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venerdì 21 febbraio 2014

BEST VIDEOS // I migliori 5 video della settimana (W8)




fIVE // London Grammar - Hey Now

Il giorno che comparve in rete Hey Now i London Grammar erano una band sconosciuta in cerca come tanti di notorietà. Pochi mesi dopo il brano divenne virale e lanciò il trio britannico capitanato da Hannah Reid al successo fino all'album d'esordio If You Wait ed alla recente nomination ai Brit Awards come Best British Breakthrough. Oggi del brano abbiamo anche il video caratterizzato da animazioni stop-motion tra fosche ambientazioni illuminate da sporadiche luci...






fOUR // Dum Dum Girls - Too True To Be Good

Dopo il positivo ritorno sulla lunga distanza con Too True le Dum Dum Girls continuano a spingere sull'acceleratore e presentano un secondo video dopo Lost Boys And Girls Club con Too True To Be Good. Coerente con il carattere dreamy dell'ultimo album il clip diretto da Nathaniel Brown ci offre una Dee Dee in versione onirica grazie all'uso di filtri, doppie esposizioni, dissolvenze ed il massivo utilizzo di temi floreali...






tHREE // SOHN - Artifice

SOHN, cantautore e produttore londinese nativo di Londra ma ora di stanza a Vienna si appresta al debutto sulla lunga distanza con l'album Tremor che verrà pubblicato da 4AD il 7 aprile. Ad anticipare l'opera il brano Artifice che ora vanta a corredo un suggestivo video diretto da Thom Glunt in cui sotto una pioggia che in effetto slow-motion appare meno scrosciante è lo stesso musicista a fare la sua comparsa in alcuni frame...






tWO // Forest Swords - The Weight of Gold

Tra gli album più esaltanti e meno pubblicizzati della scorsa stagione certamente il capolavoro di Matthew Barnes aka Forest Swords con Engravings che oggi torna a far parlare di se con il video per The Weight of Gold ossia una tra le tracce più caratterizzanti dell'intera opera. E non potevano esserci ambientazioni più suggestive dei cinematografici scorci lungo il Mar Morto per il coreografo a regista Benjamin Millepied (marito di Natalie Portman) per dirigere le evoluzioni del ballerino Billy Barry...



Se non riuscite a vedere il video correttamente premete qui


oNE // The Afghan Whigs - Algiers

Solo pochi giorni fa concentravamo la nostra attenzione sull'annuncio del nuovo album degli Afghan Whigs, Do to the Beasts, a distanza di 16 anni dal precedente. Ora orientiamo la nostra attenzione sull'accattivante, violento e suggestivo video per la traccia Algiers. Diretto da Phil Harder (già firma di diversi video per la band nel periodo 1989-1994) ad Agua Dulce, California, il clip ci mostra l'avvento di un uomo misterioso benestante e senza scrupoli che spargerà sangue nella cittadina di Algiers...




(Week 7)                (Week 9)          

lunedì 11 novembre 2013

C2C13 // Le 10 meraviglie del Club To Club 2013





Ed eccoci qua a raccontare la cronostoria del nostro Club To Club sotto forma di classifica degli eventi che, se avevate il vostro bel biglietto, proprio non dovevate perdervi... Un presupposto è d'obbligo: il nostro piccolo ma onorevole blog fa della musica una passione sterminata e non un lavoro quindi la qui presente chart si basa su ciò che più abbiamo apprezzato con i nostri occhi di questa tre giorni (quattro veramente, anzi cinque se calcoliamo anche la preview di Mount Kimbie, fuori concorso) e non su ciò che è stato detto o decantato. Chiariamo a priori che i vari Andy Stott (unico grandissimo rammarico), Nina Kravitz, Rustie (perso per la terza volta, due C2C ed un PS...) non compaiono solo per motivi di mera sopravvivenza o di scarsa attitudine alla bilocazione. Detto questo...



