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martedì 23 aprile 2013

Temazo PS13 // Local Natives - Airplanes


- 29

Venerdì 24 maggio 2013

Genere: Indie-Rock
Ultimo album: Hummingbird (Infectious/Frenchkiss Records), 2013
Nazione: U.S.A.







The desk where you sit inside of a
frame made of wood
I keep those chopsticks you had from when
you taught abroad in Japan

I love it all so much
I call
I want you back

I did not know you as well
as my father knew you
every question you took the
time to sit and look it up in the
encyclopedia

I love it all so much
I call I want you back

It sounds like we
would of had a great deal to say
to each other
I bet when I leave
my body for the sky the wait will
be worth it




lunedì 11 marzo 2013

REVIEW // Febbraio 2013


Con febbraio arrivano anche i primi scossoni decisi in ambito discografico dove ad emergere con più decisione ci sono l'atteso ed ormai quasi insperato ritorno di Kevin Shields ed i suoi My Bloody Valentine con m b v ed il recente e brillante lavoro di Autre Ne Veut che con Anxiety, chicca r&b, scalza da buon outsider dischi ben più attesi. Dietro sono comunque numerose le opere rimarchevoli ed è di loro che qui ci occupiamo partendo dal compatto lavoro dei già apprezzati Local Natives che con Hummingbird (voto 7), giunto a cavallo tra gennaio e febbraio, confermano quanto di buono già mostrato all'esordio con Gorilla Manor. Soffermarsi sui due singoli Heavy Feet e Breakers sarebbe banale perchè, anche grazie alla mano di Aaron Dessner (The National), il lavoro risulta davvero lineare e tracce come You & I, Ceiling e Black Baloons, allo stesso tempo melodiche e ritmate, forniscono al tutto una fisionomia ben chiara anche se non ancora il salto di qualità. Discorso praticamente analogo lo si potrebbe fare per Holy Fire (7,5) dei Foals nella quale emerge però una vena un po' più innovatrice seguendo, a detta del leader Yannis Philippakis, "l'idea di purificazione con un intensità che brucia...". Il prodotto è un disco meno ballabile, o meglio, diversamente ballabile, insomma, qualche beat in meno e qualche accenno sperimentale/psichedelico in più con una prima parte di album da stropicciarsi le orecchie dove risaltano soprattutto Inhaler, My Number, Bad Habit e Late Night ma che va successivamente spegnendosi un po'. Ad attrarre gran parte dell'attenzione però sono stati due gruppi dal grande impatto mediatico, anche se in maniera totalmente differente. Da una parte Nick Cave & The Bad Seeds in gran spolvero con Push The Sky Away (7,5) che, nonostante orfano di Mick Harvey, ci presenta un lavoro rinnovato ad accessibile fin dal primo ascolto e che non rifugge l'utilizzo di loop e sintetizzatori a rinnovare e calcare un album cupo e profondo in cui certo emergono We No Who U R e Jubilee Street, ad alternarsi con Water's Edge e Mermaids che meglio rispecchiano il retaggio della band. Altro discorso per Atom For Peace, il super-gruppo formato da Thom Yorke, Nigel Godrich, Flea, Joey Waronker e Mauro Refosco che appare invero un progetto del leader dei Radiohead con l'aggiunta di una serie di figuranti di lusso. Il risultato, AMOK (7) è comunque di grande interesse come può essere la sapiente elaborazione di sonorità ambient, kraut-rock, post dubstep, IDM, post-rock ad opera di Yorke in quello che parrebbe il successore di Kid A e The Eraser ed in cui un paio di tracce brillano più di altre, Ingenue e Dropped. Altro? Molto. Innanzitutto il ritorno dei Veronica Falls a poco più di un anno di distanza dall'album d'esordio. Stesso pop melodico e travolgente ma la tematica di Waiting for Something to Happen (7) risulta più luminosa. Ad eccezione della Buried Alive old-style l'album si muove tra dolci propositi (Teenage, Waiting For To Happen) e ritornelli incendiari (Broken Toy). Peccato cali alla distanza. E che dire del ritorno di Apparat? A Sasha Ring non manca di certo l'eclettismo e con Krieg Und Frieden (Music For Theatre) (7), rielaborazione della colonna sonora dell'omonimo spettacolo teatrale, ce ne da ulteriore conferma. Di The Devil's Walk resta A Violent Sky mentre pezzi come 44 e K&F Theme - Pizzicato fanno venire in mente Micheal Nyman, il chè è tutto dire. Dal giorno alla notte, per coloro che amano sentire il sangue ribollire nelle vene, imperdibile l'appuntamento con il punk dei giovani danesi Iceage, altro gruppo capace di confermarsi anche se probabilmente non con lo stesso esito dell'esordio. In You'Re Nothing (7) stesso registro con mezz'ora di grande energia incominciando dal singolo Ecstasy ma senza i picchi di un tempo. Esito diverso per il ritorno di altri scandinavi: gli Shout Out Loud, con Optica (6), ci regalano un prodotto anonimo che raggiunge la sufficienza per la spensieratezza delle sue melodie ed una Walking In Your Footsteps, tormentone quasi radiofonico. Chiudendo il cerchio scandinavo merita menzione il progetto finlandese K-X-P, passato un po' sottotraccia ma che con il secondo album II (7) torna a deliziarci. Nel trio Melody, Staring At The Moon e Magnetic tutto il repertorio tra Synth-Pop e sonorità disco anni '80 cadenzato da un beat molto diretto. E da qui alla  scena elettronica il passo è breve con un Four Tet che ci fa gradita sorpresa regalandoci con 0181 (7) una raccolta di pezzi inediti dal 1999 in avanti; una sorta di biografia di Kieran Hebden in cui assaporare l'evoluzione di uno stile a noi caro. Debutti non roboanti ma apprezzabili per Doldrums e Guards, entrambi preceduti da promettenti EP. Il primo, amico e collaboratore di Grimes ci aveva ingolosito con un singolo notevole, Anomaly, ma in Lesser Devil (6,5) il suo gioco di campionature, melodie destrutturate e voci sovrapposte decolla a fasi alterne. I secondi, con In Guards We Trust (6,5), si cimentano in un pop che affonda le sue origini un po' in tutte le decadi regalandoci melodie gradevoli, anche se non proprio originali, ma anche piccole gioie con Ready To Go e Coming True. Come sempre immancabile qualche nota dolente. La delusione più forte giunge da Darkstar. Dov'è finito il trio autore del pregevole album North? Il progetto cambia etichetta, da Hyperdub a Warp e pure faccia trovando riscontri altalenanti con News From Nowhere (6-). Il dub della meravigliosa Aidy’s Girl Is A Computer è archiviato per far posto ad filone più sperimentale molto vicino agli Animal Collective e che ci lascia un po' indifferenti. Ancora più deludente l'album Jamie Lidell (5,5) dell'omonimo artista. What A Shame ci aveva illuso ma il suo tentativo di fondere R&B a sonorità dance risulta per la maggior parte del disco forzato e quasi anacronistico.



