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venerdì 6 giugno 2014

PS14 // Report del sabato al Parc del Forum




La tirata del venerdì non era casuale ma studiata a tavolino visto un sabato dall'avvio volutamente molto easy. Il vero rimpianto rimane l'ex Vivian Girls Katy Goodman ora nota sotto il moniker di La Sera, anche se non sufficiente da temere notti insonni. Sebbene un'occhiata Courtney Barnett l'avrebbe certamente meritata decidiamo di aprire il nostro programma con Dee Dee Penny e le sue Dum Dum Girls. Tracklist che alterna con gusto il meglio delle ultime produzioni anche se, nonostante l'indubbia personalità mostrata, rimane difficile immaginarle in uno scenario che non sia il Pitchfork. Alla fine del live mentre l'esodo verso il Ray-Ban di Caetano Veloso è già iniziato, noi ci limitiamo a girare l'angolo ed esiliarci nel limitrofo Vice per apprezzare i newyorkese Hospitality che a ridosso del festival hanno guadagnato con merito numerose posizioni nella nostra classifica di gradimento. Nonostante il primo pomeriggio si fosse aperto con ben poco rassicuranti boati dal cielo ora il sole ci guarda dritto in faccia, la "barra" di Heineken è dietro di noi a due passi e l'indierock-band snocciola, senza infamia nè lode, le nostre favorite: Friends of Friends, Going Out fino alla fantastica Last Words con cui chiudiamo ed iniziamo la prima traversata del Forum direzione Volcano Choir. L'ottima posizione scovata ci consente di godere appieno dell'ottima performance del progetto statunitense anche se, inutile nasconderlo, gli sguardi indugiano quasi esclusivamente sul genio di Justin Vernon che ci propina lo spettacolo da dietro una sorta di pulpito che lascerà solo per i saluti di rito. Ad entusiasmare sono certamente più le perle del recente Repave che non le tracce dell'album d'esordio. Cio che è palpabile è come il progetto Volcano Choir abbia assunto un ruolo centrale nel cantautore del Wisconsis, idea rafforzato dai due nuovi brani, Valleyinaire e The Agreement, presentati ora anche al pubblico del Primavera... 





Il programma ancora una volta non lascia dubbi: l'obbiettivo è il live di quel fenomeno di Dylan Baldi ed i suoi Cloud Nothings che ci permetterà, cammin facendo, anche di godere di un pezzo di storia del post-rock con una buona mezz'ora dei canadesi Godspeed You! Black Emperor, fenomenali come narrano le cronache. Giungiamo al Vice spaccando il secondo ed un altra manciata sono sufficiente per capire che siamo nel posto giusto e ci attenderà un'ora da delirio. La resa è ottima e Dylan tiene botta fino all'ultimo respiro regalando, ad eccezione di Our Plans, tutte le perle che chiunque amante del trio di Cleveland avrebbe voluto sentire ed urlare e la chiusura con Wasted Days è solo la ciliegina sulla torta...
Sfuggendo alle scelte di massa decidiamo di iniziare le danze con largo anticipo puntando decisi verso il live set dei Genius of Time impegnati all'igloo del Boiler Room ma con discreta sorpresa, nonostante il live dei NIN ed i Mogwai pronti a salire sul palco troviamo uno stage pieno all'inverosimile e davvero invivibile... Tra NIN e Mogwai puntiamo allora diretti sulla band scozzese memori del mirabilante live del 2011 ed a quanto pare non siamo stati gli unici a pensarlo dal momento che l'ATP si presenta pieno come mai prima in questa edizione. Quanti buongustai in così poco spazio... Ci regaliamo solo 6 brani ma la presenza dell'occasionale Luke Sutherland, l'intramontabile I'm Jim Morrison, I'm Dead e la personale chiusura con l'amata Rano Pano sono note sufficienti per incamminarsi tronfi verso la spianata a sud del recinto. I 20 minuti di Nine Inch Nails che ci regaliamo confermano uno stage ben lontano dal sold-out ma anche una carica di vibrante energia, più elettronica che elettrica che forse meritava una chance, ma la vita è lunga e Trent sembra ancora sul pezzo... Con tutta onestà, forse traviato anche dal recente riconoscimento Best Live Act, era proprio quello dei Foals il concerto più atteso della giornata. Ben lungi dall'uscirne insoddisfatto perchè dal vivo ci sanno davvero fare e la sfrontatezza del frontman Yannis Philippakis catalizza l'attenzione come pochi, il concerto lascia un non-so-che di non finito... Nonostante la direzione intrapresa dalla band sia chiarissima nell'ultimo Holy Fire mi attendevo una resa più marcatamente elettronica che è venuta a mancare così come quella Electric Bloom di cui, di quella rotta, ne era il simbolo.





