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giovedì 24 luglio 2014

REVIEW // Giugno 2014


Sebbene con un leggero ritardo dovuto prevalentemente al nostro trasferimento in quel di Barcelona ed alle relative scartoffie da sbrigare eccoci al nostro consueto resoconto mensile di un giugno forse non caldissimo fa certamente neanche avido di soddisfazioni. A trionfare, confermando una stagione in cui sembrano essere gli outsider a farla da padrona, il collettivo capeggiato da Ben Daniels con sede Philadelphia (anche se il resto dei componenti è dislocato ai quattro angoli del globo) dei A Sunny Day In Glasgow che sfornano con Sea When Absent la loro quarta nonché miglior opera, trattata lungamente nella nostra fresca recensione. Il primo ascolto del post Primavera Sound è dedicato al fresco nuovo prodotto della post-punk revival band newyorkese dei Parquet Courts (caldissimi candidati al PS15) con Sunbathing Animal (voto 7): prodotto dall'indubbia peculiarità al cui iniziale fascino fa spazio un senso di dejavù che si trascinerà a lungo facendo spazio a qualche vuoto ma anche a diverse perle dalle cadenze divergenti come Black and White e What Color Is Blue oltre ai due ottimi singoli Sunbathing Animal e Instant Disassembly. Dopo è toccato all'aurea della bella Lana Del Rey con il peso dell'eredità del prezioso (quantomeno commercialmente) Born To Die sulle spalle di Ultraviolence (7) che tiene botta pur senza le "hits" del precedente ma con una maturità ed una costanza che fanno da contrappeso ed una vena autodistruttrice che palesano un coinvolgimento più intimo in un'opera che vede tra le sue gemme più rappresentative oltre alla title-track, West Coast, Sad Girl e la nostra preferita, Money Power Glory. Altro nome che certo non necessita di presentazioni, Jack White prosegue il suo percorso solitario con Lazaretto (7) che appare un nuovo laboratorio di sperimentazione allargando e rifiendo il proprio filone implementando al proprio riconoscibile stile nuove trame funk (Three Women) e country (Temporary Ground) accompagnate da massiccia dose elettronica (Lazaretto). Un disco certo non definitivo quanto piuttosto di transizione ma che lascerà poche orecchie deluse. Di difficile interpretazione, per diversi motivi il nuovo lavoro dei Kasabian con 48:13 (6). Quello che sembra un album di rottura che vede davvero pochi punti di contatto con il passato (stevie e poco altro) appare per lo più approssimativo e talvolta addirittura sempliciotto. Il meglio va probabilmente ricercato nella suo approccio pop-hooligans (bulblebeee, domsday, eez-eh) forse non incisivo ma almeno coinvolgente. Rivedibile anche l'apporto elettronico (explodes a parte) che invade la seconda parte dell'album e che sembra sul punto di rapirti senza mai arrivare a farlo. Stesso discorso fatto per la band di Leicester calza a pennello anche per i londinesi Klaxons con Love Frequency (6-) a cui non basta il supporto di James Murphy e Tom Rowlands dei Chemical Brothers per rendere vincente il ritorno atteso da 4 anni. Se l'inizio con New Reality ed in parte anche There Is No Other Time raccolgono consensi per il loro approccio dance-floor diretto e pulito, la parte centrale dell'album presenta voragini creative preoccupanti ed imbarazzanti e solo un finale in crescendo riesce a strappare una risicata (e forse regalata) sufficienza. Da chi era lecito attendersi di più era certamente Sam Smith, cantautore brit giunto alla ribalta per aver prestato la voce alla Latch dei Disclosure e regalato la luminosa hit Money On My Mind. Il resto se non è noia è quantomeno ridondanza. Il repertorio a cavallo tra soul & R&B dopo un promettente inizio rinfocolato anche dalla graziosa Good Thing va inesorabilmente spegnendosi, ripetendo schemi