. . . . Punto di riferimento italiano per gli amanti del Primavera Sound Festival. . .
. . Recensioni ed informazioni dal mondo indie ed alternative internazionale. . .
Si avvicina il ritorno di Simon Ratcliffe e Felix Buxton aka Basement Jaxx, il cui contributo alla causa elettronica è fermo al 2009, anno in cui uscirono in un sol colpo Scars e Zephyr. Ora, sebbene ancora non siano stati resi noti i termine del nuovo album sappiamo che questo uscirà in estate e che vanterà la traccia Unicorn che ci rivela come il tocco del british dance duo non si sia smarrito con il passare delle stagioni e la protratta inattività...
fOUR // Parquet Courts - Black and White
La punk rock band con base Brooklyn, Parquet Courts, rilascerà ad inizio giugno il nuovo album Sunbathing Animal (via What’s Your Rupture?/Mom+Pop) e dopo la feroce title-track ci fornisce un altro elemento per stuzzicare la nostra fantasia con la più compassata Black and White. Una doccia rinfrescante dopo le ustioni del primo antipasto ma senza che il già inconfondibile tocco della band di Andrew Savage ne perda in brillantezza e fascino...
tHREE // Baths - Fade White
Dopo aver scoperto che l'ispirazione e la creatività dell'artista elettronico Will Wiesenfeld, aka Baths, è più viva che mai ed in grado di produrre una perla come Ocean Death, condivisa solo la passata settimana, ora giunge conferma che il livello qualitativo abbraccerà l'intero EP omonimo dal momento che anche un'altra traccia condivisa, Fade White, dall'atmosfera inizialmente più dimessa saprà poi ammaliarci con usuali striscianti e cigolanti percussioni accompagnate dall'altrettanto radicato e sapiente falsetto...
tWO // Shamir - I Know It's a Good Thing
Da dove provenga l'house-pop dell'androgino Shamir rimane in gran parte un mistero dal momento che il materiale biografico ci aiuta fornendoci come dato solo la città di Las Vegas che non ci aiuta granchè a definire un progetto che, non bisogna essere dotati di sfera di cristallo, farà molto parlare di sè... Se il brano If It Wasn't True aveva stuzzicato la nostra curiosità ora I Know It's a Good Thing altro estratto dall'imminente EP Northside ci rapisce completamente con quest'incredibile ricetta a base di house spettrale mid-tempo funk oriented...
oNE // Sharon Van Etten - Every Time The Sun Comes Up
Completamente rapiti dalla classe di Sharon Van Etten, cantautrice nativa del New Jersey, siamo pronti ad avallare la candidatura di Are We There, in uscita il prossimo 27 maggio (via Jagjaguwar), tra i migliori album del 2014 e questo perchè dopo la splendida Taking Chances, anche la traccia finale Every Time The Sun Comes Up ha il potere di avvolgerci e tenerci al caldo con il suo lungo languido e melanconico costante lamento capace di toccare tutte le corde del nostro animo...
Il mese prossimo Robyn ed il duo Röyksopp rilascerà il mini album Do It Again, creato in collaborazione e a supporto dell'imminente tour europeo e statunitense. Dopo il classico gioco fatto di teaser ora la traccia titolare ci giunge ufficialmente grazie all'anteprima offerta dal programma di Annie Mac sulla BBC Radio 1. Nessuna rivoluzione ma la stessa carica gratificante alla base dei successi passati dei rispettivi progetti nordici...
fOUR // White Lung - Snake Jaw
Dopo il promettente primo singolo Drown With The Monster, la punk rock band canadese conferma l'intenzione di marchiare questo 2014 e ci offre un secondo roboante antipasto del venturo Deep Fantasy, in uscita il 16 giugno via Domino. Con Snake Jaw la frontwoman Mish Way mette sul piatto tutto il range di emozioni che caratterizzano la nuova opera: angoscia, frustrazione, orgoglio, il tutto con una ferocia unica...
tHREE // Movement - Ivory
Il trio australiano Movement ha capito come prenderci per la gola e dopo aver stuzzicato il nostro appetito con Like Lust ora un'altra traccia ci rende avidi nei confronti dell'imminente EP omonimo. Ivory prosegue cavalcando un'onda immaginaria sita tra trip-hop e post-rock con quel già caratteristico alone tenebroso, senza disdegnare campi apparentemente contrastanti ed arricchendo il tutto con dettagli unici come l'assolo di chitarra finale che ci rituffa indietro di 30 anni...