Direzione Cut Copy ci fermiamo per la coda dei Chromeo al Ray-Ban ed il dubbio di esserci perso qualcosa di molto carino... Tra gli eventi synth-pop il quartetto australiano era riuscito con una cavalcata inattesa a conquistare il gradino più alto del podio e le aspettative fortunatamente non tradiscono, regalandoci un concerto stilisticamente certo non memorabile ma via via sempre più coinvolgente trascinato dai suoi motivetti accattivanti ed dalla consepevolezza nei presenti di essere dinnanzi ad una tra le ultime occasioni per liberare la propria frenesia ed irrequietezza...
Chi aveva la mente sgombra ed i muscoli caldi ci parla di un Daniel Avery in grado di fare impazzire l'ultima al Pitchfork; noi molto più di quello che restava in corpo lo regalavamo invece al set finale del padrone di casa Dj Coco, fatto di perle dei passati PS, classici intramontabili e qualche mix un po' naif. Il sole infine arrivava e rivelava i volti consumati dalla stanchezza, comunque sereni ma già rigati da quella malinconia di chi sa che per gioie di questo tipo il conto alla rovescia è lungo un anno...




Venerdì              

giovedì 10 aprile 2014

Road To Primavera // Cut Copy


Sabato 31 maggio 2014

Genere: Synth-Pop, Indietronica
Ultimo album: Free Your Mind (Modular Recordings), 2013
Nazione: Australia


Chi ci farà ballare il sabato conclusivo della kermesse catalana? A chi toccherà ereditare il ruolo che fu degli Hot Chip la passata stagione? Tra i candidati in pole position gli australiani Cut Copy, che nella nostra personale lista delle preferenze si sono ritagliati un posto di gran rilievo per il classico evento synth-pop da festa di fine anno che l'edizione scorsa ci trascinò al Primavera Stage o l'anno precedente al Ray-Ban per i Neon Indian e quello prima, beh, chi si ricorda più... I Cut Copy, scelto il nome tra una selezione dei più improbabili accostamenti, nascono a Melbourne per mano di Dan Whitford, dj per passione e grafico per lavoro che nonostante un'agenzia di design propria che garantiva sufficienti introiti non appendeva al chiodo i propri sogni di gloria e forte di una creatività a 360° ed un proprio studio di registrazione self made tentava il gran salto inviando alla Modular Recordings un proprio demo tape che come la storia ha infine sancito, non dev'esser passato del tutto inosservato. Assoldati Harry Howard alla chitarra, poi sostituito da Tim Hoey, Bennett Foddy al basso e Mitchell Scott alla batteria e con Whitford mente, voce e tastiera del progetto, i Cut Copy iniziano un percorso che gli avrebbe visti cambiare nelle idee e nella struttura ma non nell'essenza indissolubilmente legata alle sonorità a cavallo tra anni '80 e '90, talvolta synth, talvolta più tribali o puramente dance, ma sempre ricoperta da lustrini e paiettes in grado di illunimare il panorama e rilasciare la propria dose di serotonina ad ogni brano. Il primo album, Bright Like Neon Love, creato su samples della prima era del Whitford dj, lascerà una traccia relativa ma introdurrà la band nel circolo dei tour a fianco di Franz Ferdinand, Bloc Party e Daft Punk. La registrazione di In Ghost Colours si apre con l'addio Bennett Foddy che decide di dedicarsi alla carriera accademica, ma questa sarà anche l'unica nota negativa perchè l'opera seconda dell'ora trio di Melbourne "spacca" e guadagna totale consenso della critica, la vetta della classifica australiana ed un pizzico di potere commerciale grazie al singolo Light and Music che conquista un posto nella tracklist di FIFA09.
Where I'm Going, il loro pezzo più radiofonico, apre la campagna di Zonoscope, terza album registrato a Melbourne dalla band ritornata in versione quartetto con l'annessione di Ben Browning che sfiora nuovamente la vetta dell'ARIA Albums Chart assestandosi al terzo posto ma mantanendo intatto il livello compositivo, il vigore e le melodie retrò ormai consolidato marchio di fabbrica. A chiudere il tragitto ecco nel 2013 un forse sottovalutato frettolosamente Free Your Mind, magari vagamente ripetitivo ma non certo privo di spunti accattivanti come We Are Explorers ed In Memory Capsule. In ogni caso a tacciare coloro che intravedevano un calo di creatività arriva in questi giorni In These Arms Of Love, inatteso spettacolare singolo offerto in occasione del Record Store Day a prospettare un futuro ancora roseo...













