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venerdì 15 gennaio 2016

PS16 // I certi ed i quasi certi del Primavera Sound 2016. 16 nomi ad un passo


Ancora traumatizzati dalla recente inattesa perdita, spesso associata al Primavera Sound, non ci resta che gettare il cuore oltre l'ostacolo e dedicare la nostra attenzione al cartellone della stagione 2016 che mai prima d'ora si era fatto attendere tanto.
L'elenco dei nomi certi, o quasi, che vi presentiamo sono frutto delle voci, più o meno autorevoli che si sono espresse a riguardo, canali ufficiosi come la meravigliosa pagina facebook italiana dedicata all'evento, uno studio ormai decennale sul modus operandi degli organizzatori del Primavera Sound, condito da un po' di stalking, una infarinatura di astrologia e giusto una grattatina di, voi sapete cosa, per scaramanzia...


PJ Harvey - 100%

Certa tra le certe. Le voci di corridoio non lasciano dubbi così come le date della sempreverde cantautrice britannica già confermata da tempo nel cartellone del The Field Day nonchè attualmente unica presenza confermata al We Love Green 2016 di Parigi che si terrà lo stesso weekend del nostro festival. Potete incominciare con il ripasso...






LCD Soundsystem - 95%

I meno certi tra i certi ma onestamente, dopo l'annuncio della loro presenza al Coachella, quella leakata al Bonnaroo, l'intervista strappalacrime ed entusiasta di James Murphy, la tracotanza di Gabi e compagnia bella... qualcuno davvero si immagina un Primavera Sound senza gli LCD Soundsystem? Io certo no.






Sufjan Stevens - 98%

In realtà sarebbe uno di quei nomi da un paio di punti percentuali in più ma in questo caso la scaramanzia la fa da padrona e la conferma non ufficiale viene in parte frenata dall'incredulità di poterlo rivedere a soli 9 mesi dallo splendido e toccante live dell'Auditori. La conferma al Coachella e Sasquatch! oltre agli ottimi rapporti con l'entourage del PS lo rendono più reale, probabilmente in una versione meno teatrale e più festivalera.






Animal Collective - 100%

I grandi classici anche in questa edizione non mancheranno e così avremo (o avrete, io con gli AC ho già dato) anche quest'anno la possibilità di apprezzare Noah Benjamin Lennox dopo il meraviglioso live della stagione passata sotto le vesti di Panda Bear. Il menù prevederà la presentazione del nuovo album Painting With, atteso per la prima metà dell'anno in corso.






Battles - 100%

A distanza di un anno ecco di nuovo qua il trio newyorkino. Ma questa volta, per loro stessa ammissione le cose verranno fatte per benino ed invece dell'Hidden Stage eccoli alle prese con un palcoscenico degno (nuovamente Rayban, 5 anni dopo?). Più interviste così renderebbero il nostro "lavoro" più semplice e l'attesa meno sofferta...





Explosions in the Sky - 100%

Non ci dilungheremo sulle fonti più di quanto precedentemente fatto ma in questo mondo bisognerà pur fidarsi di qualcuno. Se poi la settimana si apre con l'annuncio del nuovo album The Wilderness in uscita il primo aprile (no, non è uno scherzo) ed accompagnata dalla splendida Disintegration Anxiety ecco che allora la conferma è servita. Congetturando direi che se li attenderete dinnanzi allo stage ATP probabilmente non sbaglierete luogo...






Tame Impala - 97%

Probabilmente, indipendentemente dai gusti, una tra le band che meglio si (e ci) identifica con il Primavera Sound. Come attitudine, offerta musicale e, cosa non da poco, cache.. La previsione fatta per l'edizione 2013 si rivelò più scontata che fortunata. Per questa edizione poche conferme ma un gran sorriso ogni qualvolta Kevin Parker viene interpellato sulla propria presenza alla kermesse catalana. Tour americano al via il 9 giugno; il caso non esiste.