tWO // Jamie XX - Girl
Qualche settimane fa' spettava a James Blake, attraverso il suo programma sulla BBC Radio, l'onore di far debuttare Girl, nuova traccia di Jamie XX che ora lo stesso artista londinese condivide attraverso canali ufficiali e alla portata di tutti. La nuova meravigliosa perla uscirà il prossimo 5 maggio via Young Turks e farà parte del doppio A-side 12" Girl/Sleep Sound di cui conosciamo già anche l'altro brano...
oNE // Baths - Ocean Death
L'artista elettronico Will Wiesenfeld noto come Baths pare essersi messo d'impegno per recuperare il tempo perso a causa di una fastidioso malessere che lo ha tenuto inattivo per più di un anno successivo al suo esordio e si accinge a dare un seguito all'ottimo Obsidian della passata stagione con l'EP Ocean Death in uscita il 6 maggio via Anticon. Tra i 5 brani ci giunge ora la title-track tanto usuale nel marchio quanto atipica e meravigliosamente feroce nella ritmica.
Come se non bastasse tutto il lavoro che il Primavera Sound comporta in fase di studio, ripasso, programmazione, ecco che dopo un aprile relativamente abulico, almeno in considerazione delle attese, arriva un maggio straripante e strabordante di capolavori, conferme, sorprendenti esordi o anche solo opere di significativo valore ed in cui, di clamorose delusioni, almeno personalmente, non se ne sono registrate. Diventa arduo anche scegliere a quale album regalare la palma di miglior disco del mese dal momento che sia i Vampire Weekend conThe Modern Vampire Of The City che i Daft Punk con Random Access Memories piazzano un lavoro che certamente non farà fatica a ritagliarsi uno spazio negli annali nonchè un posto nella nostra top 10 di fine anno. Anche per l'ultimo gradino del podio regna l'incertezza in quanto sia Monomania della prolifica band dei Deerhunter sia l'innovativo cambio di rotta attuato dagli Still Corners con il synth-pop diStrange Pleasures meriterebbe il comunque ambito riconoscimento, sebbene personale e decisamente poco mainstream... Nonostante altri non siano riusciti a guadagnare una recensione personalizzata, hanno in ogni caso catturato la nostra mai paga attenzione e questa rubrica parla proprio di loro partendo come abitudine dai pilastri consolidati. Con Trouble Will Find Me (voto 7,5) probabilmente i The National si discostano un po' dall'eccellenza di High Violet mantenendo comunque vivo lo status di band apprezzata e riconosciuta per peculiarità ed oscurità dei testi. Le perle non mancano dalla ritmata Don't Swallow The Cup, all'acustica e suggestiva Fireproof, alla cupa quanto aggressiva ed allo stesso tempo riflessiva Sea of Love. C'è una canzone per ogni stato d'animo pur mantenendo lo stesso marchio di fabbrica che al sesto album risulta, forse, un po' troppo uguale a se stesso. Vera pietra miliare Primal Scream torna ad illuminare la scena dopo le ultime uscite non proprio indimenticabili. Con More Light (7) il rock psichedelico che non disdegna la componente elettronica (ed i temi politici) di Gillespie e soci riconquista il ruolo che merita. Se avete ricordi confusi degli autori di Screamadelica vi bastano le prime quattro tracce per avere il quadro completo: con 2013, River Of Pain, Culturecide, Hit Void, ecco in sequenza il repertorio groove, psych, funk, alt-rock caratteristico della band scozzese. Non sarà un baluardo ma anche Alex Zhang Hungtai, canadese ma con passaporto Taiwan, noto sullo stage come Dirty Beaches, attivo dal 2005 può dire la sua. Con Drifters/Love is the Devil(7) Hungtai espande l'universo lo-fi e post-industrial del suo primo album e lo fa atterrare in territorio al limite del cinematografico nonchè quasi esclusivamente strumentale in cui il potenziale di scrittore si equilibra perfettamente con quello dell'artista creatore di suoni eterei. Ed ora, reso il giusto omaggio ai big ecco le sorprese più gustose del mese partendo da chi il podio lo ha annusato da vicino. Il ritorno di Baths merita certo la prima menzione innanzitutto perchè tornato in salute dopo un anno a combattere una mai paga infezione e poi perchè il sophomore Obsidian(7,5) dimostra che l'infermità non ha scalfito la sua creatività. Un synth-pop largamente elettronico, lineare ma creativ,o nonchè intimo nel contenuto che vive in Miasma Sky l'apoteosi. Poi la dolcezza ricamata di Ironwork ed il suo beat un po' trascinato tra James Blake e Burial che si ripeterà nell'altrettanto piacevole Incompatible o le cavalcate di Ossuary e soprattutto Phaedra. Altra meraviglia Earth Death quasi a chiudere un album che fa dell'eccessiva