Local Natives - Heavy Feet

 



Foals - Inhaler

 



Nick Cave & Bad Seeds -  We No Who U R




Atoms For Peace - Ingenue

 



K-X-P - Melody




Doldrums - Anomaly




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sabato 16 febbraio 2013

Saturday Indie Pills // Week 7.13


NEWS // Primavera Sound - Cambio prezzo abbonamento

Solo poco meno di 5000 abbonamenti ancora disponibili per godere dei tre giorni di festival al Parc del Forum di Barcellona. Il prezzo fino al 6 di marzo sarà di 175€ (spese di distribuzione escluse) con la possibilità di effettuare l'acquisto in tre rate da 60€ l'una. Dal 7 di marzo, nel caso rimanessero abbonamenti invenduti, il prezzo passerà ai definitivi 195€. Già disponibili i biglietti per i singoli giorni al costo di 65€ fino al 6 di marzo dopodichè passeranno a 80€. Tutte le modalità di acquisto sono disponibili sul sito del Primavera Sound.









NEW SONG // The Postal Service - A Tattered Line of String

L'album Give Up (2003, Sub Pop Records) dei The Postal Service che non ha mai visto un seguito, si prepara a tornare sul mercato con una riedizione che comprenderà due tracce inedite. La prima, A Tattered Line of String, è stata presentata in anteprima allo show di Steve Lamacq su BBC 6 Music. La voce di Jenny Lewis in questa canzone così come nel secondo inedito, Turn Around. Attesa per l'8 di aprile la pubblicazione della nuova edizione, ancora ad opera della Sub Pop Records.









NEW VIDEO // Local Natives - Heavy Feet

I Local Natives lanciano attraverso la direzione di Ben Reed il video per il secondo brillante singolo del convincente Hummingbird (Frenchkiss) ovvero Heavy Feet che nel clip figura sottotitolato come  "Heavy Feet: The Ecstatic Flight of the Llandow Visually Impaired Harriers". Protagonisti alcuni appassionati e non-vedenti piloti di aeroplanini, accompagnati da insoliti sandwich canterini. Il gruppo californiano, atteso da un vero tour de force, si esibirà a Milano il 28 febbraio (Tunnel) e poi il prossimo autunno a Bologna e Roma (9 e 11 novembre) nonchè ovviamente tra i palchi del Primavera Sound venerdì 24 maggio.