tEN // Koreless

Catapultati all'Hiroshima attraverso la porta spazio-temporale che univa le due location del venerdì ci troviamo con leggero ritardo dinnanzi alla giovane stella del post-dubstep britannico. Sebbene la Sala 2 probabilmente non rendesse giustizia al giovane omone Galles (ma con base Glasgow) tanto per dimensioni (ed il forfait di Todd Terje non ha certo agevolato) quanto per acustica, le sonorità ipnotiche, fatte di lievi sospensioni e collage vocali ridotti all'essenziale ci entrano dritte nell'animo ancor prima che nelle orecchie. Ci congratuliamo con Roberts Lewis che ci ricambia con un largo e prolungato sorriso che lasciava intendere quanto la soddisfazione fosse tanto nostra quanto sua...



nINE // Machinedrum

Difficile valutare l'operato live di Travis Stewart alle quattro del mattino del terzo giorno e dopo essere passato sotto il treno in corsa dei Modeselektor ma se i cinque minuti che volevi regalarti con Machinedrum si trasformano in dieci, quindici e poi mezz'ora, tutte le aspettative che accompagnavano il più metropolitano dei dischi drum'n'bass di ultima generazione non sono state disattese sconfiggendo stanchezza, acustica non ottimale, nebbia e condizioni atmosferiche improbe...



eIGHT // Fuck Buttons

Dopo la mezz'ora iniziale nel Primavera 2010 e quella finale dello scorso maggio ecco finalmente per intero il duo più atteso e per di più direttamente nel salotto di casa mia. Ma se l'amore è cieco certamente non è sordo e la performance degli autori dello splendido Slow Focus non è perfetta ed in realtà mai lo è stata. Le percussioni live aggiungono un ingrediente in più ad un'esibizione fatta di droni a forma di saette chilometriche e poco della mano del duo from Bristol. Se poi continuano ad ostinarsi a non premiarmi con Lisbon Maru è ovvio che il podio rimanga una chimera...



sEVEN // The Field

La musica davvero buona è per pochi il chè giustifica le poche centinaia di persone che hanno potuto godere della consolidata formula fatta di loop estesi e variazioni minime ma sufficienti a gettarti in uno stato di catarsi cui The Field a scadenze fisse ci ha ormai abituati ed invero un po' viziati. Anche se Alex Willner non è certo un "one man show" trascina folle sa certo come metterti a tuo agio  soprattutto se le location sono il Buka di Milano e l'intimo spazio del Motor Village quasi a rendere il concerto una sorta di opera contemporanea site-specific. Un'oretta risulta sempre poco ma sufficiente per proporre 4 tracce del recente Cupid's Head più una manciata di classici per intenditori...



sIX // Factory Floor

La sorpresa che non ti aspetti. Tanta gavetta molti singoli e finalmente il primo album (omonimo) a premiare anni di sforzi. Tutt'altro che apprezzati nel Primavera Sound 2011 il trio post-industial sbalordisce con un live incredibile di solo cinque interminabili tracce tra cui i singoli Fall Back e Turn It Up in versione estesa (sebbene già di loro non propriamente brevi...). Il genere risulta poi adattarsi in maniera naturale nella splendida cornice delle OGR, uno dei punti forti di questo C2C13 che ci auguriamo possa consolidarsi negli anni. Se ciò non bastasse, avere al proprio fianco James Holden con cui condividere il live del trio londinese può risultare un valore aggiunto non di poco conto...



fIVE // Forest Swords

Non certo un evento mainstream ma ugualmente da molti considerato imperdibile soprattutto dopo l'ottimo recente ritorno di Matthew Barnes con Engravings, personalmente una tra le opere migliori di questo 2013. La solita apprezzata location dell'auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ci obbliga a causa della scarsa capacità ad arrivare con lauto anticipo. L'attesa ci ripaga con gli interessi e l'erede di Kuedo che qui sempre di sabato suonò nella passata stagione ci offre accompagnato da basso, a dir vero ben poco invasivo, una rivisitazione molto personale del genere ambient in chiave dub e/o dark senza tuttavia privarci di alcune perle tra cui a risaltare è Miarches, il singolo più noto di Dagger Paths...