sabato 5 aprile 2014

TOP TRACKS // Le migliori 5 tracce della settimana (W14)




fIVE // Emma Ruth Rundle - Arms I Know So Well

Di casa a Los Angeles Emma Ruth Rundle è nota in patria per la sua grande abnegazione alla causa musicale avendo le mani in pasta in differenti progetti tra cui i più rimarchevoli sono Marriages, The Nocturnes e Red Sparowes, tutti con un filone che tende al post rock atmosferico. Con Arms I Know So Well, Emma produce il suo primo sforzo solista incentrando l'attenzione sull'aspetto vocale accompagnato da leggeri riverberi che la spingono in direzione di una EMA in versione folk...






fOUR // Lone - 2 Is 8

Il Matt Cutler che si nasconde dietro il moniker di Lone ha trascorso gli ultimi 5 anni disegnando paesaggi sotto forma di tracce che rendessero, in maniera quasi impressionista, uniformi e ben amalgamati generi dissimili quali house, rave, techno e hip-hop. Ora con 2 Is 8, primo singolo del venturo LP Reality Testing (17 giugno via R&S) ,Cutler sembre aver trovato una nuovo tonalità in grado di azzerare il divario cromatico esistente tra dance music ed hip hop..






tHREE // Drake - Draft Day

Nuovi segni di vita e creatività dal rapper canadese Aubrey Drake Graham, meglio noto solo come Drake, dopo il successo riscontrato con la sua ultima creatura Nothing Was The Same. Draft Day è l'ottimo brano condiviso tramite il blog October's Very Own in cui l'artista di Toronto campiona Doo Wop di Lauryn Hill incentrando il testo su un evento sportivo appartenente alla cultura americana...






tWO // How To Dress Well - Repeat Pleasure

Con What Is This Heart?, in uscita il prossimo giugno, Tom Krell prosegue, indossate le vesti di How To Dress Well, quel discorso interrotto con l'ottimo Total Loss del 2012. Discorso inteso come conversazione o monologo, aperto in questo caso con Words I Don't Remember e portato avanti con la splendida usuale voce ancestrale che accompagna Repeat Pleasure cui una (in questo caso inusuale) gioia pura e raggiante si sostituisce alla vena cupa a cui ci aveva abituato...






oNE // Cut Copy - In These Arms of Love

Il Record Store Day del 19 aprile stiperà il mercato discografico di nuovi ottimi lavori sia in formato lungo che come singoli. Tra i casi più luminosi certamente il 10" di cui ci faranno dono gli australiani Cut Copy contenente i due brani In These Arms of Love e Like Any Other Day. Il primo reso pubblico in questi giorni è una perla dagli effetti synth ricca di riverberi disorientanti e conturbanti che vi renderanno presto schiavi...




(Week 13)                 (Week 15)          

venerdì 28 febbraio 2014

BEST VIDEOS // I migliori 5 video della settimana (W9)




fIVE // The Faint - Help in the Head

Se qualche giorno fa dedicavamo spazio al ritorno dell'elettro punk band degli americani The Faint con il nuovo album Doom Abuse (in uscita l'8 aprile via SQE Music) oggi tocca al video per il primo estratto Help In The Head. Opera del regista Tim Nackashi il clip ci mostra un uomo svegliato nel pieno della notte e minacciato da un laser che lo punta e che lo porterà ad una lunga quanto inutile fuga.






fOUR // Cut Copy - We Are Explorer

La synthpop band australiana Cut Copy, reduce dal ritorno sulla lunga distanza con Free Your Mind della passata stagione ci regala ora il video per We Are Explorer, una delle tracce senza dubbio più intriganti di un'opera dall'alterna fortuna. Il clip è una sequenza in stop-motion creata da Masa Kawamura, Aramique e Qanta Shimuzu che vede due piccole figure extraterrestri in 3D vagare per Los Angeles allo scopo di compiere un'oscura missione...






tHREE // FKA twigs - FKA x inc.

