. . . . Punto di riferimento italiano per gli amanti del Primavera Sound Festival. . .
. . Recensioni ed informazioni dal mondo indie ed alternative internazionale. . .
I Franz Ferdinand improvvisamente sembrano aver ritrovato la creatività di un tempo e questa vena quasi magicamente invade anche la sfera delle immagini. E' di inizio settimana il lancio del video per la traccia Right Action, inclusa nel quarto album della band scozzese, Right Thoughts, Right Words, Right Actionin vendita attraverso Domino a partire dal 27 agosto. Diretto da Jonas Odell il clip da una svolta decisa al tipico lyrics video conservando qualche traccia, rielaborata e rimodernizzata, di quel costruttivismo russo così caro ad Alex Kapranos e soci...
Julia Holter - In The Green Wild
In piena campagna promozionale anche Julia Holter punta a sorprenderci con un video d'avanguardia sulla falsa riga dell'album promessoci, Loud City Song, che dovremo attendere in ogni caso fino al 19 agosto (Domino Records). La traccia prescelta per la trasposizione ad immagini è In The Green Wild (la cui copia digitale è gratuita dietro acquisto dell'album) che vede la stessa Holter, tra gli altri, protagonista di una rappresentazione teatrale quantomeno vintage... Dirige Yelena Zhelelov.
Yo La Tengo - Ohm
Per il nuovo video che accompagnerà Ohm, traccia iniziale dell'ultima creatura Fade (Matador), i Yo La Tengo puntano tutto su una pregiata animazione scritta e diretta da Donick Cary (i Simpson vi dicono qualcosa?) e realizzata dalla SugarshackAnimation. I disegni animati rappresentano una classe di ragazzi intenti a dare una definizione dei Yo La Tengo, chi attraverso regole matematiche, chi attraverso un coloratissimo ed allucinato viaggio psichedelico. Il singolo Ohm verrà rilasciato a breve in un triplo 12" a tiratura limitata.
Notoriamente non è certo gennaio il mese che offre le migliori perle discografiche dell'anno, ciononostante, sebbene di ottimi dischi ci siamo permessi di segnalarne solo uno, ossia il secondo dei promettenti Foxygen, We Are the 21st Century Ambassadors of Peace & Magicpossiamoritenerci soddisfatti del mese trascorso in grado di regalarci uno standard qualitativo più che soddisfacente, ovviamente con qualche immancabile delusione...
Un po' per una questione di "anzianità", un po' per una questione meramente cronologica partiamo con il tredicesimo album dei YoLa Tengo che con Fade (voto 7,5) ci offrono esattamente ciò che dal gruppo americano ci si attendeva. Niente rivoluzioni e nuovi suoni. La colonna sonora è quella di sempre, morbida per lunghi tratti più aggressiva quando serve, servita in un abito più conformato in cui le due traccie dal maggior fascino Ohm e Before We Run, che aprono e chiudono l'album non toccano i 7 minuti. Tra i mostri sacri abbiamo anche il ritorno dei New Order con Lost Sirens (6), che niente altro è, come si può evincere dal titolo, se non un contenitore delle tracce che non hanno trovato spazio nell'apprezzato ultimo lavoro Waiting For The Sirens Call datato 2005, con tutte le conseguenze qualitative del caso che in ogni modo vengono attenuate come sempre dalla voce amica e rasserenatrice di Bernard Sumner...
Venendo a prodotti più freschi affascina il secondo album della indie-folk band irlandese dei Villagers, {Awayland} (7) in cui i singoli The Waves e Nothing Arrives coronano una prima parte di album irreprensibile che perde però sostanza nella seconda nonostante l'apprezzato altro singolo Passing a Message. Un album a cui invece non manca compattezza è certamente Arc (7,5) degl'inglesi Everything Everything, anche loro al secondo album che con quest'opera sembrano ripercorrere le gesta dei fortunati Django Django, cui paiono legati da diverse analogie (non ultimo il format del nome). I due singoli Cough Cough e Kemosabe ad aprire le 13 tracce che non temono sperimentazioni in ambito pop trascinandoci senza sosta fino al termine del disco in cui, a dirla tutta manca forse solo un tormentone o una traccia simbolo a farne un piccola perla. Un po' più sobrio l'album di debutto del danese Søren Løkke Juul aka Indians che salito alla ribalta appena un anno fa si ritrova già sulla bocca di molti. Somewhere Else (6,5) è un prodotto folk senza grosse peculiarità ma a dire il vero anche senza grandi pecche, forse uscito con troppa fretta ma capace di conquistare proprio per la sua semplicità e le sue melodie che invitano la mente ad una fugace evasione... Altre due figure risaltano in questo gennaio appena trascorso con i loro differenti debutti: uno è Christopher Owens, solo qualche mese fa frontman dei Girls, il quale, a fronte dell'intrigante progetto di trasporre in musica gli eventi che avevano accompagnato il tour della band nel 2008 ed il successivo incontro con colei che dà il titolo all'album, Lysandre (6) non riesce però a ripetere l'exploit delle opere precedenti nè a ritrovare i favori dei recensori che archiviano il prodotto sotto la voce "anonimo". L'altro, o meglio, l'altra è Torres nome sotto il quale si nasconde la sorpresa di questo inizio 2013 Mackenzie Scott. L'omonimo album, Torres (7,5) appunto, si staglia per personalità, con la giovane 22 enne a rievocare i grandi nomi della musica al femminile. A tratti PJ Harvey, a tratti la prima Alanis Morrisette ma per lo più, semplicemente, Torres/Mackenzie, che tra le note di Honey, Mother Earth, Father God o Jealousy And I ci racconta in chiave rock/folk il personale ma allo stesso tempo universale disagio esistenziale. Chi non ha più bisogno di presentazioni è Chaz Bundick alias Toro Y Moi che a mente fredda ci consegna il prodotto più quadrato dell'anno, Anything Is Return (7,5), perfettamente in linea, almeno qualitativa, con il precedente Underneath The Pine. Ciò che colpisce è come Chaz, pur non inventando nulla di nuovo riesca a fondere sonorità pop (Cake), R&B (So Many Details) e house (Say That, Rose Quartz) in maniera così peculiare da apparire uniche e riconoscibili. Chiudiamo con la mia personale delusione del mese ossia Beta Love (5,5) dei Ra Ra Riot che in maniera a posteriori avventata si distaccano da un pop al limite del barocco caratteristico di The Orchad a favore di sonorità più synth-pop che nient'altro appaiono che un collage creato allo scopo di accontentare un po' tutti i gusti ma che in sostanza non sembra soddisfare nè i palati nè le aspettative dei più...