Tortoise - 100%

E' la webzine Binaural a confermare la presenza della storica post-rock band di Chicago attraverso uno stralcio della recente intervista a loro concessa dovuta all'annuncio dell'imminente nuovo album The Catastrophist. Beate falle del sistema...






Beach House - 100%

Dunque ricapitoliamo: amici del festival da sempre, due concerti all'Apolo (sold out) quest'autunno, due splendidi album da presentare al grande pubblico, due date in Francia il 1° e 7 giugno, sipario sul tour americano a maggio. Non confermati, di più.





Deerhunter - 100%

Buona parte del discorso fatto per il duo statunitense Victoria Legrand Alex Scally qui sopra potremmo ripeterlo per Bradford Cox e compagnia bella. Qualche data in meno a ridosso del festival per il momento ma un Field Day che da sicurezza e poi soprattutto... davvero vi immaginate un Primavera Sound senza i Deerhunter nell'anno in cui presentano il nuovo album? Piuttosto dovreste chiedervi se questa volta faranno solo una data...






White Fang - 100%

Non certo il nome che farà girare la testa a tutti ma dato che ce li danno per certi perchè non inserirli a far gioire anzitempo i fans della punk-band from Portland?






Grimes - 98%
Il classico nome che non può mancare e che non si farà attendere. Ampiamente appoggiato da Pitchfork dovrà trovarsi un altro palcoscenico perchè a differenza del 2012 non si presenterà più come rivelazione ma già come una realtà (o Realiti) consacrata...






Ty Segall & The Muggers - 100%


Dopo il massivo tour americano che ha avuto inizio proprio questa settimana sarà la volta della gita europea che porterà, dubbi non ce ne sono, Ty Garrett Segall e compari anche sul palco del Primavera Sound dove presenteranno l'imminente nuovo lavoro, Emotional Mugger.






Youth Lagoon - 98%

Il lungo tour invernale porterà il giovane talento statunitense Trevor Powers a toccare anche Finlandia e Repubblica Ceca ma non la penisola iberica. Con gli albori della primavera il ritorno in patria ma a giugno figura già nel cartellone del Field Day che per noi vale una conferma e l'esordio anche per lui nel cartellone del Primavera Sound versione 2016






Kurt Vile - 98%

+ Sasquatch (27-30/05) - The Governors Ball (3-5/06) = Primavera Sound (1-4/06)
La matematica è una scienza esatta






Empress Of - 98%

Uno tra i debutti dell'anno, caldeggiata dallo sponsor Pitchfork ed autrice di uno tra i live più intensi del Primavera Club, Lorely Rodriguez assaporerà questa Primavera anche il fratello più grande del festival autunnale. Palcoscenico già scritto, probabilmente in contemporanea con un Big...







lunedì 5 gennaio 2015

NEWS // 10 band che ci hanno lasciato in questo 2014 (e che ci mancheranno)




In un 2014 comunque prezioso musicalmente parlando un piccolo spazio va indubbiamente dedicato anche a chi ci ha lasciato ponendo fine (per i motivi più disparati su cui non vogliamo soffermarci) a lunghe e proficue e talvolta amate collaborazioni. L'anno appena trascorso ha in tal privato di meravigliose relazioni musicali che vogliamo ricordare qui di seguito sottolineando le 10 a cui più eravamo legati e che, a parte l'ultima presentata (annunciati e cancellati nel 2012), hanno solcato in diversi periodi il palco del nostro adorabile festival catalano... Chissà che un giorno non si possa anche per loro parlare de reunion...


Crystal Castles





The Knife





Darkside





The Rapture





Death Grips





Vivian Girls    (PS09)





Klaxons    (PS07)