NEW EP // Mogwai - Les Revenants

Les Revenants è una serie tv trasmessa dalla francese Canal + che prende spunto dall'omonimo film presentato durante la 61esima edizione del Festival di Venezia. La location è una paesino di montagna in cui accadono avvenimenti in grado di stravolgere la pacifica esistenza con apparizioni di individui che si pensavano morti da anni. I Mogwai, con il loro 11° EP con 4 pezzi della durata complessiva di 12:48, mettono al servizio della causa tutta la loro cupezza senza creare nulla di originale, con una Wizard Motor che si accosta ai loro standard le cui chitarre svolgono ancora un ruolo da assolute protagoniste. Uscito di recente il vinile in edizione limitata, attraverso la Rock Action Records, si attende la colonna sonora completa con 14 tracce già svelate la cui uscita è prevista il 25 febbraio.

                                                                                                 by Sigu





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sabato 5 gennaio 2013

Saturday Indie Pills // Week 01/13



NEW SONG // Local Natives - Heavy Feet

E dopo aver goduto del video di Breakers, il primo singolo estratto da Hummingbird, ormai imminente secondo album dei Local Natives che vedrà la luce il 28 di gennaio (via Frenchkiss), ecco una seconda anticipazione con Heavy Feet, giusto per non tenerci troppo con il fiato sospeso. Attacco di batteria seguita dall'armoniosa voce di Taylor Rice adornata e ricamata come sempre dagli eclettici/polistrumentisti Kelcey Ayer e Ryan Hahn... Unica data italiana il 28 febbraio a Milano mentre l'assenza di tappe in terra iberica lascia già presagire la loro presenza tra i palchi del Parc del Forum di Barcellona...







NEW VIDEO // Toro Y Moi - Say That

Così come promesso solo poche settimane or sono, raggiunte le 250000 visualizzazioni del video di So Many Detail, primo singolo per Anything In Return, album che verrà pubblicato il 22 di gennaio (via Carpack), ecco partire il secondo singolo e relativo video con Say That. In questo caso Chazwick Bundick, sempre diretto da HARRYS, abbandona le vesti da dandy per farsi avvolgere dalla natura e travolgere dalla sua stessa musica.









NEW SONG // Pulp - After You

In maniera del tutto inattesa Jarvis Cocker e compagni omaggiano i loro fans con After You, un brano davvero molto interessante prodotto dall'onnipresente James Murphy (LCD Soundsystem). L'inedito, che si vocifera dovesse far parte di "We Love Life" per poi cadere nel dimenticatoio e di cui attualmente non è prevista nè pubblicazione nè è mai stato presentato dal vivo, non farà parte di alcun album. Secondo la rivista Q, la band non ha materiale pronto e si considera in vacanza fino a data da destinarsi...








NEW SONG // Jamie XX - Sunset (Boiler Room Mix)

E' lo stesso Jamie XX (The XX) durante il suo live al Boiler Room di Londra a dare un tocco di restyling alla sua (in condivisione) quasi perfetta opera mettendo le sue pregiate mani su Sunset ovvero una tra le più apprezzate tracce di Coexist. Il risultato, neanche a dirlo, è davvero lodevole. La stessa qualità del "live" arricchita da un beat più vivo che da ritmo e forza alla già incantevole melodia.







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lunedì 24 dicembre 2012

CHART // Indie Christmas Songs


By SIGU



Immancabilmente, durante il periodo che precede il Natale, escono alla ribalta gruppi o cantanti, dall'insospettabile spirito natalizio, con rivisitazioni di brani e raccolte create ad hoc, che se fossi una malalingua taccerei come mere operazioni commerciali, ma siccome non lo sono derubrico la questione a semplice coincidenza che avviene nel periodo dell'anno nel quale si vendono casualmente più dischi, e così dobbiamo registrare le uscite più eterogenee: dal gruppo country dei Lady Antebellum, a Rod Stewart, al ritorno di fiamma di John Travolta e Olivia Newton-John, a Michael Bublè, Claudio Baglioni e The Killers, questi ultimi molto fedeli all'appuntamento. Ma per rimanere più in sintonia col blog (è già stato ampiamente presentato il lavoro di Sufjan Stevens), quali sono le canzoni legate a queste festività che più ci stanno a cuore? Per ovvie ragioni editoriali non posso citare John Lennon, Mariah Carey e le perle di Elio e le storie tese e mi concentrerò tendenzialmente su autori già trattati qui.