Ed ecco una seconda prelibata anticipazione dell'imminente album del gruppo cult statunitense dei Yo La Tengo... Ci eravamo lasciati giusto un paio di mesi fa con la data di pubblicazione di Fade, un 14 gennaio ormai dietro l'angolo (Via Matador), l'unica tappa italiana, a Milano il 10 marzo (presso il Lime Light) ed una prima traccia, Before We Run, l'ultima della tracklist del LP. Con Ohm invece si aprono le danze del 16° prodotto e a detta della voce e chitarra Ira Kaplan, si comincia a fare un po' d'ordine. Come? Il primo impatto è di trovarsi dinnanzi ad un lavoro più studiato. Sebbene il brano non raggiunga l'estensione di altri capolavori quali I Am Not Afraid of You and I Will Beat Your Ass, per dirne uno a caso, si articola ugualmente verso quella brillante semplicità caratteristica delle tracce più lunghe. Insomma, un lavoro molto accorto, forse ridotto nella lunghezza che va però, allo stesso tempo, ad allinearsi con il repertorio maggiormente pop della band e con quel calore e quella melanconia che rievoca opere precedenti come Sugarcube dell'ormai lontano '97...
Immancabilmente,
durante il periodo che precede il Natale, escono alla ribalta gruppi o
cantanti, dall'insospettabile spirito natalizio, con rivisitazioni di
brani e raccolte create ad hoc, che se fossi una malalingua taccerei
come mere operazioni commerciali, ma siccome non lo sono derubrico la
questione a semplice coincidenza che avviene nel periodo dell'anno nel
quale si vendono casualmente più dischi, e così dobbiamo registrare le
uscite più eterogenee: dal gruppo country dei Lady Antebellum, a Rod
Stewart, al ritorno di fiamma di John Travolta e Olivia Newton-John, a
Michael Bublè, Claudio Baglioni e The Killers, questi ultimi molto
fedeli all'appuntamento. Ma per rimanere più in sintonia col blog (è già
stato ampiamente presentato il lavoro di Sufjan Stevens), quali sono le canzoni legate a
queste festività che più ci stanno a cuore? Per ovvie ragioni editoriali
non posso citare John Lennon, Mariah Carey e le perle di Elio e le
storie tese e mi concentrerò tendenzialmente su autori già trattati qui.
5) Julian Casablancas - I Wish it Was Christmas Today
4) Yo La Tengo - It's Christmas Time
3) Local Natives - We Come Back
2) The Raveonettes - The Christmas Song
1) The Darkness - Christmas Time
L'ordine
lo si può cambiare a vostro piacimento, ciascun autore apporta il
proprio stile sonoro in chiave natalizia, ma la prima posizione credo
che se la meritino i Darkness, che nel 2003, un anno per loro di
autentico stato di grazia, sfornarono questa vera e propria hit
diventata una delle canzoni del genere natalizio più apprezzate di
tutti i tempi. Gli ingredienti ci sono tutti: il loro marchio musicale,
il trionfo del kitsch, la presenza di candidi fanciulli, i buoni
sentimenti ed il finale (lieto) a sorpresa.
Per
la cronaca, dopo un periodo molto difficile per il gruppo, che aveva
portato allo scioglimento dello stesso, e soprattutto dopo l'uscita dal
tunnel della dipendenza dalla droga da parte del frontman Justin
Hawkins, sono tornati l'anno scorso in circolazione con l'album Hot
Cakes; hanno suonato al Gods of Metal e fatto da supporter a Lady Gaga e
suoneranno all'Alcatraz di Milano l'11 marzo 2013, nella loro finora
prevista unica data italiana.
Il gruppo alternative-rock statunitense dei Yo La Tengo annuncia nuovi dettagli per il prossimo album, Fade, che verrà distribuito a partire dal 14 Gennaio in Gran Bretagna ed il giorno successivo negli Stati Uniti attraverso l'etichetta Matador. Il seguito di Popular Songs, datato 2009, è stato registrato con il produttore John McEntire agli Soma Studios di Chicago. La band, giunta al suo 28° anno di attività, si appresta così a rilasciare il suo 13° album che dalle prime indiscrezioni parrebbe avvicinarsi alle sonorità coese ed esuberanti di album quali: "I Can Hear The Heart Beating As One" (Matador, 1997) e "And Then Nothing Turned Itself Out" (Matador, 2000). Qui di seguito la tracklist dell'album per una durata esatta di 45 minuti ed, in anteprima, il video animato della traccia Before We Run. Confermate infine le date del tour che farà tappa a Milano il 10 marzo al Lime Light.
Fade:
01. Ohm
02. Is That Enough
03. Well You Better
04. Paddle Forward
05. Stupid Things
06. I'll Be Around
07. Cornelia and Jane
08. Two Trains
09. The Point of It
10. Before We Run