già visti e di fattura ben più pregiata (Adele, Emily Sandè). Chi invece di ritmi compassati e climi mesti e melanconici è diventato maestro è Tom Krell meglio noto come How To Dress Well in grado ogni due anni, dal 2010, di farci fermare a riflettere ammaliati da sonorità e tematiche sempre attuali. Quest'anno tocca a What Is This Heart? (7,5) dall'immutato stampo R&B legato a cupe sonorità elettroniche ed ambientazioni fantasmagoriche talvolta desolate ma mai piatte. Sebbene l'opera appaia come la più ambiziosa del cantautore americano sembrano mancare le classiche due gemme (che in Total Loss furono Cold Nites e & It Was U) per regalargli la nomea del capolavoro pur considerando Face Again, Repeat Pleasure o Words I Don't Remember di solo un gradino inferiori. Parlando di malinconia il collegamento con The Antlers viene immediato. Con Hospice che rimane una delle colonne dell'ultimo lustro gli ultimi lavori della band newyorkese suscitano su di noi un retrogusto quasi insipido. Anche cercando di estrapolarlo dai nostri ricordi Familiars (6,5) rimane un'opera gradevole almeno quanto omogenea nella sua estrema intimità quasi Silberman e soci dopo il successo riscosso volessero tornare in quel rifugio chiamato anonimato. I due singoli Palace e Hotel in tal senso rappresentano appieno l'identità dell'album.
A confermarsi costante di quest'annata di transizione sono ancora gli outsider ad impreziosire il mese. Partendo dalle atmosfere più soft (ma non troppo) sorprende il ritorno di Timothy Showalter aka Strand of Oaks che giunto alla quarta prova ci regala con HEAL (7,5) quello che rappresenta probabilmente il suo miglior prodotto nonché quello che, a parte la lirica non sempre incisiva, rappresenta quasi un testamento della musica folk americana adattata ai tempi ed alle circostanze. Goshen '97 apre e travolge, Shut In e Woke Up To The Light commuovono, e giunti alla eclettica JM siamo già completamente conquistati. Spostandoci più a nord e valicando il territorio canadese veniamo investiti fisicamente dal prezioso nuovo (terzo) lavoro dei White Lung con Deep Fantasy (7,5) attualmente in miglior lavoro noise rock del 2014 e che, nonostante le sonorità fragorose, riesce ad essere immediatamente accessibile anche grazie alla lunghezza esigua delle tracce (e dell'album), alla lirica intrigante ed alle numerose gemme che stipano soprattutto la prima parte dell'opera tra cui spiccano Drown With The Monster, Down It Goes e la meravigliosa Face Down (da noi premiata come miglior traccia della prima metà di stagione). Sicuri di se stessi ed in "totale controllo" un'altra gradita sorpresa sono i Total Control che con Typical System (7) mettono sul piatto un'opera anticonvenzionale ed abrasiva che attraversa con nonchalance postpunk, hardcore, krautrock e tutti i sottogeneri correlati con una venatura quasi eroica senza dimenticarsi i classici pezzoni ad offrire un ulteriore valore aggiunto, Flesh War su tutti senza dimenticare Glass e Expensive Dog. Degno di menzione e decisamente poco battuto sul nostro territorio il nuovo lavoro del duo scandinavo Lust For Youth che offre con International (6,5) un break synth-pop godibile anche se lontano, eccetto rari casi, dalla venatura fortemente dark-wave cui ci aveva abituato ed è un peccato perchè Epoetin Alfa in tal senso risulta di gran lunga la traccia più piacevole. In una stagione che, rispetto ad un 2013 elettronico esagerato viaggia a ritmo ridotto, il nuovo lavoro di Lone con Reality Tasting (7) va raccolto come un dono. Messo alle spalle l'ottimo Galaxy Garden Matt Cutler rispolvera la vecchia passione per le ritmiche hip-hop pur mantenendo inalterato come nel caso Aurora Northern Quarter  e 2 Is 8 l'inconfondibile tocco sensuale ed ipnotico.