fOUR // Modeselektor

L'orario era certamente dalla loro potendo attingere sia dal pubblico talabot-tiano sia dagli amanti delle ore piccole ed in attesa delle tetre e calde sonorità di Andy Stott ma il duo di Berlino è andato oltre ogni più rosea previsione non facendo rimpiangere l'assenza di Sasha Ring e dimostrando una volta di più il perchè Thom Yorke straveda così tanto per loro. La performance di Gernot Bronsert e Sebastian Szary è travolgente e coinvolgente fatta di ritmi galoppanti e corredata da loro grandi classici e perle senza tempo come la That G-String Track di Schlachthofbronx proposta a fine sessione. Idealmente la festa di fine evento.



tHREE // Jon Hopkins

Pochi dubbi, il live più atteso. La curiosità di vedere tradotto in versione concerto uno tra gli album più travolgenti dell'anno aveva reso denso di attesa il vuoto spazio delle OGR. Beh, le aspettative non sono state disattese ma certamente suonare tre minuti dopo l'impressionante live di James Holden può aver tolto un briciolo di lucidità ad un pubblico ancora frastornato (io tra questi). Solo qualche minuto di empasse e la magnificenza di Immunity si mostra in tutto il suo fascino strisciante e conturbante. Attimi di dolci quanto melanconiche melodie incantate si alternano a rincorse battenti e mordenti. Dopo James Holden con Jon Hopkins il mondo poteva fermarsi lì.



tWO // Four Tet (aka Burial)

Vogliamo parlare dello stratosferico live rivisitato di Kieran Hebden che è riuscito a far brillare gli occhi anche ad un suo fan fino a ieri solo discreto o vogliamo parlare del fatto che Four Tet è Burial. Questo almeno ha fatto intendere il produttore londinese facendo comparire sullo schermo, circa a metà sessione, il nome di Burial quelle tre o quattro volte sufficiente per sbigottire gli amanti dell'enigmatico genio del 2-step (ed eccomi di nuovo lì). Il sorriso birbante di Kieran a domanda precisa a molti è parsa un'ulteriore conferma indiretta. La palla passa a William Bevan, se ci sei batti un colpo...



oNE // James Holden

Nessun dubbio Mister Club To Club 2013 è lui, James Holden. Probabilemente già solo per i due eventi presi singolarmente avrebbe potuto tranquillamente occupare il posto d'onore nella nostra personalissima classifica. La somma delle due lo ha nella realtà dei fatti trasformato in un'icona di questo festival. Non poteva certo chiedere una cornice migliore del Teatro Carignano per presentare l'incredibile live di The Inheritors, da lui abilmente orchestrato accompagnato da una batteria perfettamente in sintonia e con una sapiente selezione di tracce per un'opera a tratti meramente sperimentale. Da stropicciarsi occhi ed orecchie. Per quanto concerne il venerdì ecco un James Holden semplicemente impeccabile, sempre sorridente e goduto rendere omaggio al festival snocciolando temi di artisti presenti tra cui Koreless, Four Tet e per concludere la sua meravigliosa The Caterpillar's Intervention vero inno di questo meraviglioso #C2C13





giovedì 31 ottobre 2013

C2C13 // Tutto il programma del #C2C13 minuto per minuto




Ad una settimana da quello che lo stesso Resident Advisor definisce, per il quinto anno di fila, come il miglior festival novembrino del mondo nonchè ovviamente il miglior festival di musica elettronica italiano, giungono contestualmente con la conferenza stampa tenutasi presso la suggestiva cornice del Circolo dei Lettori gli orari delle tre giornate centrali della tredicesima edizione del Club to Club lasciando ancora un po' di suspance per l'evento conclusivo che si terrà domenica 10 novembre al Mirafiori Motor Village, a partire dalle ore 13, obbligando agli straordinari coloro che solo poche ore prima applaudivano il live dell'ombroso Andy Stott.

