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martedì 13 maggio 2014

REVIEW // Aprile 2014


E' innegabile che l'approssimarsi del Primavera Sound ci rubi tempo da dedicare alle nuove uscite a favore degli approfondimenti di rito, delle rivalutazioni in corso d'opera o delle scoperte dell'ultimo secondo (sempre meno col passare degli anni). A rendere meno impervia l'opera tuttavia, ci viene incontro una prolificità che ad aprile, nonostante il soddisfacente Record Store Day, ha lasciato un po' a desiderare... Le premesse erano state ottime con il ritorno del noise-rock di Dylan Baldi che trascinava i suoi Cloud Nothings ad una graditissima conferma con Here And Nowhere Else cui non abbiamo risparmiato lodi sebbene probabilmente un gradino sotto a quel crack che fu Attack on Memory. Da un estremo all'altro ma con esiti quasi analoghi abbiamo affrontato l'esordio del dj e produttore norvegese Todd Terje, capace con It's Album Time, di incanalare tutto il repertorio nu-disco carico di influenze etniche in un formato quasi teatrale. Senza neanche perdere tempo a pensarci iniziamo le nostre considerazioni da Damon Albarn, giunto finalmente a quel passo che studiava da tempo, che completamente scorporato dal progetto Blur ci regala con Everyday Robots (7) un lavoro profondamente intimo costituito da canzoni minimaliste interconnesse tra loro attraverso richiami musicali comuni, la voce più profonda del signor Albarn, piano e ritmo di natura sintetica. Ai singoli Lonely Press Play e la title track che rispecchiano l'aria malinconica dell'opera fa da contraltare l'isolata solarità di Mr. Tembo e l'unica traccia realmente riconducibile al quartetto brit-pop, Heavy Seas Of Love. Il primo singolo della cantautrice EMA, Satellites, aveva fatto annusare aria di capolavoro ed una svolta più elettronica e meno devota a rock e punk. So Blonde seconda traccia ed antipasto riprendeva il filone punk anche se in maniera non troppo convinta. 3Jane ci colpiva invece dritti nell'anima e riaccendeva la speranza che però rimaneva tale proprio per l'incostanza di un The Future's Void (7) che ci restituisce una Erika M. Anderson ancora tormentata ma non ugualmente ispirata. In un aprile non memorabile non poteva certo sfuggire il ritorno dei Thee Oh Sees. Non il miglior album della a dir poco prolifica band californiana ma sufficiente ad allietare i pomeriggi di chi aveva creduto in un periodo di riflessione a tempo indeterminato. Drop (6,5) cavalca senza stravolgimenti le produzioni precedenti passando dal vecchio fragoroso garage (Encrypted Bounce), allo psych-pop (Drop, King's Nose) senza privarsi qualche sortita synth-kraut-space-rock (Penetrating Eyes)... Un altro livello quando si parla di Afghan Whigs che ritorna dopo 16 anni con Do To The Beasts (7,5) come se mai ci avessero abbandonati nonostante qualche cambio nella formazione (a differenza di un altro ritorno di cui parleremo successivamente). Energica e muscolare, la formazione di Cincinnati ci offre un'opera dalle tonalità eterogenee ed una ritmica che passa dalla ferocia di Parked Outside alla leggerezza di Algiers fino a raggiungere la catarsi con Can Rova... Chi ultimamente non ci fa mai attendere troppo per una nuova opera è il prolifico cantautore canadese Mac DeMarco che ritroviamo con Salad Days (7) in una versione certamente più matura quanto a tematiche e con brani di sicuro impatto quali la title-track, Passing Out Pieces o Brothers ma che nonostante l'approccio divertito ed un esito in ogni caso positivo incomincia già a mostrare ripetitività nella formula. Difficile immaginare un terzo album senza una decisa virata. Virata che in qualche maniera ha coinvolto il duo Wye Oak che abbandonano le sonorità folk quasi puriste di Civilian (2011) a favoro della nuova onda synth certo sospinta dal side-project di Jenn Wasner che proprio lì basa tutta l'esperienza Dungeonesse. Shriek (7) ne esce comunque bene e la nuova direzione gli fornisce il giusto appeal come si evince dall'ottimo secondo singolo Glory, dalla title-track nonchè dalla eterea ed avvolgente Sick Talk. Con l'avvento di Little Fang ci eravamo fatti l'idea che Avey Tare degli Animal Collective (all'anagrafe Dave Porter) si apprestasse con l'ausilio di Angel Deradoorian (ex Dirty Projectors) e Jeremy Hyman (ex Ponytail) sotto il nome di Avey Tare's Slasher Flicks, a dare alla luce uno tra gli album più luminosi dell'anno. La realtà ci dona con Enter The Slasher House (6,5) un prolungamento alla fine positivo del main-project ma privo di ulteriori scossoni. Non cercavamo scossoni ma rimaniamo ugualmente colpiti dal secondo album del corista e percussionista dei Bon Iver, S.Carey, che dimostra maturità ed audacia con un sophomore, Range of Light (7,5) che non tarda ad immergerti, alternando e miscelando folk e musica neoclassica, negli stessi paesaggi tipici del main-project variando solo in intensità dalla più burrascosa Crown of Pines alla più tenue Glass/Film.
Tra le sorprese, la nota più lieta giunge dal trio Fear of Men il cui LP di debutto Loom (7,5), che forse non esalterà gli pseudo-critici alla ricerca di sonorità di nicchia ma certo risulterà uno dei più ascoltati per la sua freschezza ed immediatezza. Il dream-pop che trova le sue radici nei Cocteau Twins risente a tratti anche dell'influsso dei primi Cranberries mantenendo in ogni caso la propria peculiarità dando vita a diverse gemme in grado di far splendere l'opera come il singolo Green Sea, che risulterà certamente nella classifica delle migliori tracce del 2014, o Waterfall, Descent, Seer che per resa non si discostano più di tanto. Con il debutto degli Ought viviamo più o meno le stesse sensazioni anche se in un universo parallelo come quello del post-punk dalle venature spigolose. More Than Any Other Day (7,5) sorprende per l'immediatezza delle tracce che risultano fresche nonostante un terreno battuto a più riprese e che viene impreziosito da un capolavoro quale Habit e diversi brani che al cospetto non sfigurano, tra tutti Pleasant Heart, la quasi title-track Today More Than Any Other Day e The Weather Song. A privare il debutto dal titolo di Best New la ripetitività del prodotto che risulta oltremodo omogenea, fermo restando i meriti già citati soprattutto in considerazione della lunghezza medie delle tracce che sfiora i 6 minuti. Altro discorso per l'ombrosa figura di SOHN che nonostante i tentativi di farlo apparire portatore di nuove idee ci presenta con Tremors (6) un debutto che ondeggia si tra synth-pop e soul elettronico ma che risulta altresì, a larghi tratti piatto e rinvigorito appena nella fase centrale dai due brani più noti, Artefice e Bloodflows. Teniamo per ultima la delusione più fragorosa con il ritorno chiaramente forzato dei Pixies che non paghi della serie di EP (1,2 e 3) non propriamente lodati, gli riuniscono in un'unica opera, Indie Cindy (5,5) cui non ci sentiamo, per rispetto, di aggiungere nulla.