(Maggio 2014)              (Luglio 2014)               

domenica 8 giugno 2014

TOP TRACKS // Le migliori 5 tracce della settimana (W23)





fIVE // SBTRKT - Temporary View (ft. Sampha)

Il producer britannico SBTRKT ha rilasciato nei mesi scorsi una manciata di singoli meramente strumentali di discreto impatto. Il nuovo LP in cantiere segna però anche il ritorno alle origini con la voce calda ad accarezzare dance, pop e soul e, almeno nel brano Temporary View, la collaborazione con fidato Sampha a presagire un opera lunga in grado di farci dimenticare la pessima prestazione del Primavera Sound...






fOUR // Lana Del Rey - Ultraviolence

Non propriamente il prodotto indie per eccellenza con una gestione dell'immagine da far storcere il naso non solo ai più puristi... Ma a due settimane dalla pubblicazione di Ultraviolence in uscita il 17 giugno prossimo via Interscope/Polydor non possiamo che inchinarci dinnazi alla classe sopraffina ed a una voce che incanta e ci accarezza ancor di più nella recente title-track che nei precedenti singoli West Coast e Shades of Cool...






tHREE // Giorgio Moroder - Giorgio's Theme

Il nostro Giorgione nazionale dell'ultimo secolo, leggenda assoluta della disco internazionale è tornato a darci dentro forse scartabellando tra le centinaia di demo in cantina a prendere polvere, tant'è che ha iniziato a farci dono del primo dei numerosi singoli che dal 9 giugno al 22 settembre, con cadenza settimanale, rilascerà per il network statunitense Adult Swim. Basta un ascolto di Giorgio's Theme per rassicurarci circa la qualità intatta del producer di Ortisei...






tWO // Caribou - Can't Do Without You

In un 2014 che si prospetta anno di transizione dopo un 2013 esagerato, il producer canadese Dan Snaith rivestiti i panni del suo progetto più amato (da noi e da lui), Caribou, ha tutte le carte in regola per ritagliarsi un ruolo da mattatore. Il primo antipasto del venturo Our Love, Can't Do Without You sembra indirizzare l'opera nella versione giusta con un ritmo vorticoso creato da quegli stessi loop che con Swim ci mandarono in orbita...






oNE // A Sunny Day In Glasgow - Bye Bye Big Ocean (The End)

Senza doversi elevare sul piano della divinazione possiamo già asserire con una certa sicumera che ad illuminare l'estate musicale ci penserà l'eclettico complesso from Philadelphia dei A Sunny Day In Glasgow in uscita il 24 giugno con Sea When Absent. Ad aprire l'opera questa fenomenale Bye Bye Big Ocean (The End), un viaggio senza fine attraverso una stratificazione estrema ed avvolgente tra chitarre rombanti, voce eterea ed onirica, ritmi avvolgenti e una comparsata di violini giusto per non farsi mancare nulla...




(Week 24)           

giovedì 15 maggio 2014

COMING SOON // Ufficializzati i dettagli di Ultraviolence, il nuovo album di Lana Del Rey


Ora che i dettagli per la nuova opera di Lana Del Rey assumono dei contorni definiti possiamo finalmente considerare ufficiale il ritorno della bella cantautrice e modella newyorkese. Ultraviolence che come già detto vanterà in cabina di produzione anche il frontman dei Black Keys, Dan Auerbach, uscirà il prossimo 16 giugno attraverso Polydor (negli Stati Uniti il giorno successivo via Interscope). Come per il fortunato Born To Die anche in questo caso è prevista sia una versione standard che una deluxe disponibile in CD, vinile e digitale. A seguire oltre al già noto brano West Coast anche la tracklist e l'art-cover dell'opera.



Ultraviolence
Interscope Records, Polydor

01 Cruel World
02 Ultraviolence
03 Shades of Cool
04 Brooklyn Baby
05 West Coast
06 Sad Girl
07 Pretty When You Cry
08 Money Power Glory
09 Fucked My Way Up to the Top
10 Old Money
11 The Other Woman
12 Black Beauty *
13 Guns and Roses *
14 Florida Kilos *
* bonus tracks





sabato 10 maggio 2014

BEST VIDEOS // I migliori 5 video della settimana (W19)





fIVE // Lana Del Rey - West Coast

Noto il primo singolo dell'album Ultraviolence che segna il ritorno di Lana Del Rey sulla lunga distanza, anche se null'altro si conosce se non la presenza di Dan Auerbach de The Black Keys in fase di produzione, ora ci giunge anche il video per West Coast. I gesti romantici ed intimi che accompagneranno la prima parte del clip girato a due passi dall'oceano lasceranno infine spazio ad una Lana Del Rey letteralmente a fuoco...






fOUR // Flying Lotus - Phantogram

Non particolarmente avvezzo alle tempistiche che regolano la promozione di un album, il genio californiano Flying Lotus ad un anno e mezzo dalla pubblicazione di Until The Quiet Comes regala un video alla traccia Phantogram. Diretto da Markus Holko e girato nel deserto neozelandese, il clip ci mostra due bizzarre creature: un umanoide fatto di una sostanza indeterminabile ed un gigante ammasso di peli...