Senza dimenticarci dell'ultima Preview milanese (c/o Buka) che vedrà il ritorno in Italia del fenomeno The Field, fresco autore di un'altra meraviglia minimal con Cupid's Head preceduto dal più intrigante ed ipnotico dei progetti elettronici italiani, One Circle (Lorenzo Senni, Vaghe Stelle e A:RA), passiamo in rassegna le tre serate del #C2C13:


Perfetta inaugurazione con un assaggio non troppo impegnativo in tre delle più suggestive location cittadine. Il salotto dell'arte contemporanea per eccellenza, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo attende il live di Holly Herndon, giovane stella dell'astrazionismo ambient ad un anno esatto dal suo debutto con il più che apprezzato album Movement. Da un salotto all'altro ecco James Holden nella meravigliosa cornice del Teatro Carignano. Produttore e location non necessitano introduzioni e chi si priverà dell'anteprima live per la perla The Inheritors dovrà fare i conti con la propria coscienza. La terza tappa è un'altra meraviglia con le OGR che accoglieranno Dinos Chapman, meglio noto come caposaldo della Young British Artists che sta vivendo una seconda vita da produttore il quale ci introdurrà al live dei Factory Floor pronti a farci rivivere le sensazioni post-industrial con lievi tonalità new-wave dell'ottimo omonimo album d'esordio.





Ancora largo ai giovani alla Fondazione Sandretto con un rapido assaggio delle doti in versioni live di Dracula Lewis e Lee Gamble. Per il progetto (molto) dark ambient nonchè vagamente post industrial The Haxan Cloak ci sarà spazio alle OGR giusto dopo il sound techno tribale dei nostri Ninos Du Brasil. Ma l'attesa è per un altro evento perfettamente introdotto da una dj set session di James Holden finora infallibile dietro ai piatti: si tratta di Jon Hopkins ai cui spetterà il compito di farci rivivere le sensazioni di Immunity, recente gioiello fatto di ruvida techno e beat ipnotici. Il piano prevede di tuffarsi nel primo taxi mentre gli applausi ancora scrosciano per godere il più possibile del dj set di un altro infallibile, Todd Terje cercando di regalarsi qualche scampolo post-dub dell'amato Koreless. Un dj set dell'intrigante Nina Kraviz non si rifiuta mai anche se la curiosità ci spingerebbe a resistere fino al principino di Detroit della cui techno made in USA si parla un gran bene...





Sabato non è giorno da selezione degli eventi. La curiosità ci spingerebbe a timbrare presenza alla Sandretto per l'evento A Great Symphony for Torino, progetto che vanta la direzione artistica di Kode9, fondatore della storica etichetta Hyperdub, e che propone con la collaborazione della British Council una colonna sonora ideale per il capoluogo piemontese. Tra gli eventi da cerchiare in rosso invece il live di Forest Swords autore con il dub-ambient di Engravings di uno tra i migliori album dell'anno . Una volta giunti al Lingotto Fiere la tirata sarà d'obbligo. Giorgio Valletta apprezzato fin dai tempi del Barrumba (o ancor prima Discoshopping) dovrà far spazio a John Talabot in versione dj set. Fuck Buttons con il forfait di Apparat (a cui auguriamo una pronta guarigione) si trasforma nell'Evento soprattutto dopo il fenomenale successo del potente Slow Focus. Meno entusiasmante il ritorno di Four Tet con Beautiful Rewind ma visto che prorpio l'intreccio con il duo from Bristol nell'ultimo Primavera Sound ci ha privati del suo live, nessuno mi schioderà dal padiglione 1. Dal momento che in modo o nell'altro Modeselektor, Kode9 e Rustie sono già stati apprezzati in passato per tornare nella casella "imperdibili" bisogna spostarsi agli ultimi due eventi che avranno luogo nella Sala Rossa. A Machinedrum il compito di farci viaggiare nella sua città immaginaria Vapor City fatta di dub e drum’n’bass mentre ad Andy Stott toccherà immergerci nei suoi ambienti oscuri e peccaminosi. Già, proprio lì dove risiede il piacere...