Dirty Beaches





Orbital





Guided by Voices




lunedì 23 giugno 2014

NEW SOUNDS // Onirico e sognatore il progetto dream-pop elettro dei Corbu


Non c'è disciplina che non abbia avuto i propri sognatori in grado di cambiare un semplice lavoro da laboratorio in Arte. Anche l'architettura, per millenni schiava delle proprie (meravigliose) regole, ha avuto ad inizio '900 le sue menti illuminate in grado di rompere i ponti con il passato e capaci di mettere, non solo su carte, idee in grado di rivoluzionare il corso degli eventi. Tra questi in franco svizzero Charles-Edouard Jeanneret-Gris, noto come Le Corbusier, celebre per aver mixato le proprie fantasie ai bisogni sociali dell'uomo medio. Corbu, progetto indie-pop/elettronico a 5 teste rende omaggio proprio a questo avvenirismo con il proprio frontman Jonathan Graves fin da piccolo architetto del proprio mondo fatato ad accompagnare parallelo il binario cosciente e reale. La trasposizione musicale non poteva quindi distaccarsi troppo da tale approccio caratterizzato però da una sfumatura più cupa, a tratti inquietante. La band di Brooklyn, completata da Todd Hoellerman (batteria e tastiere), Amanda Scott (synth e percussioni), Julian Ferraldo (chitarra), Brian Murphy (basso e tastiere) debutta in versione EP questa primavera con la title-track We Are Sound che conquista persino Zane Lowe che la fa esordire a fine gennaio attraverso la sua prestigiosa vetrina sulla BBC Radio. Per gli amanti dei paragoni, immediati i primi accostamenti al Geogaddi dei Boards of Canada e più in generale al lavoro di Panda Bear ed Animal Collective anche se c'è chi azzarda per quella venatura malinconica ed ipnotica ad affinità Slowdive-iane. Forse un po' a prenderne le distanze Graves descrive i lavori come influenzati dall'amore infantile verso la natura e la fantascienza, con un alone di spiritualità laica latente. Il lavoro dei Corbu intanto prosegue serrato e quest'estate ci regalerà un nuovo EP anticipato dalla traccia Believe The Lie che giunge accompagnato, quasi a manifesto del progetto, da un video animato che travalica l'onirico e che ci trascina in un mondo alieno e a tratti ombroso ma che nasconde, così come il synth della band, indubbie potenzialità ancora da esplorare...









lunedì 24 febbraio 2014

Road To Primavera // Television performing Marquee Moon


Sabato 31 maggio 2014

Genere: Punk-Rock, Rock Psichedelico
Performing: Marquee Moon (Elektra), 1977
Nazione: U.S.A.


Dopo le performance del 2013 delle Breeders con Last Splash ed i Postal Service con Give Up, ecco che a distanza di un anno, per il Primavera Sound 2014, salirà sul palco un'altra opera monografica, ossìa la pietra miliare Marquee Moon dei Television
Primattori del punk rock newyorkese degli anni settanta, I Television nascono nel 1973 dall'incontro tra Richard Lloyde e Tom Verlain, dopo che quest'ultimo concluse l'esperienza con i Neon Boys. Dal 1974 divennero tra i mattatori principali dell'attività live del CBGB, il locale al centro della nuova generazione di musicisti underground newyorkesi e laboratorio della new wave in cui figuravano Patti Smith, i Talking Heads, Blondie ed i Ramones. Questo importante palcoscenico consentì loro di catturare le attenzioni di Brian Eno, e nel 1976 di firmare un contratto con l'Elektra Records dopodichè iniziarono le registrazioni del primo album, fulcro dell'esibizione di Barcellona, che venne pubblicato nei primi mesi del 1977, periodo che vedeva salire sempre più alla ribalta anche Clash e Sex Pistols.
La poesia elettrica di Marquee Moon diventerà il manifesto proto post punk della Grande Mela: esso riflette le influenze dei membri della band, e segnerà un capitolo fondamentale della storia della musica incoronando Tom Verlaine, che scrisse tutte le canzoni, e Richard Lloyd come i nuovi re della chitarra. Coprodotto da Andy Johns, il disco che contiene e combina temi urbani e notturni, è caratterizzato da un suono pulito e da una strumentazione definita di una precisione clinica. C'è chi si è spinto nel definirlo solo "una grande canzone dopo l'altra" in cui Verlaine e Lloyd interconnettono le loro chitarre tra percussioni e linee di basso. Il riff su cui è imperniata See No Evil si cuce perfettamente alla melodia, l'epica title track è un pezzo progressive- rock dal sound rock alternativo con assoli di prim'ordine, ed insieme a Torn Curtain è considerta la più jam-oriented, mentre Guilding Light è la canzone d'amore scritta da Verlaine più ben riuscita. Da segnalare anche la copertina dell'album realizzata dal grande fotografo Robert Mapplethorpe.
Pochi giorni dopo la loro performance in Catalunya saranno in Italia dove suoneranno all'Alcatraz di Milano il loro album d'esordio martedì 3 giugno. La line-up che calcherà i palchi sarà composta dal leader Tom Verlaine, Jimmy Rip (chitarra), Fred Smith (basso) e Billy Ficca (batteria). Mancherà all'appello il former member Richard Lloyd che la lasciò nel 2007.
I Television sono alle prese con la realizzazione di un nuovo album di inediti, che sarà il quarto della loro gloriosa storia.