tHREE // Savages - Fuckers

La post-punk band al femminile con base a Londra Savages ha recentemente rilasciato il singolo Fuckers b/w Dream Baby ed ora il lato A si guadagna un video correlato diretto da Giorgio Testi. Il clip vede la band esibirsi live e sebbene il format non sia certo di quelli che strappano consensi a priori, le Savages hanno dimostrato a più riprese (e chi le ha viste all'opera al Primavera della passata stagione ne è testimone) di saper rendere l'esperienza unica ed indimenticabile






tWO // Metronomy - Reservoir

Sebbene non abbiamo risparmiato critiche al recente lavoro dei Metronomy con Love Letters, nulla abbiamo da eccepire alla resa artistica dei videoclip associati alle tracce prescelte. E così dopo la title-track e I'm Aquarius, anche una tra le tracce più fresche dell'album, Reservoir, trova un meritato posticino nella nostra classifica grazie al bizzarro cartone diretto da Daniel Brereton e animato da Matt Llyod...






oNE // How To Dress Well - Repeat Pleasure

Il mese scorso il cantautore R&B statunitense Tom Krell meglio noto come How To Dress Well ci faceva dono dell'amabile e penetrante, Repeat Pleasure, primo singolo dell'atteso nuovo album What Is This Heart? ed ora la traccia vanta anche un video, prima parte della trilogia creata da Luke Gilford. Johannes Greve Muskat dirige la prima parte che racconta la storia di due ragazzi innamorati ed intenti a curare quello che si suppone un parente anziano. Per lo stesso Krell un paio di ruoli secondari...




(Week 18)                   (Week 20)            

sabato 11 maggio 2013

Saturday Indie Pills // Week 19.13


NEW VIDEO // Foxygen - No Destruction

Anche se delusi per la cancellazione del tour europeo, Primavera Sound compreso, non possiamo omettervi il particolare video offertoci dalla band californiana composta da Jonathan Rado e Sam France per la traccia No Destruction, certamente una tra le più belle comprese nel recente We Are the 21st Century Ambassadors of Peace & Magic. Il clip, diretto da Bryan Felber, amico della band e già autore di alcuni dei precedenti video, ci mostra il duo in abiti e scenari western alle prese con la loro vita da star...









NEW SONG // Kate Boy - The Way We Are

Non abbiamo fatto mai nulla per nascondere il nostro apprezzamento verso il gruppo svedese Kate Boy ed ora, una volta di più, ci prodighiamo per tesserne le lodi anche in considerazione che la nostalgia per il vecchio synth-pop stile The Knife non può certo dirsi acquietata dall'uscita del recente Shaking The Habitual... E così siamo a commentare piacevolmente il lancio di un altro singolo, The Way We Are, che non smorza anzi rafforzo, dopo i recenti brani Northern Lights ed  In Your Eyes l'enorma aspettativa nei confronti di questo fresco ed ancora un po' misterioso progetto...









NEW VIDEO // Lana Del Rey - Young And Beautiful

La sua attitudine al mainstream non ci esalta ma in quanto a doti canore assolutamente nulla da eccepire. Un altro esempio lo apprezziamo direttamente dalla colonna sonora di The Great Gatsby pellicola attesa nelle sale cinematografiche nostrane a partire dal 16 maggio. Alla bella cantante americana, qui nel video diretto da Chris Sweeney con tanto di accompagnamento orchestrale, il compito di dare vita alla traccia dal titolo Young And Beautiful. La colonna sonora è già in vendita dal 7 maggio.









NEWS // Katy B e Jessie Ware - Aaliyah

Bisogna tornare indietro fino al dicembre dell'anno passato per scoprire l'origine di Aaliyah, una delle produzioni di Geeneus per Katy B (Kathleen Anne Brien all'anagrafe) e nella quale è stata chiamata anche a partecipare la cantante inglese Jessie Ware ancora fresca di esordio con il positivo Devotion. La traccia che era uno dei brani dell'EP Danger gode adesso, a distanza di cinque mesi, di un lyrics video probabile anticipazione di un clip ufficiale.








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