mercoledì 28 agosto 2013

BEST NEW // Forest Swords - Engravings


Genere: Ambient, Dub
Etichetta: Tri Angle Records
Pubblicazione: 26 agosto 2013
Voto: 8,5


"Ho conosciuto molta gente che ha colto la sua occasione quando questa era ancora calda ed ha finito per bruciarsi". Con questa frase estratta da una delle rare interviste rilasciate, per giunta per una rivista locale della sua Liverpool, possiamo riassumere l'essenza schiva ed allo stesso tempo intrigante di Matthew Barnes, giunto agli onori della cronaca con colpevole ritardo, dopo la riedizione del suo primo capolavoro, Dagger Paths, eletto, tanto per sottolinearne la portata, miglior disco del 2010 dalla rivista FACT, non che le altre non le abbiano donato il giusto risalto... Certo, il fato ci ha messo il suo per rendere ancora più dannata l'immagine di colui che come Burial perfettamente rappresenta la caratteristica bruma che invade le fredde mattine autunnali britanniche. E' infatti un a tratti insopportabile fastidio all'udito a spingerlo lontano dalla passione per la musica ed dall'atteso seguito dell'accoppiata Dagger Paths/Fjree Feather, verso l'altra metà artistica di Barnes che lo vedeva appagato grafico pubblicitario. Ma se oggi torniamo a parlare di Forest Swords è perchè alla fine il desiderio di perseguire l'obiettivo incompiuto e di rendere omaggio musicale alla sua terra, testimone del sangue versato nell'atroce battaglia tra Sassoni e gli invasori Normanni, ha prevalso su dolore ed insofferenza. Tre lunghi anni di assenza, conditi da lunghe pause dal lavoro, meditate sessioni nel cuore del Merseyside e nessuna pressione o scadenza hanno infine portato al migliore dei frutti con Engravings, l'erede che tutti attendevano, figlio delle esperienza precedenti rivisitate e corrette lì dove appena sbavavano. E così il mito di Dagger Paths torna a rivivere coperto da quella patina algida e glaciale che alla luce del sole la rende ancora più luminosa. Tra l'ipnotico ed il mitologico ogni traccia sembra possedere vita propria ed una storia da raccontare tra rituali pagani, desolazione, echi, lamenti ed atmosfere avvolte da un alone che si addentra nell'onirico. Per nulla intimoriti ci facciamo rapire dal nuovo arrivato che subito ci risucchia tra i gorgheggi ed i riverberi infiniti di Ljoss. Seguendone i lamenti primitivi senza indugio stiamo già marciando all'inno del dio del tuono con Thor's Stone. Poi un tuffo nel passato con la chitarra fluttuante tanto cara al primo Barnes ed il flauto ipnotico di Irby Tremor. Saranno allucinazioni ipnagogiche quelle che successivamente vi faranno credere di essere svegli e lucidi mentre nessuna parte di voi riuscirà a muoversi ormai completamente succube di Onward, la traccia più emozionante ed epica dell'Opera, quasi dichiarato manifesto. Le meraviglie del singolo The Weight Of Gold sono ormai note ed in parte assorbite. An Hour serve solo per prendere fiato in attesa che con Anneka's Battle e The Plumes l'epico diventi bucolico ed un canto prima celestiale e poi primitivo ci accompagni con mezzi non convenzionali attraverso gli sconfinati prati del Wirral, amata contea di Barnes. Nel mezzo i canti primordiali di Gathering che svelano, come mai prima, la natura tecnologica del viaggio che con Friend, You Will Never Learn, di solo piano melanconico, tamburi pressanti e canti al confronto estatici, diventa sofferto ed angosciante congedo. Impossibile resistere al richiamo di un altro giro...