by Sigu         





giovedì 23 gennaio 2014

B-Side // Gli Elephant: poche tracce, grandi premesse


Solo cinque canzoni vere e proprie all'attivo, ma gran parte delle riviste del settore più o meno autorevoli hanno dedicato loro uno spazio. Le cose sono due: o sono veramente molto bravi oppure l'ufficio stampa della loro etichetta ha fatto un lavoro grandioso. L'atmosferico duo dreamscape degli Elephant è nato dall'incontro avvenuto a maggio del 2010 a Londra tra la cantante e tastierista Amelia Rivas e Christian Pinchbeck (chitarra, computer) durante il loro percorso di studio. Poichè la nostra rivista tratta anche il gossip, parrebbe che tra i due ci sarebbe stato del tenero ed i testi siano autoreferenziali. I loro brani subiscono le influenze degli anni 60 e la loro melodia pop retrò risulta sempre un po' malinconica. L'ultimo di questi giorni Elusive Youth è più pop, gira più veloce e profuma più di fresco rispetto ai precedenti Shapeshifter e Snowday con la voce dell'interprete perfettamente cucita all'armonia, ed è da considerarsi un assaggio molto invitante del prossimo album in arrivo via Memphis Industries sulla cui data non v'è certezza ma indubbiamente una particolare attesa.

Sigu              





lunedì 16 dicembre 2013

B-Side // Tra i volti nuovi oggi spazio ai Secret Colours


I Secret Colours sono un gruppo di Chicago nato nel 2010 che dischiarano di ripercorrere il linguaggio sonoro psichedelico degli anni '60 e quello britpop degli anni '90. All'attivo hanno due full-lenght, Secret Colours e Peach, in mezzo ai quali si sono frapposti gli Ep Tomorrow Never Knows, In The Absence, Follow the Drone, Ep3.
Formato da 5 membri capitanati da Tommy Evans & Justin Frederick costantemente impegnati ad innovare il loro suono, a partire dal 2012 il collettivo ha suonato con Ringo Deathstarr, Elephant Stone, Spindrift, Asteroid # 4, i Raveonettes, The Night Beats, ed i Warlocks. Inoltre hanno lavorato con il produttore Brian Deck (Modest Mouse, Gomez, Sage Francis, Iron & Wine) per realizzare Peach, rilasciato il 28 maggio 2013. Il secondo album degli americani segue il debutto omonimo risalente al 2010. Peach è considerato un prodotto più lucido se rapportato a quello precedente e viene attribuito loro un affinamento del suono all'interno di una quadra che la band ha trovato sul tipo di chiarezza estetica.
Aperto con l'energica Blackbird (Only One) già in Freak rieccheggia la voce del cantante Tommy Evans proveniente da un'ambiente nebuloso. Il linguaggio sonoro con cui si presentano pone il giusto equilibrio tra Britpop e psichedelico in Euphoric Collisions; la componente dream rimane viva in World Through My Window, mentre con Legends of Love si alza il ritmo. Blackhole è una traccia costruita su un semplice assolo di chitarra ed aumenta con il passare dei secondi il livello di acidità ed è forse la più interessante. Segue la cavalcata shoegaze della title-track, il ritmo martellante ed esplosivo di Faust, i riff semplici ma di impatto di My Home Is in Your Soul,  la ballad rappresentata da Love Like a Fool che conferma la bassa melodia vocale.
Ora la band si è affidata a Dan Duszunski per due venturi EP, Positive Distraction Part I e Positive Distraction Part II, che a sentire dal primo singolo It Can't Be Simple appaiono più perforanti e luminosi del caliginoso psych-pop dell'album precedente. 