5) Julian Casablancas - I Wish it Was Christmas Today








4) Yo La Tengo -  It's Christmas Time







3) Local Natives  -  We Come Back




 

2) The Raveonettes    -  The Christmas Song 






1) The Darkness  - Christmas Time  







L'ordine lo si può cambiare a vostro piacimento, ciascun autore apporta il proprio stile sonoro in chiave natalizia, ma la prima posizione credo che se la meritino i Darkness, che nel 2003, un anno per loro di autentico stato di grazia, sfornarono questa vera e propria hit diventata una delle canzoni del genere natalizio più apprezzate di tutti i tempi. Gli ingredienti ci sono tutti: il loro marchio musicale, il trionfo del kitsch, la presenza di candidi fanciulli, i buoni sentimenti ed il finale (lieto) a sorpresa.
Per la cronaca, dopo un periodo molto difficile per il gruppo, che aveva portato allo scioglimento dello stesso, e soprattutto dopo l'uscita dal tunnel della dipendenza dalla droga da parte del frontman Justin Hawkins, sono tornati l'anno scorso in circolazione con l'album Hot Cakes; hanno suonato al Gods of Metal e fatto da supporter a Lady Gaga e suoneranno all'Alcatraz di Milano l'11 marzo 2013, nella loro finora prevista unica data italiana.



Happy Christmas by Primavera Indiependente




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giovedì 29 novembre 2012

NEW VIDEO // Hot Chip + Local Natives + Mac DeMarco


Come tutti i finali di stagione, regge anche per questa il connubio poche pubblicazioni/molte indiscrezioni, con le etichette che rimandano inevitabilmente ad inizio 2013 la pubblicazione dei loro assistiti. Insomma, molta carne al fuoco che verrà trattata prossimamente ed un po' meno novità per le nostre orecchie. Periodo proficuo dunque per dedicarsi a quanto tralasciato ma anche per dedicare ampio spazio ai videoclip che all'improvviso sembrano inondare la rete. A voi il meglio della settimana:



Hot Chip - Don't Deny Your Heart

Don't Deny Your Heart è la canzone scelta dalla band londinese degli Hot Chip come nuovo singolo del fortunato 5° album In Our Head (Domino, 2012). Per accompagnarla il realizzatore Peter Serafinowicz ha dato vita ad un delirante video sotto forma di videogioco introdotto dalla premessa "This is what football is all about" che inizia ricreando una partita e termina in un banchetto orgiastico alimentando il tema dell'omosessualità nel calcio, di attualità anche nel nostro paese.








Local Natives - Breakers

La Best New Track di un mesetto fa', Breakers, ha finalmente anche un degno video ad intrattenere l'attesa dell'imminente prossimo album, Hummingbird, che, come già anticipato a suo tempo, verrà pubblicato il 28 gennaio in Europa ed il giorno successivo negli Stati Uniti. Diretto da Jaffe Zinn e dalla band stessa, il video alterna riprese in studio di registrazione ad ambientazioni e frammenti surreali che rimandano i più nostalgici ai clip dei primi Coldplay...







Mac DeMarco - Ode to Viceroy

Riusciamo a dedicare un po' di attenzione anche a Mac DeMarco, autore, con l'album 2 pubblicato il 16 ottobre scorso, di uno tra i più interessanti LP di questo fine 2012. Canadese, polistrumentista, lo vediamo interprete del video diretto da Jasper Baydala nell'intento di rievocare, con riprese un po' sfuocate stile VHS, i diari di viaggio tipicamente anni '90...







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lunedì 22 ottobre 2012

BEST NEW TRACK // Local Natives - Breakers


I compagni di tour di Arcade Fire e The National tornano allo scoperto e ci presentano il primo singolo del loro secondo album" Hummingbird" che, ahimè, ci farà attendere fino al 28 gennaio 2013 e in America il giorno successivo. Le premesse sono decisamente buone e la lezione di Win Butler, Matt Berninger e soci soprattutto per quanto riguarda batteria e produzione sembra ben assimilata, un po' per osmosi un po' perchè con lo zampino di Aaron Dessner di The National nel ruolo di co-produttore non poteva essere altrimenti. Il resto chiaramente sta a quell'indiscutibile gusto della band capace di creare un genere a se stante definito da Clash Music come psych-folk  Nella più recente delle interviste la band ci fa intendere come l'album che ci attende si discosti dall'esordiante Gorilla Manor (2009) pur rispecchiando l'identità del gruppo californiano in una maniera che è chiaramente riscontrabile nel primo singolo "Breakers" ma che rimanda inevitabilmente alla prossima stagione per un giudizio più credibile. Sapremo far nostra la virtù dei forti...




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