Tahliah Barnett artista di origine ispano-giamaicana nota come FKA twigs ci regala una collaborazione con il duo R&B Inc. che sfocia nella traccia, appunto, FKA x inc.. Ad aumentare il valore del brano anche un suggestivo video diretto dalla stessa Tahliah insieme a Nick Walker che ci offre una sequenza di immagini in bianco e nero dei tre artisti alle prese con un'intima interpretazione del brano in una dimora situata in una non meglio specificata zona semi desertica...






tWO // Damon Albarn - Lonely Press Play

Nella sua parentesi solista Damon Albarn si appresta tra un paio di mesi a rilasciare la sua nuova opera Everyday Robots che uscirà il 28 aprile via Parlophone. Della title track conosciamo già tutto mentre ora spetta a Lonely Press Play rubare le scene della ribalta con un nuovo affascinante video. Ricreando quella malinconia insita nel brano il clip ci mostra lo stesso Damon in costante movimento attraverso i quattro angoli del mondo. Toyko, London, Dallas, Utah, Colchester, North Korea, Iceland and Devon...






oNE // Foxhound - Erase Me

Finalmente un po' di Italia (e nello specifico della nostra Torino) con l'incredibile video dei giovani Foxhound, portabandiera nell'ultima edizione del Primavera Sound. Un clip che si può apprezzare letteralmente a 360° con una tecnologia utilizzata in anteprima e denominata Gopano. Il video che mostriamo per concessione di Corriere.it è realizzato da Tiger per la traccia Erase Me estratta dal secondo album della band "In Primavera"...




(Week 8)                  (Week 10)            

