercato d'oltre confine conservando alcuni pezzi ed eliminandone altri a beneficio di nuovi brani; entrambe le versioni risultano molto gradevoli e di facile ascolto, e mettono tutti d'accordo nel giudicarle positivamente. Si parte subito molto forte con The Comeback che divide la palma di canzone più bella dell'album con Please, Please, Please. 100 Degrees continua a suonar la carica ed il ritmo permane elevato anche con gli 8 minuti e passa di Seagull, ma c'è spazio anche per la riflessiva Go Sadness.
Il quintetto di Stoccolma formato da Adam Olenius (voce e chitarra), Ted Malmros (basso, percussioni e direttore dei video), Carl Von Arbin (voce secondaria, chitarra), Eric Edman (batteria), Bebban Stenborg (voce secondaria, tastiere) si ripropone due anni dopo con il più malinconico "Our Ill Wills", ma ugualmente efficace. Al contrario del precedente manca, parafrasando un termine caro alla disco-music, di un vero pezzo riempipista, anche se Time Left For Love si avvicina molto all'essere considerato tale. La voce graffiante di Olenius, inevitabilmente accostata a quella di Robert Smith, cede spazio a quella della Stenborg per la coinvolgente e mesta Blue Headlights Impossible e i suoi 6:52 di video che assomigliano più ad un cortometraggio rappresenta un po' la canzone simbolo dell'album osannata anche dalla critica, con la title-track a recitare la parte di intermezzo musicale, una Suit Yourself  orecchiabile da fischiettare, l'acustica ed interiore Meat is Murder.
Il terzo disco solitamente rappresenta la prova della verità che nel loro caso superano per molti, ma non ad esempio per la rivista Pichfork che gli appioppa un non proprio lusinghiero 5.4. "Work" è comunque un prodotto pop di piacevoli ed adulte melodie: partenza sprint anche in questo caso con 1999 e Fall Hard dove spadroneggiano chitarre e batteria, con una Walls arringa-folle, la delicata Candle burned out, ed una Moon che sa di Arcade Fire.
Tornando all'attualità è in circolazione Blue Ice il loro ultimo singolo, volendo scaricabile dal loro sito, che come riporto testualmente da Rockol, "viene offerto in uno speciale kit ad edizione limitata che può andare sottozero e poi essere suonato su un normale giradischi". La band, giocando sul titolo, definisce la promozione "cool".  Sempre sul sito è presente la track-list nonchè due date europee del loro spring tour, mentre l'uscita dell'album Optica è fissata per il 26 febbraio. Dal 9 gennaio è inoltre presente in rete l'ultimo singolo della band, Walking In Your Footsteps.

Concerti: 
2 Aprile: Londra - The Lexington
3 Aprile: Parigi  - Cafè de la Danse










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