by Sigu            







mercoledì 9 ottobre 2013

PS14 // I 50 nomi più caldi per il Primavera Sound 2014




Con buona parte della line-up già definita e custodita nella mente di Gabi Ruiz e negli hard-disk super sigillati di pochi stretti collaboratori a noi non resta che attendere fine gennaio prossimo per la replica del Gala che ci svelerà (quasi) tutti i nomi che calcheranno i palchi del Parc del Forum di Barcelona. Ciononostante, facendo tesoro delle passate edizioni, in considerazione delle recenti e future pubblicazioni possiamo permetterci di azzardare 50 band (headliners escluse a parte Modest Mouse ed i quotatissimi Fleetwood Mac) in odore di Primavera Sound 2014. Eccole raccolte nella nostra playlist...







venerdì 10 maggio 2013

PS13 // Il programma di Primavera Indiependente


Ora che il programma è stato ufficializzato e risulta definitivo a meno di piccole modifiche dell'ultima ora, parte l'entusiasmante quanto sofferto momento dedicato a stilare la scaletta di ciò che presumibilmente si intederà godere incrociando gusti condivisi, orari e logistica, con tanto di piano B per non rimanere disorientati al primo inconveniente. Ormai l'esperienza non manca ed il Forum sebbene con qualche piccolo cambiamento nella planimetria e nella disposizione degli stage, non ha più segreti. Anche agevolati dall'utilissimo anzi, indispensabile, Clashfinder (il programma di Primavera Indiependente) queste sono le scelte che abbiamo adoperato non senza che le immancabili sovrapposizioni turbassero le nostre avidissime pretese...



Mercoledì 22:

Niente inconvenienti almeno in apertura e giornata dedicata a scaldare i muscoli ma già con un'offerta più che interessante. Arrivare all'evento gratuito del Forum per assaporare i Guards sebbene non autori di un esordio memorabile per poi godere di una delle chicche del festival, The Vaccines, inseguiti dall'esordio e finalmente a nostra disposizione. Certo Come Of Age non è il seguito che ci saremmo attesi ma l'esordio meritava di essere impreziosito con un live... Finale danzereccio con il synth-pop dei baschi Delorean che forse ci offriranno qualche nuova traccia di un album che tarda a dare notizie di se. Difficilmente l'Apolo avrà ancora spazio per noi quindi classica tappa al Pim Pam e poi a recuperare le fatiche del viaggio.



Giovedì 23: 

La tre giorni ufficiale non lascia scampo ed alle 18.25 già a lustrarsi le orecchie con lo splendido dream-pop di Wild Nothing fingendo che Poolside non stia suonando altrove. A seguire, nel lontano Pitchfork ecco la sorprendente band al femminile Savages giocarsela con i toscani Blue Willa nell'affascinante scenario Adidas Originals. Nessun dubbio su Tame Impala, noi ci saremo per godere di una tra le sorprese più piacevoli della stagione passata ed assaporare le onde psichedeliche che la band australiana rilascerà. La fresca voce (già prestata a Disclosure e SBTRKT) di Jessie Ware batte i colossi Dinosaur Jr: troppo forte il desiderio di qualcosa di nuovo. Sebbene i Deerhunter abbiano già avuto l'onore di deliziarci, non vederli in versione Monomania risulta una grossa scocciatura ma l'evento The Postal Service risulta obiettivamente imperdibile. Lo avremmo barattato con Grizzly Bear che in ogni caso ascolteremo volentiere ma con entusiasmo contenuto o probabilmente riservato ad uno degli "eventi" principali. Infatti tornano i Phoenix attesi per molto tempo: grandi aspettative nonostante un Bankrupt! abbastanza anonimo. La nottata dance sperata non ci sarà perchè a parte una mezz'ora degli amati Fuck Buttons, l'esibizione della band parigina ci priverà dei "live" di Simian Mobile Disco e, soprattutto Four Tet... Meglio non pensarci e fare rotta verso Animal Collective nella speranza ribaltino la non eccellente performance di due anni fa'. Il finale è con l'idolo di casa, quel John Talabot già visto e rivisto ma che non faremo fatica a riassaporare...