martedì 10 dicembre 2013

REVIEW // Novembre 2013


Giunto l'autunno anche le uscite discografiche si adeguano al freddo e alle prime intemperie con ritmi più blandi quasi impoltroniti. E se comunque non si possa parlare di letargo certamente finiti i pochi compiti, che diventano gaudio dinnanzi ad opere di livello (anche se ahimè la mediocrità è sempre dietro l'angolo), possiamo finalmente rispolverare i migliori prodotti di questo 2013 e gustarne quei particolari non ancora assimilati appieno. Detto questo torniano alla rubrica ed incominciamo a tessere le lodi per il nostro artista del mese: a primeggiare è il producer francese e collaboratore di Yeezy Gesaffelstein ampiamente trattato nella nostra recensione ed autore con Aleph (8) di un album battente ma dal tocco elegante e raffinato. In un mese caratterizzato da un profilo insolitamente modesto a risaltare troviamo tre opere con matrici ritmiche decisamente differenti. Se recentemente abbiamo potuto dire la nostra relativamente all'esordio del progetto Ejecta di Leanne Macomber (che ogni volta mi fa venire in mente Hemingway, chissà come mai...) e Joel Ford con Dominae (voto 7,5), di successo analogo ma con intensità contrapposte appaiono le nuove opere di Death Grips e Blood Orange. I primi, personaggi controversi e decisamente bizzarri non fanno nulla per essere amati ma almeno musicalmente il loro posticino se lo sono ritagliato con merito ed estrema personalità. Governament Plates (7,5) uscito a sorpresa quasi in polemica con, ammettiamolo, i noiosissimi giochetti che hanno anticipato i ritorni di Daft Punk, The Knife, Arcade Fire ecc, ecc..., porta avanti il discorso di No Love Deep Web spingendo l'Hip Hop oltre ogni confine dello sperimentale passando dall'inascoltabile all'entusiasmante una volta registrati i livelli ed entrati nel mood. Se è roba per voi lo capirete già dal primo brano dal titolo infinito (che incomincia con You might think...) ma il consiglio è di spingervi almeno fino alla perla Birds. Dall'altro emisfero troviamo l'eclettico e mai scontato r&b multisfaccettato, talvolta colorato di soul talvolta più popolare, di Cupid Deluxe (7,5) che conferma l'ottima resa dei singoli scritti per Solange e Sky Ferreira. Si passa dall'impeccabile formula classica di Chamakay o dal duetto dell'ottima You're Not Good Enough alla ritmica cupa e tribale di Uncle Ace, allo smooth-jazz di Chosen o all'hip-hop nudo e crudo di High Street senza quasi accorgerci dei differenti cambi di rotta che appaiono di volta in volta del tutto naturali. Soddisfacente il ritorno di M.I.A. da chi venerato e da chi bistrattato. Il probabile vero valore di Matangi (7) lo incontriamo nel mezzo (come sempre) con un lavoro che svolta rispetto al più commerciale Kala od il più oscuro Maya donandoci un lavoro allegro, fatto di ballo e sana rabbia senza complessi, ricco di gemme come le estroverse Y.A.L.A. e Matangi, la più posata Come Walk To Me e una aTENTion rielaborazione etnica del lavoro di Grimes...; per larghi tratti più che piacevole ma alla lunga davvero molto uguale a se stesso. Forse non all'altezza del predecessore Give You the Ghost il nuovo Smulamith (7) conferma comunque i Polica tra i talenti da tenere sottocchio anche per la capacità di rinnovarsi già al secondo album. Più elettronica ed un'inizio roboante con Chian My Name illudono oltre misura per un album in calando progressivo ma comunque impreziosito da numerosi orecchiabili spunti come Vegas e Very Cruel... Ma il cambiamento non è l'unica formula vincente, lo sa bene il canadese David Ptsuka aka Egyptrixx che sfrutta un mese abbastanza avido di novità dance per ritagliarsi un po' di meritata luce con il suo secondo album A/B Til Infinity (7), invero un po' oscuro ma perfetta evoluzione conservativa del sottovalutato esordio con Bible Eyes. Il primo singolo Water racchiude in se l'essenza dell'opera fatta di Dubstep, Uk Garage e IDM. 
Da ciò che resta era presumibile attendersi di più a partire dal ritorno dei Cut Copy che con Free Your Mind (6,5) sfornano un disco capace di partire in quarta con un paio di pezzi di livello come la title-track e We Are Explorers per poi perdersi nella mono/tono/cromia. Più omogeneo il ritorno dell'affascinante Anna Calvi con il suo One Breath (6,5) ed anche musicalmente variegato tra brani melodici (Suddenly, Sing To Me) ed aggressività latente (Eliza, Cry). In questo caso è la qualità a non cambiare marcia pur considerandolo un prodotto piacevole da non abbandonare al primo ascolto. Ma soprattutto come non attendersi di più dal ritorno di Mike Milosh dopo lo splendido esordio del side-project (ormai main di diritto) Rhye? Jetleg (6) ricorda tutti quei momenti di empasse e suspance che accompagnano Woman senza le mirabili suggestioni che ne hanno esaltato l'opera. E così le pur piacevoli armonie sospese e delicate dei singoli Slow Down e This Time rimangono isolate ed abbandonate all'inevitabile destino di un album asettico. Dedicare altro spazio ai fiaschi di Connan Mockasin o Sebastian Tellier sarebbe privarvi della possibilità di utilizzare il vostro prezioso tempo per rigustare una delle meraviglie che il fortunato 2013 ci ha regalato...












lunedì 28 ottobre 2013

STREAM // Free Your Mind. Libera la mente con i Cut Copy




Vi abbiamo lasciato tutto il weekend per dedicarvi all'anteprima di Reflektor ma un paio di ascolti del nuovo album dei Cut Copy ora  dovrete proprio concederveli. Free Your Mind di cui conoscete già la title-track, We Are Explorers, Let Me Show You Love e Take Me Higher uscirà attraverso Loma Vista/Modular il 5 novembre e da qualche giorno è disponibile in anteprima.