linearità il suo unico cruccio. Cambiamo genere ma con esito analogo: MCII (7,5) è la seconda opera di Mikal Cronin, cantautore americano che ci affascina con il suo rock, tra alternative e garage, ma sempre marcatamente a stelle e strisce ed una traccia d'apertura, Weight, vera perla. Seguono la brillante See It My Way, rivisitazione nirvaniana in formato ballata, e la carica esplosiva quasi punk di Change che non par vero provenire dalla stessa mano della dolcissima Don't Let Me Go. E ancora, altro genere ed altro prodotto di grande effetto per il miglior esordio del mese con il quartetto al femminile delle Savages ed un Silence Yourself (7,5) che ha sbaragliato la concorrenza e dimostrato di essere tanto coinvolgente su disco quanto dal vivo (nonostante il piccolo inconveniente chitarra sul palco del Primavera). La stella rimane senza dubbio She Will manifesto post-punk della band cui seguono le immancabili schitattare di Shut Up e Husbands. Scendendo di un gradino due giovani realtà che pur con ottimi album non sono riusciti a mantenere le enormi aspettative che si erano create. Innanzitutto il duo inglese dei Mount Kimbie autori certo di un apprezabile sophomore con Cold Spring Fault Less Youth (7) ma da cui non so per quale motivo eravamo certi di poterci aspettare "il capolavoro". Home Recording seguendo il filone post dubstep (James Blake, Jamie XX) ci illumina tanto quanto ci spegne la collaborazione con King Krule sia con You Took Your Time sia con Meter, Pale, Tone. In mezzo tanto arrosto con Break Well vera chicca, così come il singolo Made To Stray ed un po' di fumo a smorzare gli entusiasmi (Blood And Form e So Many Times, So Many Ways). Stessa lunghezza d'onda con Majical Cloudz ed il suo Impersonator (7). L'esordio per il conterraneo e amico di Grimes sulla lunga distanza non porta all'atteso crack come avevano fatto immaginare gli ottimi singoli estratti Childhood's End (meravigliosa) e Bug Don't Buzz. Nel pop sintetico di Devon Welsh non manca certo classe e la voce vibra nell'aria per secondi, profonda e potente, ma nel complesso l'album appare più un serie di brani (notevoli in verità) piuttosto che un'opera. In ogni caso, fossero tutti così gli esordi... Meno attesa ed in fondo aspettative rispettate per Jenny Hval, a proposito di voci splendide e penetranti. Innocente Is Kinky (7) è il mezzo tramite cui l'artista, compositrice e scrittrice norvegese mette a nudo se stessa, veicolo introspettivo e sperimentale da cui estrarre piccole gioie per le orecchie (Mephisto In The Water su tutte, I Got No Strings, Is There Anything On Me That Doesn't Speak?) a momenti di autoanalisi nuda e cruda. Venendo ai dischi che nel complesso hanno trovato minor riscontro seppur in grado di soddisfare sufficientemente le orecchie della nostra redazione (6,5 per le ultime opere di Classixx, She&Him e Little Boots) ecco l'ultimo delle sorelle Casady, note ai più come CocoRosie. Tales Of A Glass Widow risulta una raccolta di generi ed esperienze per il duo americano ma di stanza a Parigi in cui la quantità (a livello commerciale) la vince sulla qualità del prodotto nonostante indubbi motivetti accattivanti come il primo singolo After The Afterlife o Gravediggress. Menzione particolare di questo mese per l'ottimo live pubblicato dai Justice relativo all'ultimo tour mondiale (apprezzato al Primavera Sound 2012). Access All Arenas (7,5) dimostra una volta di più, se necessario, che non può essere sufficiente indossare un'enorme testa da topo e disporre in sequenza qualche traccia più o meno accattivante per ritenersi degli artisti della scena dance....
Will Wiesenfelaka Bathsè tornato con un nuovo album. Obsidian che uscirà via Anticon il prossimo 28 maggio segue così all'album di debutto, Cerulean, datato 2010. In una recente intervista con Ian Cohen della rivista Pitchfork, Wiesenfel descrive Obsidian come più cupo e ancora più pop e hi-fi rispetto al predecessore. Una delle sue priorità, prosegue l'artista, è stata quella di creare un prodotto che fosse possibile trasporre con successo nelle esibizioni live. Ma non è tutto, ad arricchire il lancio, ecco già pronto il primo singolo, Miasma Sky, che rispecchia perfettamente quanto sopra citato, la cover dell'album, presente nel video, e la tracklist. In attesa di tappe europee Baths si accinge ad incominciare il suo tour americano dove farà da supporto anche a The Postal Service.
Obsidian:
01 Worsening
02 Miasma Sky
03 Ironworks
04 Ossuary
05 Incompatible
06 No Eyes
07 Phaedra
08 No Past Lives
09 Earth Death
10 Inter