Venerdì 24:

Altro giorno ed altra levataccia ma il rock-folk di Kurt Vile è davvero imperdibile soprattutto dopo l'incredibile recente album. A seguire ci sarebbero realtà interessanti quali Merchandise e Peace ma noi opteremo certamente per la musica di casa nostra con i poliedrici Honeybird & The Birdies (di cui parleremo a breve) sempre nella cornice dell'Adidas Originals. Ad attenderci ora una vera maratona con gli attesissimi Django Django, il ritorno di The Breeders che ci faranno rivivere i fasti di Last Splash ed a seguire una scelta alternativa ma che certamente ci ripagherà con i Local Natives preferiti a The Jesus and Mary Chain che hanno ormai perso l'appeal di un tempo. Ora viene il difficile perchè Daughter (Vice), meravigliosa sorpresa di questo 2013 non si può proprio perdere ed il vicino Doldrums (Pitchfork) il cui live vendono molto bene potrebbe almeno in parte privarci di un James Blake fresco di album. Si vedrà... Nessun dubbio a seguire. Blur. Non perderemo il controverso live del duo The Knife, giusto per dire, "io c'ero" e poter esprimere un giudizio con cognizione di causa e poi finale da dancefloor ripartito tra Daphni, in versione dj set, ed i giovanissimi e già trendy Disclosure.



Sabato 25:

Il sabato ha una partenza al limite del proibitivo con la splendida esibizione del progetto Pantha Du Prince and The Bell Laboratory relegati all'auditorium alle ore 16... Nel caso le forze ci accompagnassero a seguire toccherà al folk sperimentale di Mount Eerie. La vera giornata inizia alle 19.30 con il fastidioso incrocio tra Melody's Echo Chamber dalle sonorità (e non solo) parkeriane ed i nostri compaesani Foxhound (Originals Adidas) autori con Concordia di un album d'esordio di grande impatto. Un salto nel recente passato con le splendide melodie dei Band of Horses, con la speranza di vedere Mac DeMarco esibirsi al Parc De La Ciutadella e poi un po' di tregua per ricaricare le energie. Forse Thee Oh Sees, forse no. Sicuro l'esuberante live di Dan Deacon. Altra perdita notevole Phosphorescent, autore dello splendido Muchacho. A sopperire l'assenza della splendida melodia di Song For Zula dovranno pensarci l'accoppiata from New York City, The Babies e poi, ancora più attesi, l'altro fenomeno del 2012, Liars autori con WIXIW di un album da urlo. Questo è ancora niente perchè a farci impazzire saranno certamente i Crystal Castles che faranno passare in secondo piano, non senza un velo di tristezza, il ritorno dei My Bloody Valentine e l'acclamato live di Scuba. Un salto a gustare uno dei prodotti locali, Headbirds e poi ecco un altro grande evento con Hot Chip le cui performance non hanno bisogno di presentazione. Non sarà probabilmente uno spettacolo intero perchè The Suicide Of Western Culture (Vice) risultano un richiamo troppo forte a vanno goduti per intero. Se resterà tempo Dj Koze lì a due passi (Pitchfork) e poi "gran" finale con il dj di casa ossia Dj Coco che pare finalmente pronto ad offrirci un prodotto degno. Chi vivrà (se...) vedrà...


Nessuna pretesa per la domenica anche se la presenza dei Deerhunter di Bradford Cox alla Sala Apolo potrebbe ancora risvegliare qualche languorino...








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