venerdì 25 ottobre 2013

TOP TRACKS // Le migliori 5 tracce della settimana (W43)




fIVE // John Talabot - Without You

L'ormai prossimo 28 ottobre giungerà a nostra disposizione Dj-Kicks per mano di John Talabot. E proprio in occasione della celebre sessione il produttore catalano ha creato due nuove tracce. Sideral è una collaborazione con Axel Boman mentre la Without You che proponiamo qui di seguito è reduced mix version creata dal dj durante i suoi viaggi per l'Europa, da una tappa e l'altra, e questa sensazione di movimento continuo è riscontrabile proprio nella sua opera.






fOUR // Roosevelt - Montreal

Già quest'estate il produttore tedesco con residenza a Colonia ci aveva dato saggio del suo estro con la perla Elliot estratta dall'EP omonimo. Ora sempre dalla medesima mini-opera Roosevelt ci dona un altro boccone con Montreal, traccia calda ed intima che segue il filone synth-pop fortemente anni '80, tema dominante dell'Extended Play.






tHREE // Marley Carroll - The Hunter

The Hunter è lo splendido nuovo singolo del produttore nativo di Asheville Marley Carroll il quale riesce con estrema naturalezza a coinvolgerci ed allo stesso tempo disorientarci con ritmi irregolari e sintetici e ad ammaliarci con meravigliosi e lamentosi frammenti vocali. Se The Hunter sarà solo parte di un futuro successo lo scopriremo a partire dal 3 dicembre, data di pubblicazione del nuovo LP Sings.






tWO // Arcade Fire - Afterlife

Ci è voluta un po' di pazienza tra brevi teaser e qualche live ma ora Afterlife, la seconda ufficiale anticipazione di Reflektor (da oggi in streaming) degli Arcade Fire si è definitivamente materializzata attraverso la premiere del noto programma radiofonico condotto da Zane Lowe. Pulsazioni dance accompagnano un brano dalla malinconia contagiosa ed estatica destinata con gli ascolti ad entrare sottopelle e a trasformarsi in una delle hit dell'imminente album.







oNE // Cut Copy - We Are Explorers

Ad aumentare l'attesa per l'imminente uscita di Free Your Mind (Modular) la rock-dance band australiana dei Cut Copy ci fa omaggio di due ulteriori anticipazioni con Let Me Show You e soprattutto con la brillante, leggera e luminosa We Are Explorers dal classico retrogusto house, di questa nuova opera più che mai, assodato leit-motiv della band.




WEEK 42          

venerdì 11 ottobre 2013

BEST VIDEOS // I 5 migliori video della settimana (W41)




fIVE // Cut Copy - Free Your Mind

Free Your Mind è la traccia che dà il titolo al nuovo album della dance-rock band australiana dei Cut Copy. A coronare il ritorno del trio dopo il successo di Zonoscope del 2011 ecco oggi un video dedicato e diretto da Christopher Hill. Special guest del clip l'attore Alexander Skarsgård (Melancholia, True Blood) nelle vesti di un santone dai lunghi capelli a capo di una setta i cui membri sono chiaramente sponsorizzati dalla Puma...






fOUR // Camera Obscura - Troublemaker

L'indie pop-band scozzese dei Camera Obscura apprezzata nell'ultimo Primavera Sound prosegue la sua campagna promozionale lanciando il nuovo video per la canzone Troublemaker, ovviamente estratta dal positivo Desire Lines. Il clip che ha detta dello stesso regista Blair Young è un omaggio alle pittoresche serie di fantascienza britanniche in voga negli anni '80 e vanta la più che gradita presenza del connazionale Stuart Murdoch dei Belle & Sebastian intento per l'occasione a sospingere un passeggino...






tHREE // AlunaGeorge - Best Be Believing

Con la consacrazione raggiunta, almeno a livello di vendite e notorietà, grazie all'album d'esordio Body Music (TriAngle /Island) il duo AlunaGeorge viaggia ormai a vele spiegate e parrebbe anche divertirsi parecchio a vedere il recente ultimo video condiviso per il brano Best Be Believing. Il leit motif è ormai noto: l'affascinante Aluna che si dimena in una danza spigliata e coinvolgente, questa volta all'interno di un ospedale psichiatrico, ed il timido George Reid a fare l'usuale comparsata indolore.