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martedì 20 agosto 2013

STREAM // In preascolto arriva Engravings, secondo LP per Forest Swords




Matthew Barnes, produttore britannico meglio noto come Forest Swords, si appresta a rilasciare il suo secondo LP, Engravings, in vendita dal 26 agosto attraverso l'etichetta Tri Angle. L'album che tenterà di confermare i giudizi positivi del primo LP Dagger Paths del 2010 e del successivo EP Fjree Feather dell'anno successivo è da ora disponibile per alcuni giorni in streaming attraverso la pagina Advance di Pitchfork.







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sabato 17 agosto 2013

Saturday Indie Pills // Week 33.13


NEW VIDEO // Arctic Monkeys - Why’d You Only Call Me When You’re High?

Gli Arctic Monkeys proseguono l'attività promozionale relativamente al loro imminente nuovo album, AM (Domino Records, in vendita dal 9 settembre), condividendo il nuovo music video per il recente singolo Why’d You Only Call Me When You’re High?. Diretto dall'affermanto progetto Nabil, il clip vede protagonista lo stesso frontman Alex Turner alle prese con una serie di paranoiche allucinazioni vietate ai minori di 18 anni.








COMING SOON // Ad ottobre nuovo EP per i Parquet Courts

La punk-rock band con base a Brooklyn dei Parquet Courts si appresta a dar seguito all'eccellente ultimo LP Light Up Gold con un nuovo EP che uscirà quest'autunno. Sarà ancora l'etichetta What's Your Rupture? ad occuparsi della distribuzione che avverrà a partire dal 8 ottobre. La nuova mini opera che si intitolerà Tally All the Things That You Broke vanta già la traccia d'apertura You've Got Me Wonderin' Now che vi proponiamo prontamente.









STREAM // King Krule - 6 Feet Beneath the Moon

Il cantautore londinese Archy Marshall rilascerà il suo album di debutto come King Krule, 6 Feet Beneath the Moon, il 24 agosto (giorno del suo 19° compleanno) attraverso True Panther/XL. Nell'attesa potete ascoltare l'intero album in streaming che, prodotto da Rodaidh McDonald, collaboratore anche di Savages e The XX, contiene tracce già note quali Out Getting Ribs, Nepturne Estate e quella Easy Easy che dalla passata settimana gode di un videoclip diretto da Focus Creeps che vi andiamo a proporre.












NEW SONG // Haleek Maul & Forest Swords - Lobo

Il giovane rapper originario delle Barbados, Haleek Maul, ci ha appena fatto dono del brano Lobo nel quale ci fornisce la sua visione della morte sopra il tenebroso quanto suadente beat di Forest Swords. Non sappiamo se la canzone vedrà la luce in forma ufficiale, in ogni caso meritava di essere condivisa e da essa in oltre traiamo spunto per ricordare che il produttore inglese Forest Swords il 26 agosto pubblicherà Engravings, secondo album del produttore edito da Tri Angle







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lunedì 22 luglio 2013

BEST NEW TRACK // Forest Swords - The Weight of Gold


Sembra che alcuni generi debbano essere accompagnati necessariamente da un alone di mistero, del tutto simili alle sonorità offerte, per catturare completamente l'attenzione degli ascoltatori. Oggi è nuovamente il caso di Forest Swords, aka Matthew Barnes, scomparso dopo lo splendido debutto in formato EP con Dagger Paths  del 2010, se non per offrire qualche remix o collaborazione occasionale, e ricomparso oggi con la traccia The Weight of Gold, perla che annuncia l'avvento di Engravings debutto ufficiale sulla lunaga distanza attraverso la certezza Tri Angle (come Balam Acab e The Haxan Cloak) in uscita il 26 agosto. The Wieght of Gold rappresenta l'essenza dei tratti distintivi di Mr Barnes fatta di chitarre avvolgenti, percussioni libere da catene ma ugualmente incisive e campionamenti di voci più spettrali che umane. Il risultato è una bella X sulla data di pubblicazione del nuovo album...







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