(Marzo)              (Maggio)           

mercoledì 26 marzo 2014

STREAM // Ascolta in anteprima Range of Light, il nuovo album di S.Carey dei Bon Iver




Dopo un paio di giorni di esilio forzato finalmente esce dai confini nord americani lo streaming integrale del nuovo album di S.Carey (dove S, almeno all'anagrafe sta per Sean), storico collaboratore di Bon Iver. Range of Light che raggiungerà i negozi di dischi il prossimo primo aprile via Jagjaguwar è dunque da oggi disponibile in anteprima grazie alla preview offerta attraverso la testata web del New York Times. Dategli una chance perchè la merita davvero...





venerdì 21 marzo 2014

BEST VIDEOS // I migliori 5 video della settimana (W12)





fIVE // Black Lips - Justice After All

Il nuovo album dei Black Lips ha visto la luce proprio questa settimana e per festeggiare il ritorno della garage band della Georgia ecco il video per Justice After All, brano ovviamente estratto da Underneath The Rainbow. Ai registi Andy Capper e Danilo Parra il compito di filmare la band tra concerti e le strade della loro città Natale...






fOUR // Neneh Cherry - Out of the Black feat. Robyn

Prodotto da Four Tet il nuovo positivo album di Neneh Cherry, Blank Project, vanta anche la rimarchevole collaborazione di Robyn per la traccia Out Of The Black, non a caso una tra le migliori dell'intero album. Non stupisce quindi che la traccia abbia meritato l'onore di un video ad hoc opera del visual artist Dario Vigorito, noto come 241-24-7, in cui fotogrammi dell'immaginario urbano collettivo si fondono con quelli delle due artiste svedesi...






tHREE // Chromeo - Jealous (I Ain't With It)

Mentre a piccoli passi si avvicina il ritorno del duo elettrofunk canadese Chromeo previsto per il 12 maggio con White Women, David Macklovitch e Patrick Gemayel proseguono l'attività di promozione condividendo un nuovo video dopo quello del singolo Come Alive in cui compariva anche Toro Y Moi. Ora le luci della ribalta spettano a Jealous (I Ain't With It) che vede lo stesso Dave protagonista nella parte di un prete geloso...






tWO // Kishi Bashi - Philosophize In It! Chemicalize With It!

Abbiamo assaporato una prima versione di Philosophize In It! Chemicalize With It! lo scorso agosto quando il cantante e violinista sperimentale Kishi Bashi rilasciava la traccia come singolo. Ora in occasione del futuro nuovo album Lighght torna in versione rivisitata ed accompagnata da un visual video davvero suggestivo in cui la spensieratezza e la gioia del brano viene catturata totalmente...






oNE // S. Carey - Crown The Pines

S. Carey noto meglio come membro dei Bon Iver sta cercando di ritagliarsi un posto tutto suo anche in versione solista e se il debutto del 2010 sembra non averlo ancora eretto nuova stella del folk americano ora ci prova con Range Of Light in uscita il primo aprile. A rendere ancora più suggestiva una delle anticipazioni, Crown The Pines, ci pensa l'ottima direzione di Kron che immerge Carey e compagni tra colori vibranti e luci lampeggianti in maniera tanto semplice quanto evocativa.




(Week 11)                (Week 13)           

lunedì 17 febbraio 2014

COMING SOON // S.Carey dei Bon Iver torna con Range of Light


S. Carey (moniker di Sean Carey), noto per lo più come collaboratore di Bon Iver/Justin Vernon è pronto a tornare con un nuovo album che erediterà il ruolo dell'EP Hoyas del 2012. Range of Light sbarcherà in Europa il 31 marzo (il primo aprile negli Stati Uniti) attraverso Jagjaguwar. L'opera è stata registrata in Wisconsin negli April Base Studios di Justin Vernon che ovviamente offre la sua collaborazione all'interno dell'album. Il primo singolo, Fire-Scene, lanciato solo qualche settimana fa' da oggi vanta anche il video correlato diretto da Joe Baughman.



Range of Light
Jagjaguwar

01 Glass/Film
02 Creaking
03 Crown the Pines
04 Fire-Scene
05 Radiant
06 Alpenglow
07 Fleeting Light
08 The Dome
09 Neverending Fountain







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