tWO // Pure Bathing Culture - Dream The Dare

Uno tra gli esordi più convincenti e discreti di questo 2013 è sicuramente quello dei Pure Bathing Culture con Moon Tide (Memphis Industries/Partisan) che oggi ci regala anche il video per quella che ha nostro avviso rimane la traccia più emozionante dell'album, Dream The Dare. Il clip è caratterizzato da una animazione in stop-motion in cui attraverso gli occhi di un corvo in volo apprezziamo mirabili paesaggi immaginari...






oNE // Anna Calvi - Sing To Me

Quasi in concomitanza con la pubblicazione del nuovo album, One Breath, Anna Calvi ci fa dono del video per quello che diventa il secondo singolo dopo Eliza, ovvero Sing To Me. Sono una splendida sequenza di fotogrammi, sotto la direzione di Emma Nathan, a ritrarre la bella cantante nata da padre italiano attraverso i caldi e suggestivi scorsi del Messico e ad aumentare in noi il desiderio di fuga verso il paese dell'America Settentrionale... Per la cronaca Anna Calvi sarà in Italia  con ben 4 date (Torino, Bologna, Roma, Brescia) tra il 21 ed il 25 febbraio.





mercoledì 11 settembre 2013

COMING SOON // A novembre il quarto album dei Cut Copy, Free Your Mind


L'estate ha ormai i giorni contati anche se la band elettronica dei Cut Copy sembra non darle grande peso. Il prossimo 5 novembre gli australiani pubblicheranno attraverso l'usuale etichetta Modular Recordings il nuovo lavoro, Free Your Mind, il quale, a detta degli stessi autori si ispira alla sensazione di libertà che provarono sulla propria pelle nelle Estati dell'Amore del 1988/89. Registrato nella terra natìa, prodotto da Dan Whitford, membro della band e mixato da Dave Fridmann (già al lavoro con Flaming Lips e Tame Impala), il disco vanta già un primo singolo che porta il titolo dell'album il quale, non deve sorprendere, irradia calda luce balearica da ogni lato...





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sabato 3 agosto 2013

Saturday Indie Pills // Week 31.13


NEW SONG // Cut Copy - Let Me Show You

Se la settimana passata abbiamo potuto godere di un inatteso assaggio di Let Me Show You grazie alla generosità di uno dei 120 fortunati che ha acquistato la copia 12" del brano, messo in vendita senza preavviso durante il Pitchfork Music Festival di Chicago, ora è la stessa etichetta Modular Recordings a condividere il brano della band australiana Cut Copy, con tanto di video ipnotico, al punto da risultare sconsigliata la visione ad un pubblico potenzialmente fotosensibile...









NEW VIDEO // Ariel Pink and Jorge Elbrecht - Hang On To Life

Se non vi è ancora giunta notizia sappiate che Ariel Pink e Jorge Elbrecht dei Violens hanno unito le forze per registrare un nuovo singolo interbanda. Il primo brano frutto del neonato progetto a quattro mani è Hang On To Life che si presenta già dotato di un proprio clip diretto da Alejandro Cardenas e dallo stesso Elbrecht. Protagonisti i due artisti che si esibiscono avvolti da quella atmosfera sfumata tipica dei video dei primi anni ottanta...








NEW SONG // The Weekend - Love In The Sky

The Weeknd prosegue la sua campagna promozionale snocciolando anticipazioni sul prossimo imminente album, Kiss Land, che verrà distribuito tra poco più di un mese, a partire dal 10 settembre (XO/Republic). Dopo il brano che da il titolo al secondo album (Kiss Land) ed al più recente Belong To The World, giunge adesso Love In The Sky in cui Abel Tesfaye torna a far mostra dell'assoluto dominio di quel drammaticismo misto sensualità marchio di fabbrica registrato già da tempo.








NEW VIDEO // Omar Souleyman - Wenu Wenu

Nonostante la presenza nel recente Primavera Sound è facile pensare che quella di Omar Souleyman sarebbe proseguita come una presenza più folkloristica che discograficamente rilevante. Invece, per motivi invero in parte ignoti, a mettere le mani sul nuovo album di OS è stato niente meno che Kieran Hebden aka Four Tet in veste di produttore. Risultato? Ecco a voi Wenu Wenu, canzone che da il titolo all'album in uscita il 22 ottobre attraverso Ribbon Music. Per facilitare l'ascolto anche un lyrics video che renderà il testo leggermente più comprensibile...






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