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Giovedì 23 maggio 2013
Genere: Elettronica, Sperimentale, Drone
Ultimo album: Tarot Sport (ATP Recordings), 2009
Nazione: England
. . . . Punto di riferimento italiano per gli amanti del Primavera Sound Festival. . . . . Recensioni ed informazioni dal mondo indie ed alternative internazionale. . .
Notoriamente non è certo gennaio il mese che offre le migliori perle discografiche dell'anno, ciononostante, sebbene di ottimi dischi ci siamo permessi di segnalarne solo uno, ossia il secondo dei promettenti Foxygen, We Are the 21st Century Ambassadors of Peace & Magic possiamo ritenerci soddisfatti del mese trascorso in grado di regalarci uno standard qualitativo più che soddisfacente, ovviamente con qualche immancabile delusione...
Venendo a prodotti più freschi affascina il secondo album della indie-folk band irlandese dei Villagers,
{Awayland} (7) in cui i singoli The Waves e Nothing Arrives coronano una prima parte di album irreprensibile che perde però sostanza nella seconda nonostante l'apprezzato altro singolo Passing a Message. Un album a cui invece non manca compattezza è certamente Arc (7,5) degl'inglesi Everything Everything, anche loro al secondo album che con quest'opera sembrano ripercorrere le gesta dei fortunati Django Django, cui paiono legati da diverse analogie (non ultimo il format del nome). I due singoli Cough Cough e Kemosabe ad aprire le 13 tracce che non temono sperimentazioni in ambito pop trascinandoci senza sosta fino al termine del disco in cui, a dirla tutta manca forse solo un tormentone o una traccia simbolo a farne un piccola perla. Un po' più sobrio l'album di debutto del danese Søren Løkke Juul aka Indians che salito alla ribalta appena un anno fa si ritrova già sulla bocca di molti. Somewhere Else (6,5) è un prodotto folk senza grosse peculiarità ma a dire il vero anche senza grandi pecche, forse uscito con troppa fretta ma capace di conquistare proprio per la sua semplicità e le sue melodie che invitano la mente ad una fugace evasione... Altre due figure risaltano in questo gennaio appena trascorso con i loro differenti debutti: uno è Christopher Owens, solo qualche mese fa frontman dei Girls, il quale, a fronte dell'intrigante progetto di trasporre in musica gli eventi che avevano accompagnato il tour della band nel 2008 ed il successivo incontro con colei che dà il titolo all'album, Lysandre (6) non riesce però a ripetere l'exploit delle opere precedenti nè a ritrovare i favori dei recensori che archiviano il prodotto sotto la voce "anonimo". L'altro, o meglio, l'altra è Torres nome sotto il quale si nasconde la sorpresa di questo inizio 2013 Mackenzie Scott. L'omonimo album, Torres (7,5) appunto, si staglia per personalità, con la giovane 22 enne a rievocare i grandi nomi della musica al femminile. A tratti PJ Harvey, a tratti la prima Alanis Morrisette ma per lo più, semplicemente, Torres/Mackenzie, che tra le note di Honey, Mother Earth, Father God o Jealousy And I ci racconta in chiave rock/folk il personale ma allo stesso tempo universale disagio esistenziale. Chi non ha più bisogno di presentazioni è Chaz Bundick alias Toro Y Moi che a mente fredda ci consegna il prodotto più quadrato dell'anno, Anything Is Return (7,5), perfettamente in linea, almeno qualitativa, con il precedente Underneath The Pine. Ciò che colpisce è come Chaz, pur non inventando nulla di nuovo riesca a fondere sonorità pop (Cake), R&B (So Many Details) e house (Say That, Rose Quartz) in maniera così peculiare da apparire uniche e riconoscibili. Chiudiamo con la mia personale delusione del mese ossia Beta Love (5,5) dei Ra Ra Riot che in maniera a posteriori avventata si distaccano da un pop al limite del barocco caratteristico di The Orchad a favore di sonorità più synth-pop che nient'altro appaiono che un collage creato allo scopo di accontentare un po' tutti i gusti ma che in sostanza non sembra soddisfare nè i palati nè le aspettative dei più...
Indizi degni di una caccia al tesoro per giungere finalmente al titolo del prossimo e terzo album dei Vampire Weekend. Prima si sono presi gioco di noi attraverso gif animate ed acronimi enigmatici (MVOTC) ed infine hanno fissato per ieri attraverso la pagina di annunci "Noticed, Lost And Found" del New York Times l'annuncio del nuovo album. Il seguito di Contra del 2010 sarà dunque Modern Vampires Of The City ed uscirà in Europa il 6 maggio 2013 (il giorno dopo negli Stati Uniti) attraverso l'etichetta XL Recordings. Nota la cover così come la tracklist che vi proponiamo di seguito ed in cui è presente la traccia Unbelievers presentata qualche mese fa.
Atteso ben 22 anni e poi, imprevisto come un lampo e fragoroso come un tuono, eccolo in rete, accompagnato solo da un laconico annuncio sulla pagina Facebook ufficiale. Tornano così Kevin Shields ed i My Bloody Valentine con il terzo LP dopo Isn't Anything (1988) e Loveless (1991). Risultato? Scontato: crash del server dopo pochi minuti e di nuovo tutti in attesa. Tranquilli, tutto rientrato. m b v (il titolo più che supposto) è in rete ed i rumors di un decennio svaniscono in un soffio. Già acquistabile attraverso il web-store della band alla non troppo modica cifra di 12,50 €, m b v è altresì godibile su YouTube in tutta la sua interezza, 9 tracce, già note e riportate nella tracklist a fondo, tutte corredate da quella che è impossibile non ipotizzare come la cover dell'album. Stranamente non figura il brano Rough Song, eseguito a Londra qualche giorno fa' che ipotizzavamo essere l'unico noto di un venturo album. Per un giudizio tempo al tempo ma ad un primo ascolto pare evidente che Shields ci consegni un album poco condizionato dall'evoluzione musicale capace di immergerci in un attimo in quelle sonorità shoegaze inizio anni '90 di cui la band stessa ne è l'icona...
Con Play By Play possiamo affermare che Anxiety diventa uno tra gli album più attesi del 2013 dal momento che lo splendido connubio tra R&B ed atmosfere ambient ci lascia a bocca aperta nondimeno di quanto non abbia fatto Counting solo qualche settimana fa con in aggiunta un Arthur Ashin più che mai ispirato ed intento ad incendiare il nostro animo con le sue melodie e la sua lirica. Entrambi i brani faranno parte dell'LP atteso per il 12 febbraio (via Software).
Sam Beam, meglio noto come Iron & Wine torna con un nuovo album a due anni di distanza dall'ultima apparizione discografica con Kiss Each Other Clean. Ghost on Ghost uscirà in Europa, Giappone, Australian e Nuova Zelanda il 15 aprile attraverso l'etichetta 4AD ed il giorno successivo negli Stati Uniti con la neonata Nonesuch. L'album è stato prodotto da Brian Deck che già in passato aveva collaborato a lungo con il cantautore nativo della Carolina del Sud. La cover è tratta invece dalla serie Private Views della fotografa Barbara Crane (vedi l'immagine del video). Nella recente intervista di presentazione del quinto album, Beam conferma un certo distacco dalle due opere precedenti, pervase a detta dello stesso cantautore da una tensione di natura ansiosa da cui si dichiara liberato. Sono attualmente in fase di elaborazione le date di un tour che certamente toccherà anche l'europa e che verranno comunicate quanto prima. Nell'attesa ci godiamo il primo singolo tratto dall'album, Lovers' Revolution...